Le cinque giornate di “Miha”

Le cinque giornate di “Miha”

di Gionni Forlenza

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Tranquilli, non siamo tornati indietro al marzo del 1848 con le famose cinque giornate di Milano. Nessuna insurrezione popolare di quella portata. Nei giorni attuali, stiamo solo parlando di insurrezioni fra mister. Si perché dopo la vittoria di Sarri in Europa League con il suo Chelsea ieri sera in finale contro l’Arsenal, da oggi avrà inizio il famoso effetto domino di almeno 7-10 panchine di serie A.

Sarri alla Juve è cosa praticamente fatta. L’Inter dovrebbe aver scelto Conte. Il Milan è sulle orme di Simone Inzaghi e Sergio Conceicao. Spunta anche l’ipotesi Donadoni tanto amato e stimato da Paolo Maldini. Le 2 squadre capitoline? Ecco che qui entra in gioco anche il nostro Sinisa Mihajlovic. Lotito attende la risposta di Simone Inzaghi che dopo la vittoria della Coppa Italia vorrebbe riconfermarlo anche per la prossima stagione. Il silenzio di Simone sta però irritando il patron laziale. Ecco che a questo punto, in caso di rotta di collisione tra Inzaghi e Lotito, potrebbe aprirsi uno spiraglio per Mihajlovic sulla panchina della Lazio: da qui i famosi 10-14 giorni richiesti dal serbo per dare una risposta definitiva a Saputo. Meno probabile uno sbarco di Mihajlovic alla Roma, che dopo i no secchi di Conte e Gasperini ha messo sul taccuino Bordalas del Getafe e Spalletti. Non solo, Sinisa Mihajlovic, tanto amato dai tifosi laziali, saprebbe di fare uno sgarro alla piazza romana di sponda laziale. Va detto che Miha ha ricevuto anche un paio di offerte da 2 squadre estere di medio livello e sappiamo quanto sia sensibile ad un’esperienza fuori dai confini. Un conto però se lo chiama l’Arsenal o il Porto e un conto se per esempio lo chiama il Besiktas che, notizia dell’ultima ora, ha riscattato dal Torino il giocatore Ljajic per 6,5 milioni. Il Bologna ha dato al serbo 5-6 giorni non di più per ricevere una risposta dal suo allenatore.

Da quando a fine gennaio ha sostituito Pippo Inzaghi, il lavoro del nuovo mister è stato encomiabile e da applausi: 30 punti in 17 partite, sono numeri da record per il Bologna degli ultimi anni. Piazza e società devono essere riconoscenti per quello che ha fatto ma ora il Bfc con i fatti sta facendo di tutto per convincere Miha a restare. Il riscatto di Riccardo Orsolini dalla Juve per 15 milioni ne è la prova. Se Sinisa voleva qualche segnale positivo, sicuramente lo ha ricevuto. Sarebbe un vero peccato smontare questo giocattolo che quasi casualmente si è venuto a creare. Tecnico, piazza e società, hanno creato un ambiente quasi magico dove si sono fuse passione, lavoro, tenacia, sicurezza, rispetto e valori difficili da emulare. Perdere Sinisa sarebbe un pezzo molto importante di questo giocattolo. Anche perché sicuramente alletterebbe diversi giocatori a seguirlo; penso a Dijks, Pulgar, Edera e Lyanco tanto per fare qualche nome. Saputo tra martedì e mercoledì della prossima settimana vorrà la risposta definitiva del serbo con la speranza che consonante e vocale siano “si”. Piano b in caso di un no? Sono gli stessi nomi che sono circolati la scorsa settimana e cioè Giampaolo, De Zerbi, Di Francesco e Semplici con quest’ultimo leggermente favorito. Più defilate le piste che portano a De Biasi, Andreazzoli, Pioli e Prandelli. C’è chi sussurra anche il nome di Ranieri ma al momento non può che essere solamente una flebile voce. Sinisa Mihajlovic sa quanto sarà dura fare meglio ma sa anche che questo Bologna, questa piazza, gli perdonerebbe anche un rendimento poco sotto le aspettative. Ricordiamolo anche a Mihajlovic, il Bologna negli ultimi 45 anni, non è mai arrivato sesto. Solo 5 volte settimo con Bruno Pesaola, Gigi Radice, Renzo Ulivieri e Francesco Guidolin. Quindi caro Sinisa, se arrivi sesto o settimo avrai compiuto da qui a 2 stagioni un mezzo miracolo, se arrivi decimo o dodicesimo, sarai amato allo stesso modo.

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