E se ci fosse un vuoto regolamentare nel protocollo Var?

E se ci fosse un vuoto regolamentare nel protocollo Var?

L’involontarierà di un fallo di mano nei pressi della porta, che evita un gol già fatto, può essere considerato meno grave di un contatto involontario tra un attaccante che non raggiungerà mai la sfera e un difensore?

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

E’ molto utile ritornare sugli episodi in area di rigore sarda non sanzionati dall’arbitro ieri e, in linea generale, non revisionati dal Var. Almeno per capire cosa dice il protocollo e su cosa, eventualmente, potrebbe essere migliorato.

Sarà un caso, ma quasi tutti gli episodi limite sono successi a Bologna. Si parte dal gol annullato al Torino la prima giornata, a norma di protocollo giustamente non revisionato. Il fischio dell’arbitro arriva prima che la palla entri in rete e da regolamento il Var non può intervenire, anche se il fuorigioco non c’è. Questo episodio è stato salvifico, infatti da lì in poi sono cambiate le linee guida chiedendo ai guardalinee di segnalare con qualche secondo di ritardo impedendo all’arbitro di fischiare prima che l’azione termini, rendendo dunque utilizzabile il Var. Primo caso risolto. Il secondo episodio limite è sempre al Dall’Ara: il contatto Mbaye-Eder. Questa situazione, a mio modo di vedere, tira in ballo anche il mani di Ceppitelli. Perché? Proviamo a essere chiari. Sono entrambi due contatti di gioco non intenzionali. Mbaye inciampa da solo e con la mano tocca leggermente Eder, il fallo da protocollo è sanzionabile ma è involontario (il terzino non va nemmeno in contrasto con la punta). Stesso discorso di Ceppitelli, il difensore prima tocca la palla con la testa e poi di rimbalzo va sul braccio: il tocco è dunque involontario. Ora, su due episodi involontari, l’attuale regolamento considera più grave il primo del secondo, forse sbagliando. Spieghiamoci. Il contatto Mbaye-Eder c’è, ma l’attaccante è defilato con un lancio ampiamente fuori dallo specchio e quasi spalle alla porta, il difensore guarda la sfera per colpirla di testa e anticiparlo, di conseguenza, non siamo di fronte a una chiara occasione da gol. Si potrebbe obiettare che comunque altri falli da rigore (tipo sgambetti o altro) non sono volontari perché l’intenzione del difensore è prendere palla, ma se l’attaccante è più bravo il fallo comunque c’è. Penso però che qui il caso sia diverso: appunto non essendoci la volontà del giocatore di contrastare Eder. C’è quasi disinteresse verso la posizione di Eder ma grande interesse verso la direzione della palla. Un inciampo ha prodotto il resto, un tocco su cui Eder poteva restare in piedi. La mano di Ceppitelli, pur involontaria, invece nega di fatto un gol al Bologna con l’utilizzo di una parte del corpo vietata dal regolamento del calcio. In estrema sintesi, non c’è dubbio che l’episodio di ieri sia decisamente più grave e incidente sul risultato finale rispetto a quello di Bologna-Inter, eppure il Var, che ha utilizzato alla lettera il protocollo non sbagliando, ha revisionato il primo e non il secondo. C’è un episodio simile ma non uguale in questo campionato. E’ quello del fallo di mano di Manolas nel derby: tocco di gomito ingenuo, sanzionato da Rocchi dopo colloquio con il Var Irrati. Anche in quel caso non è chiarissima occasione da gol, essendo Manolas solo e protetto alle spalle da Florenzi, che avrebbe sicuramente calciato via il pallone prima dell’arrivo di Parolo. Eppure, anche in quel caso, fu assegnato il penalty nonostante stabilire la volontarietà di un tocco non sia facile, soprattutto in quella occasione in cui Manolas sembra avere il chiaro intento di prendere la sfera di spalla e non certo di gomito. Tirando le conclusioni cosa ne viene fuori? Che forse bisognerebbe provare a scindere la gravità degli episodi da Var. Sui falli di mano volontari si può essere d’accordo nel fischiare rigore anche non a fronte di una chiara occasione da rete, ma su quelli involontari si potrebbero fare dei distinguo. Perché una ‘parata’ di un difensore a cinque metri dalla porta – seppur involontaria – su un colpo di testa che sta andando in rete (il portiere si stava tuffando dalla parte opposta) incide nettamente sul risultato. E, anche se non si tratta di mano, lo fa in maniera maggiore rispetto a un inciampo involontario (Mbaye-Eder) a fronte di una non chiara occasione da gol.

Ora, rimanendo fermamente convinti della grande utilità della tecnologia, e sperando che il designatore Rizzoli rivaluti con attenzione l’episodio di ieri, si pongono grossi interrogativi sul non intervento Var per quanto riguarda la ‘svestizione’ di Maietta in area. Come ha fatto giustamente notare l’ex arbitro Luca Marelli nel suo blog (http://www.lucamarelli.it/) è inconcepibile il mancato intervento dell’assistente video, tra l’altro con la palla già in gioco. L’attenuante poteva essere questa, il gioco non ripreso, ma con il cross di Verdi già in viaggio la trattenuta del difensore su Maietta è NETTAMENTE da rigore secondo protocollo. C’è la chiara decisione sbagliata di La Penna che non vede la trattenuta, la palla è in gioco e il Var con le immagini avrà senz’altro visto come il difensore sfili la maglia al giocatore rossoblù. C’era bisogno di altro per intervenire? Immagino che Rizzoli analizzerà anche questo episodio, in questo caso un evidente errore sia dell’arbitro che del Var.

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