Ma quale Dea, l’Atalanta è un Lucifero

Bologna coriaceo ma troppo timido al cospetto dell’Atalanta, i cambi decidono la partita e Bergamo si conferma bestia nera. Con la Lazio da valutare Torosidis e Palacio

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Bisognerebbe evitarla la trasferta di Bergamo. Se c’è uno stadio dove si sa già in partenza che si tornerà a casa con una sconfitta, quello è l’Atleti Azzurri d’Italia. Anche oggi, quando un Bologna reduce da un ottimo momento è dovuto capitolare con un gol nella ripresa, confermando i passi avanti sotto il profilo dell’atteggiamento ma meno se si guarda al gioco.

Primo tempo ordinato, con baricentro molto basso e sfruttando le scorribande di Palacio davanti. Mirante, a dire la verità, non para quasi mai, deve solo raccogliere il pallone di Cornelius dalla rete nella ripresa, ma più in generale nei primi 45 minuti è apparso evidente l’equilibrio tra le due squadre. Nella ripresa a cambiare le cose sono state le sostituzioni. Cornelius ha deciso il match, mentre Donadoni non è riuscito a pescare, stavolta, le carte vincenti. E dire che tutto sarebbe potuto andare diversamente se Verdi non avesse passato quel pallone a centroarea…Sul resto c’è poco da dire, il Bologna ha imbastito la classica partita difensiva per non sfidare l’Atalanta sul piano della corsa, il piano ha funzionato nel primo tempo, meno nel secondo soprattutto quando il tecnico bergamasco ha inserito De Maio e ha dovuto sostituire Palacio. Via el trenza è un po’ come se si fosse spenta la luce, e Destro appare ancora fuori condizione. La sostanza potrebbe essere questa: Bologna ordinato ma un po’ timoroso nel cercare di far male davanti. E quelle poche volte in cui è arrivato dalle parti di Berisha non ha concluso. Pare che la squadra sia un po’ tornata al passato, con un baricentro troppo basso e con fatica a ripartire proprio perché decisamente lontana dalla porta. Ormai è andata, anche se qualche rammarico resta, sia per lo sgambetto di Caldara da già ammonito, sia per quelle due occasioni che ha avuto Verdi.

Occorre guardare soprattutto al futuro per due semplici motivi. Oggi la squadra è parsa Palacio dipendente e, soprattutto, c’è carenza di terzini: fuori Mbaye, Torosidis si è infortunato e Krafth è sempre il solito. Con la Lazio rischiano di essere guai. Non solo, la squadra ha terminato in dieci per l’espulsione di Gonzalez, che non ci sarà mercoledì, e lo stesso Palacio ha chiesto il cambio nella ripresa per un fastidio muscolare. Insomma, con la mediana che ha terminato sulle gambe per l’enorme sforzo profuso, mercoledì Donadoni rischia di dover fare ampio turnover. Da Bergamo torna un Bologna sconfitto, incerottato e stanco, in tre giorni serve recuperare il più possibile energie e tramutare questa delusione in aggressività sportiva. Bisogna trovare dalle energie mentali quelle che eventualmente mancheranno dal punto di vista fisico. Cornelius e mazziati, ma questo è il calcio…E Bergamo non si va a trovare una Dea, ma un vero e proprio Lucifero.

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