Capolavoro

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Settimo sigillo di fila in casa, 44 punti e Mihajlovic nuovo padrone di Bologna: la stagione è finita come meglio non si potrebbe (ma il futuro è tutto da scrivere)

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

‘Massima espressione artistica di un autore, di una corrente, di un periodo della cultura’, questa è la definizione da dizionario di ‘capolavoro’, ma da oggi bisognerebbe aggiungerci la cavalcata del Bologna, passato dall’essere con un piede e trequarti in B a gennaio al momentaneo decimo posto di maggio. Una stagione che sembrava avere i crismi della disfatta si è conclusa con una festa addirittura con lo scalpo dei vice campioni d’Italia in carica. Sinisa re di Bologna. Il suo debito è stato estinto, e forse ora siamo noi bolognesi in credito verso il tecnico serbo che è stato l’artefice di un lavoro straordinario e forse irripetibile per numeri e statistiche. Occorre ricordare che le medie tenute dal Bologna di Mihajlovic sono da Champions League, proprio di quella squadra costruita da Bigon in estate e ritoccata a gennaio, la stessa che appariva impresentabile nel girone di andata. Ripetere tutto ciò appare difficile, almeno in termini di punti. Ma tutto ciò che è stato fino a qui non verrà dimenticato e resterà comunque un pizzico nella storia:  il brutto anatroccolo che si trasforma in cigno. Indipendentemente dal futuro, questa cavalcata rimarrà scolpita negli annali anche se è valsa ‘solo’ una salvezza e non l’Europa.

Ma chiaramente si guarda già a quello che sarà, e il tecnico è stato chiaro: vuole un progetto europeo. Domani l’incontro con Saputo, ma non è detto che il club proponga l’attacco all’Europa già dal prossimo anno. Di sicuro, Mihajlovic non ne ha fatto un discorso esclusivamente di risorse – facendo l’esempio dell’Inter di Moratti – piuttosto guarderà alle ambizioni del club primis in termini di strategie, e in seconda battuta su come realizzarle. In sostanza, Mihajlovic vorrà un quadro chiaro e sincero, ovvero non la promessa di puntare a certi obiettivi non corrisposta da idee e fatti. La schiettezza è la forza di Sinisa e dovrà esserla anche del Bologna. Un’altra cosa certa è quello che Mihajlovic ha detto di aver trovato qua a Bologna, ovvero una società in cui i rapporti umani non sono mancati. L’affetto di Bologna potrà contribuire a convincerlo? Chissà, è difficile vedere un Sinisa sentimentale, o almeno è bravissimo a nasconderlo. Ma siamo sicuri che un briciolo di emozione anche un serbo duraccio come lui l’avrà provata nel ridare dignità a un gruppo che sembrava spaurito. E se quel forte legame creato con lo spogliatoio sia la vera carta da giocare per il Bologna? L’ambiente di lavoro è importante e se Mihajlovic ha trovato qui qualcosa di speciale perché non provare a continuare. In tutto ciò, quello che Saputo ha detto prima della gara ‘sono competitivo e investirò per non rivedere più una stagione così’ pare essere stato ripetuto nel post partita da Joey stesso a Mihajlovic. Che sia davvero giunto il momento di posizionare il Bologna dove merita?

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