Insegnate a Zavanella come si gioca a Fifa

Insegnate a Zavanella come si gioca a Fifa

Il Bologna produce un rendering per la riqualificazione del Dall’Ara senza i giocatori sul rettangolo verde. E’ un sacrilegio. Ora si insegni a Zavanella a giocare a Fifa

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Come pronosticato, la presentazione del progetto di riqualificazione del Dall’Ara ha diviso ulteriormente le opinioni. C’è chi guarda al rendering e apprezza, chi ovviamente pretende che dentro ci vada a giocare una squadra di maggior livello rispetto a quella attuale e chi, nel presente, chiede che si guardi di più al campo e meno alle strutture. In soldoni: una presentazione per deviare il discorso dal terzultimo posto e un mercato bloccato. Se l’intento era questo, banalmente, il Bologna ha fallito visto che si continua a parlare di altro.

Ma la giornata di ieri ha portato alla luce anche un altro tipo di critica, più puntigliosa, precisa, quasi maniacale: l’assenza di omettini in calzoni corti su un campo da calcio. Cioè, presentano un rendering di uno stadio e si dimenticano dei calciatori, del campo, cioè esattamente ciò che viene sistematicamente imputato a Saputo e al club (a proposito di presentazione che avrebbe deviato il discorso dalle difficoltà attuali). Detto che la critica è in termini sbagliata perché il filmato parte con Pascutti e prosegue circa a metà con Santander in gol contro la Roma, ma in fin dei conti, se la giornata ha come protagonista uno stadio rifatto di sana pianta, perché mai nel filmato di presentazione si sarebbe dovuto inserire una parte preponderante di immagini e gol? Cioè, l’attore principale era la struttura, capire come sarebbe diventato l’attuale Dall’Ara, con quale copertura, con quale distanza degli spalti dal campo, con quali spazi di svago per gli utenti e non di certo una sequenza di gol in uno stadio che, così fatto, non esiste ancora. Per farla breve: il filmato doveva svelare il Dall’Ara del futuro, non rimembrare i gol del passato. Ma ad ogni modo, per soddisfare tutti i palati, potrei consigliare a qualche giovane esperto di videogame un nuovo mestiere: l’insegnante di Fifa. Qualcuno insegni all’architetto Zavanella, la star che ha prodotto quel progetto, come si gioca al videogame di calcio più famoso del mondo. Solo così potrà andare un passo oltre: ricreare all’interno del rendering una azione ludica per testimoniare che, dentro al Dall’Ara che sarà, ci giocheranno dei calciatori e non si pianteranno dei fiori ornamentali. Aggiungo, inoltre, un altro consiglio: si rifaccia la presentazione e si riservi, al posto delle domande a Fenucci – considerato il solito dirigente dal grande lessico ma dalla poca sostanza –  una mezzoretta di svago con un bel torneo di Fifa dentro il Dall’Ara nuovo. In premio una bella manata al buffet.

ps: sì, non ho commentato le parole di Saputo del mattino, ma tanto se non parla è disinteressato, se parla sbaglia. Insomma, a questo punto agisca con i fatti.

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  1. Thomas - 5 mesi fa

    Complimenti per la feroce critica portata con questo apprezzatissimo articolo. È inconcepibile come un “sacrilegio” del genere passi inosservato agli occhi dei più, inebrianti dalle immagini non technicolor del nuovo fantasioso impianto che chissà quando mai vedremo. A questo mi permetto di aggiungere un’altra ignobile mancanza: il campo senza fiori. Un paio di girasoli agli angoli e un bel tulipano sul centrocampo non dovevano, in mia opinione, mancare. Altro sintomo di poca conoscenza o, ancora peggio, negazione della storia del nostro club.

    PS. Il passaggio in cui vengono citate “le manate a buffet”, chiarissimo omaggio al Convivio di Dante, mi ha commosso.

    BRAVO.

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  2. finelli.mazzin_13598984 - 5 mesi fa

    Ti pagano per scrivere ste cose?!

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