Bollito per tutti?

Piatto di puro manzo argentino, attempato ma di prima scelta
di MATTEO RIMONDI

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Primo tempo, il Bologna perde palla sulla trequarti. Un genoano riparte a tutta velocità. Pulgar si mette sulle sue tracce, lo segue, non molla. «Lo stende e prende il rosso, lo stende e prende il rosso, lo stende e prende il rosso» è il mio unico, frenetico, pensiero. Invece Erick attende, lo affianca, affonda un tackle pulito pulito sulla palla e ferma la ripartenza. Per me questa è l’istantanea della partita, l’immagine del cambiamento di questa squadra.

Il Genoa parte forte, del resto ha due punti, cosa poteva fare se non partire a mille? Il Bologna soffre, ribatte e prende calci appena tocca il pallone: sembra di giocare contro una squadra di Guidolin. Del primo tempo non saprei che altro dire, se non che Palacio corre, corre, corre. La sensazione è che il Bologna possa fare di più ma non riesca a sganciare il freno a mano, ma grandi meriti vanno dati anche ad un grifone che mette in campo grande intensità. Infatti appena i padroni di casa calano un po’, vengono fuori i rossoblù. Al 52’ Perin compie un miracolo su un tiro di Verdi deviato. Bravo lui. Palacio corre, Bruno prende botte da orbi e al 60’ entra Destro. Dai Mattia! Quando il goal sembra nell’aria, il Genoa ritrova gamba e questa volta è Mirante a fare due gran belle parate. I miracoli sono altri e sappiamo che Antonio li sa fare. Minuto 73: Mirante per Pulgar che verticalizza per Destro che fa una magata pazzesca! Velo per Palacio che corre. «Cazzo quanto corre» pensa Laxalt. «Vigliacca se corre» pensa quello con 11 anni in meno e tante treccine in più ma che non gli sta dietro. «Belìn, corre e tira pure!» pensa Perin quando la palla sbatte sul palo e finisce in rete. La Var non può far altro che confermare un goal FANTASTICO! Il Genoa non ci sta. Donadoni mette dentro De Maio per Poli perché vorrebbe fare un 3-5-2 – o giù di lì -, quelli in campo invece capiscono: «parcheggiate il pullman nell’area piccola!». L’unico che comprende la strategia del mister è Ciccio Marocchi che, in estasi per l’ennesimo stratosferico tiro in curva del Genoa, afferma: «Torosidis mette la testa sulla palla di Destro. Non poteva fare meglio». Sinceramente per me l’immagine è un po’ troppo forte e decido di togliere l’audio, preferisco soffrire in silenzio. Galabinov coglie un palo, molto molto esterno, svitandosi la testa ed è finita! Ah, vi ho detto che Palacio ha corso?!

Il Bologna porta a casa la seconda vittoria consecutiva in trasferta e trasforma due partite piuttosto bruttine – a livello di gioco a me sinceramente non sono piaciute tantissimo – in un successo clamoroso. Ditemi dove devo firmare per altre trenta partite così «brutte» e vincenti che lo faccio subitissimo.

Io su questo Palacio non avrei scommesso un euro, lo ammetto. Trentacinque primavere, zero preparazione estiva e gli ultimi anni passati più in panchina che in campo. Pensavo potesse essere un cambio funzionale per gli ultimi 20 minuti. Pensavo potesse aiutare la crescita di alcuni ragazzi, a dare personalità ad uno spogliatoio orfano di elementi pesanti. Invece el trenza sta dimostrando tutto il suo valore, la sua voglia di calcio, a discapito della carta di identità. Ha vinto lui, tutti in piedi sul divano.

Ps: avete notato che non ho parlato di Destro? Oh, si riesce a vivere ugualmente!

Belìn, Forza Bologna! «Palacio fermati, è finita!»

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  1. 12345678 - 3 anni fa

    Confronto allo scorso anno, è vero, siamo migliorati molto, ma, per me, è una crescita “nonostante Donadoni”, perché, come l’anno scorso, non leggo un gioco, una trama, un pensiero, per intenderci: il Napoli dici che è di Sarri, l’Inter, dici che è di Spalletti, il Milan, dici che è di quella ciofeca di Montella, ecc…
    Poi, un ‘ultima considerazione su Donadoni: basta questa atavica avversione per Mbaye, è una situazione che sfiora il ridicolo…come il mister, d’altronde.

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