Don Rodrigo

Don Rodrigo

L’eterno Palacio decide la sfida di Genova, il Grifone non convola a nozze con il suo pubblico: proprio ostico questo Don Rodrigo…

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Rodrigo Palacio, da oggi in poi Don Rodrigo, non ha bisogno dei Bravi. Bravo lo è già lui, e tanto. Il matrimonio tra il pubblico del Genoa e la squadra è stato impedito dall’attaccante argentino, nella classica partita che in qualche annata storta il Bologna avrebbe perso facendo l’involontario favore all’avversaria in difficoltà. Niente di tutto questo, perché l’argentino è giocatore vero, di classe, qualità, leadership: tutto quello che mancava a questa squadra.

11 punti in 7 partite sono un dato entusiasmante per un Bologna che ha anche dovuto affrontare un calendario difficile, oltre a tutto questo c’è la consapevolezza di un gruppo che finalmente ha scoperto le proprie qualità, non avendo più paura di mostrarle in campo. Tutto gira fino adesso, pure la fortuna che spesso aveva voltato le spalle alla squadra nell’annata scorsa. Mai sosta fu vissuta così tranquillamente, per un Bfc che ormai si è issato nella parte sinistra della classifica con in vista il derby casalingo con la Spal. Bene in tanti stasera, pur nella sofferenza. Mirante è tornato portierone, Gonzalez da brocco assoluto è diventato un centrale imprescindibile, Pulgar ha gestito con caparbietà il centrocampo e davanti ora c’è un giocatore che tutti vorrebbero dalla loro parte: Don Rodrigo. Gioca come se avesse 20 anni, è dappertutto, si allarga, si accentra, arretra, salta di testa, fa salire la squadra e infine segna, saltando Laxalt di fisico e velocità e battendo Perin con un pregevole esterno destro. Se a Reggio aveva sulla coscienza un paio di gol, oggi Don Rodrigo è apparso mostruoso per leadership e qualità. E se solo pensiamo che senza i problemi di Avenatti e l’infortunio di Falletti non sarebbe arrivato…

Bene anche il mister, bravo nel confermare chi fino a qui è apparso superiore agli altri, ogni riferimento a Donsah e Mbaye non è puramente casuale, e ad ancorarsi a un giocatore tanto voluto come Palacio. Se el trenza è qui è perché Donadoni si è imputato. Questo merito gli va riconosciuto, anche da parte dei critici. E allora se per la terza partita consecutiva il Bologna si è dimostrato solido un motivo ci sarà. Tre indizi possono fare una prova. Era stata chiesta continuità e ora c’è, in tutto questo il Bologna dimostra di aver ricreato entusiasmo non solo tra i propri tifosi ma anche internamente: un aspetto che porta tanti punti in più. Si percepisce la rinnovata fame della squadra, la voglia di giocare assieme e di produrre risultati, per una classifica che ora consente di giocare davvero in leggerezza ma con la mentalità di chi vorrebbe ancora stupire. Ci sono tutti gli ingredienti per divertirsi, per una ricetta che il Bologna sta davvero creando con tanto amore (come spesso chiedono i cuochi).

 

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