Il giorno della marmotta

Il giorno della marmotta

La partita perfetta nel giorno perfetto: domenica avremmo preso un sacco d’acqua

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Vi ricordate il film «Ricomincio da capo» con Bill Murray e Andie MacDowell? Il primo interpreta il ruolo di un meteorologo televisivo che controvoglia deve recarsi a Punxsutawney per un reportage sulla tradizionale ricorrenza del «Giorno della marmotta». Nell’amena cittadina, però, il buon Murray rimane intrappolato in un loop temporale: ogni mattina alle 6:00 in punto la sua giornata ricomincia inesorabilmente allo stesso modo della precedente.

A me questa trama ricorda dannatamente gli ultimi anni di vita da tifoso del Bologna. I rossoblù giocano in trasferta, in un modo o nell’altro riescono a salvare la pellaccia e la settimana successiva ci rechiamo belli carichi al Dall’Ara, nella speranza che la marmotta esca dalla tana e decreti la «fine dell’inverno». Ed è qui che la sveglia ricomincia a suonare riportandoci alla dura realtà: eccoci di nuovo davanti al maledetto esame di maturità che puntualmente viene cannato. Un loop interminabile, un incubo.

Sabato invece sembra che la marmotta si sia destata, sia uscita dalla tana e abbia decretato il suo verdetto: il Bologna c’è, è vivo, e sa anche giocare a pallone. Senza esaltarci troppo, sia chiaro. Lascio a voi la scelta di chi sia il delizioso animaletto nei rossoblù, io ci metto dentro tutti, perché tutti hanno le loro responsabilità. Tornando alla partita, credo che il goal al terzo minuto abbia palesemente cambiato il match, a quel punto la patata bollente di creare gioco è passata alla Samp, cosa che a questo Bologna piace particolarmente. Insomma, è stato un po’ come giocarsela in trasferta. I rossoblù hanno lasciato la palla agli avversari e con le ripartenze li abbiamo schiantati.

Con questo non voglio sminuire la partita del Bologna, una gara di rara intensità e applicazione, specialmente in incolpevole inferiorità numerica. La difesa ha avuto qualche svarione, ma marcare uno come Zapata non deve essere facile. Mirante ha palesato ancora qualche incertezza, ma ha pure stampato un paio di interventi di tutto rispetto. Mbaye e Maietta sono stati insuperabili, Poli e Donsah davvero tanta roba. Là davanti, poi, tutti bravi: Destro ha ricominciato a correre come un essere umano e non come una papera e lo spirito di Acquafresca sembra essere uscito dal suo corpo. Avere al fianco uno come Palacio, un fenomeno, una spalla, una guida, gli ha sicuramente giovato, ma lui ci ha messo del suo. Sul goal di Verdi, quella di Mattia è una giocata che vale una rete. Poi che dire di Okwonkwo? Non mi esprimo invece sull’operato dell’arbitro e dell’insensato uso del VAR: evidentemente li mandano tutti qui a fare dei danni.

Mentre accarezzo la marmotta, chiudo con una considerazione moderatamente polemica. Spero che Mbaye si sia definitivamente guadagnato i gradi di titolare, al pari di un Donsah che può avere un passaggio a vuoto – vedi Verona -, ma ti può «strappare» la partita in ogni momento – vedi Verona e Samp -. Peccato che i due giocatori siano stati a lungo in panchina e sul mercato fino all’ultimo istante. Inoltre alcune scelte sembrano state dettate più dal caso che da evidenti meriti (vedi Palacio e il modulo di gioco). Ma oggi sono tutte polemiche insensatamente sterili.

Forza Bologna, sempre.. e speriamo che la marmotta resti sveglia!

MATTEO RIMONDI

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