I nuovi acquisti dove sono?

I nuovi acquisti dove sono?

Dopo le prime tre giornate il solo Poli si può considerare un fattore tra i nuovi arrivati, gli altri stazionano in panchina o sono infortunati

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Pensavo in queste 48 ore post-Napoli che alla fine il Bologna di nuovi acquisti ne ha al massimo uno. Per il momento, si intende.

In queste prime tre giornate, se escludiamo qualche comparsata di De Maio – su Palacio apriremo un capitolo a parte – l’unico vero valore aggiunto arrivato dal mercato ha un nome e un cognome: Andrea Poli. Lui, arrivato come sostituto di Dzemaili, non a livello di gol ma quantomeno di leadership, è il vero faro della campagna acquisti estiva, l’unico che si è guadagnato un posto fisso nell’undici titolare indipendentemente dal modulo utilizzato da Donadoni. Gli altri? Al momento poco pervenuti. De Maio ha giocato le prime due ma col Napoli è stato relegato in panchina, e al momento la sensazione è che Helander non sia inferiore, Gonzalez invece dopo i primi disastri non ha più toccato campo. In sintesi, se lo svedese e Maietta stanno bene sono i titolari, gli altri due rischiano di stare a guardare. In sostanza, più che il francese e il costaricano, il vero acquisto appare lo svedese. Attenzione però, oggi Maietta non si è allenato per un problema al pettineo e De Maio ha svolto lavoro personalizzato dopo essersi fermato ieri: sabato a Firenze potrebbe addirittura toccare al desaparecido Gonzalez. Passando alla mediana c’è poco da aggiungere, il Bologna, tolto Poli, ha cambiato lo zero virgola. Solo le gerarchie sono state modificate, nel senso che Nagy e Krejci – l’esterno più che attaccante è esterno basso nella filosofia di Donadoni – sono passati da fiori all’occhiello del mercato di un anno fa a riserve conclamate. E ora si arriva a Palacio. L’argentino domenica è stato un fattore, e se aumenterà il minutaggio nelle gambe potrebbe esserlo sempre di più. Può spostare gli equilibri di questo Bologna, ma la domanda che ci si pone è questa: se Falletti e Avenatti non si fossero fermati, el trenza sarebbe lo stesso arrivato a Bologna? Forse no…

Ecco allora che il mercato del Bologna, in queste condizioni, prende una piega diversa. Spieghiamoci, in difesa o i vari De Maio e Gonzalez aumentano il proprio livello, oppure la squadra sarà la fotocopia di quello di un anno fa, i cui veri valori aggiunti possono diventare gli elementi che la passata stagione hanno giocato poco, Helander su tutti. In attacco, se Palacio sarà sempre questo, Falletti rischierà di trovare poco spazio, inibendo ancora una volta la crescita di un giovane futuribile, considerando Verdi e Di Francesco inamovibili. Lo stesso discorso vale anche per Donsah e Mbaye, che nonostante il mancato arrivo nei rispettivi ruoli di concorrenza dal mercato continuano a guardare gli altri giocare. A nulla è valso il gol del ghanese a Benevento, Donadoni lo ha subito rimesso in panchina. Idem per Mbaye, che in Campania aveva egregiamente sostituito Torosidis. Siamo sempre ai soliti discorsi, i giovani giocano poco e non crescono, i nuovi innesti sono esperti ma per il momento balbettano: il Bfc va avanti con chi già c’era ed è fedelissimo. Al mercato del Bfc il 31 agosto avevo dato 6- (e il voto non cambia) ma la speranza, davvero, è che De Maio e Gonzalez diano un contributo tangibile nel prosieguo di stagione, idem per Falletti quando rientrerà, altrimenti sarebbe stato meglio tenere i giovani Ferrari, Oikonomou e Falco per fornire valore economico al Bologna. Sarebbe sciocco, ad esempio, ritrovarsi tra un anno con i soliti discorsi: ‘Donsah e Mbaye sono sul mercato, ma hanno giocato poco e il loro valore è sceso’…

1 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. 12345678 - 3 anni fa

    E’ così che Donadoni valorizza il patrimonio del B.f.c., fa vendere Oiko, Ferrari, Falco, non vuole Donsah e Mbaye, i registi puri, Nagy e Crisetig, non li fa entrare o li snatura in ruoli non loro.
    In compenso, vede uno schizzofrenico come Pulgar, vertice basso, no dico, vertice basso! e sposta su e giù per il campo Poli.
    L’unico che non ha il coraggio di togliere, ordini dall’alto, è Destro. In sintesi, Donadoni depaupera, danneggia il Bologna, sia economicamente che visivamente, annoiando tutti per la totale assenza di gioco.
    Non so, traiamo le somme e il risultato è: ESONERO ORA.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy