La maledizione del Faraone

Finisce la settimana nera del Bologna con una sconfitta di misura a Roma: decide un gol ‘tottiano’ di El Shaarawy. Ma oggi il Bologna meritava di più

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

La migliore delle tre. Se con l’Atalanta il Bologna si è chiuso inopinatamente a riccio, mentre con la Lazio non ci ha capito molto nel primo tempo, stasera a Roma si è vista finalmente la squadra che si vorrebbe sempre vedere contro squadre più forti. Bologna molto coriaceo, volitivo, energico, punito da una magia di El Shaarawy che tanto ha ricordato quelle di Totti. Insomma, se finisce uno a zero con un sinistro al volo nel sette vuol dire che tutto sommato è stata fatta partita pari e che, purtroppo, doveva finire in un certo modo. Probabilmente El Shaarawy ci dovrà riprovare altre 50 volte prima di rifare una rete così…

Terminata la settimana di passione, condita da un ciclo durissimo, ora per il Bologna è tempo di tornare a macinare punti contro il Crotone e sfruttare una fase più facile di calendario, utilizzando la sosta per recuperare giocatori fondamentali per questa squadra come Mbaye e Palacio. Sulla partita di Roma resta dunque la maledizione del faraone, ma anche la sensazione di un Bologna ancora spuntato nei pressi della porta: nonostante il buon gioco le conclusioni verso il portiere avversario continuano a mancare. E se non si tira in porta…è impossibile segnare. Banalmente, sono giocatori come Verdi e Di Francesco a dover incidere di più negli ultimi venti metri perché onestamente Petkovic non ha in dote la rete. E proprio per questo motivo, probabilmente, sarebbe stato opportuno inserire prima Mattia Destro, magari sacrificando qualcosa in termini di dinamismo ma azzardando qualcosa di più in area di rigore. In fin dei conti, se su quel cross di Krafth ci fosse stato Destro al posto di Di Francesco magari sarebbe finita diversamente – almeno per pura questione di centimetri – e forse anche su quello stop ciccato da Petkovic su apertura di Verdi in ripartenza. Insomma, la strada maestra può essere quella basata sul ritorno al 4-2-3-1, con Palacio a fare il grosso del lavoro alle spalle di Destro e due esterni tecnici e veloci come Di Francesco e Verdi. Appare, in sintesi, l’unica soluzione per consentire al Bologna di tirare di più. Il problema è che Donadoni ha speso parole chiare sul numero dieci in conferenza stampa: “Se se lo meriterà durante la settimana giocherà di più”. Considerando che stasera è stato inserito a cinque dalla fine…Il futuro? Non è fuori di logica pensare che Donadoni non si strapperà i capelli a fronte di una possibile cessione di Destro a gennaio. E allora sì: se il Bologna stesse cercando una punta per il mercato invernale?

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