Irriducibilmente stupidi

di Rosanna D’Atri

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Durante il mio percorso scolastico, quando capii di dover imparare le poesie a memoria, sperai ardentemente che fossero tutte come Mattina di Ungaretti: “M’illumino d’immenso”. Una frase, un’unica frase che esprimeva un pensiero complesso che non aveva bisogno di altre inutili parole. Ecco, irriducibilmente stupidi, è l’unica frase che esprime il mio pensiero per niente complesso sui tifosi laziali dopo l’ennesima brillante idea.

Irriducibilmente senza vergogna, convinti che mettere dei colori avversari su una bambina che è l’espressione di un atroce periodo storico possa essere un insulto fine a se stesso e confinato in un campo di calcio. Che la politicizzazione delle curve sia un cancro da estirpare lo sanno anche i bambini, che i “rappresentanti del popolo” al governo cavalcassero l’onda emotiva, una certezza e chi si definisce tifoso che dovrebbe fare? Esprimere pensieri che vanno ben oltre lo sport è un atto dovuto in questi casi o far passare in sordina e minimizzare è la strada giusta per non dare importanza a chi è irriducibilmente stupido? Sto scrivendo, la mia scelta sembra abbastanza chiara. Questa rubrica si chiama “LA VOCE DEL TIFOSO”, sono una professionista ancor prima che tifosa e non voglio tacere così come non voglio dover assistere alla lettura di un brano che parla di morte solo perché bisogna correre ai ripari per non far passare l’idea che allo stadio vadano solo persone che non hanno di meglio da fare che urlare insulti a chiunque gli capiti a tiro. Sono una tifosa e non voglio dovere condividere la mia passione e la mia casa sportiva con uomini o donne che ancora oggi, nel 2017, usano immagini evocative o scritte anticostituzionali per esprimere la loro frustrazione di piccoli esseri umani che si nascondono dietro adesivi attaccati qui e là. Sono una tifosa e non voglio essere identificata in questa macro categoria che comprende anche gli irriducibilmente stupidi, non voglio vedere presidenti che si recano con corone di fiori in Sinagoga e con due giocatori di colore a seguito, a favore di telecamera, solo per salvarsi la faccia dopo aver messo i biglietti in vendita a 1 euro dall’altra parte dell’Olimpico. Non voglio sentire sparare numeri a caso per un viaggio organizzato ad Auschwitz, come se fosse la gita fuori porta della domenica in cui ci si annoia della routine quotidiana. Sono una tifosa, forse moralista, e inizio a stancarmi di esserlo.

Per concludere, “UN MINUTO DI RIFLESSIONE” è la cosa più irriducibilmente stupida che si possa fare oggi perché un minuto non cambierà il cervello marcio di chi ha concepito e realizzato la figurina di Anna Frank. Un minuto di riflessione, in Bologna-Lazio, non servirà a sensibilizzare i responsabili, anche se i tifosi laziali hanno deciso di non seguire la squadra oggi a Bologna. Un minuto di riflessione non servirà neanche a far capire a chi, tra i tifosi bolognesi, ancora urla insulti territoriali ai napoletani. Un minuto di riflessione, presuppone la capacità di saper comprendere che “solo uno sfottò”, è una scusa irriducibilmente ridicola che dopo questa non regge veramente più.

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