Il pagellone del girone d’andata

I voti a squadra, allenatore, dirigenza e proprietario: ecco i promossi e i bocciati

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

SQUADRA 6+

La squadra ha sempre raggiunto gli obiettivi primari  fissati dal club: ovvero le salvezze tranquille. Tra i calciatori qualcuno è emerso, altri meno, ma nel complesso il gruppo del Bologna è sano, fatto di bravi ragazzi a cui non si può non voler bene. Manca il salto di qualità, certo, ma non è tutta responsabilità loro. Sugli scudi Pulgar, vero punto a favore di Donadoni, un giocatore capace di far dimenticare Diawara dopo circa un anno e mezzo. Non è poco, ma occorre ricordare in quanti ai tempi avevano criticato l’acquisto targato Corvino. Perché a Bologna è così: se non dimostri tutto subito sei una pippa (scusate il francesismo). Inutile sottolineare le prodezze di Verdi, da cui però ci si aspetta anche più incisività in partite come quella contro l’Udinese, quando toccherebbe ai giocatori migliori della squadra trascinare tutti gli altri fuori dai guai. E’ un gran talento, ma ancora gli manca qualcosa. Un pensiero lo rivolgo anche a Destro, che in questi due anni ne ha vissute tante. Infortuni, sfortuna, sostituzioni, critiche, sorrisini e chi più ne ha più metta. Ma il ragazzo è forte e lo sta dimostrando nelle ultime uscite. Se solo il Bologna fosse un po’ più qualitativo in fase di possesso palla…Bene anche Helander, al di là delle difficoltà di domenica, Mbaye – che dimostra di poterci stare – Donsah, a sprazzi, e soprattutto Andrea Poli, vero leader della squadra. Quando manca è sempre un problema. Emergerà con vigore anche Di Francesco quando avrà trovato ritmo partita dopo l’infortunio. Impossibile dimenticare Palacio, tra i più convincenti, ma il Bologna non può ancorarsi solo ed esclusivamente a un 35enne. Più in difficoltà gli altri, a partire da De Maio, uno degli acquisti estivi e già in procinto di partire, l’eterno incompiuto Nagy, lo spaesato Krejci dopo una stagione da maratoneta e Antonio Mirante in porta. Qualche punticino il Bologna lo ha perso per strada anche per responsabilità sua. Nella norma, invece, il rendimento di Gonzalez. Masina? Beh ormai qualsiasi cosa faccia in campo è sbagliata per la critica, capite bene che le condizioni psicologiche in cui gioca non sono facili. Resta Okwonkwo, ragazzo promettente ma su cui è necessario non mettere troppa pressione addosso. Anche perché, mio modesto parere, non è un esterno offensivo ma una punta. In un 4-3-3 però dovrà accontentarsi di qualche minuto sull’out.

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