Black Power e due punte: ecco come è rinato il Bologna

Black Power e due punte: ecco come è rinato il Bologna

Infortuni, riscoperta di alcuni talenti e un pizzico di buona sorte: il Bologna ha trovato la sua ricchezza

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Strani i ragionamenti illogici che ogni tanto rispuntano qui a Bologna. Se la squadra gioca male è vietato sottolinearlo (le responsabilità cadono sempre altrove), quando lo fa bene e vince bisogna per forza prendere in giro i critici, come se questi godessero nel vedere il Bologna faticare o perdere. A volte pare tutto abbastanza semplice: quando tutto va bene è merito di Donadoni, quando va male colpa di tutti gli altri.

Invece, bisognerebbe provare a ragionare nel mezzo, avventurarsi nel grigio a metà tra il bianco e il nero. Sicuramente ci sono dei meriti di Donadoni, innegabili quando una squadra naviga nelle parti alte con 20 punti (che potevano essere 23 senza l’inopinata sconfitta con il Crotone), così come sono innegabili anche quelli della proprietà, che ha allestito una rosa definibile ‘articolata’ ma lunga per le esigenze del tecnico. Parliamoci chiaro, se il Bologna vince attingendo dalla panchina, di fronte abbiamo due strade: o il mister spesso ha sbagliato nel proporre determinati giocatori come titolari, oppure la rosa è ampiamente sufficiente e presenta tra le riserve giocatori di assoluta affidabilità. Non si può ridurre tutto alla crescita dei giovani, cioè pensare che Mbaye e gli altri non fossero meritevoli di spazio prima di questo scorcio di stagione. Due anni e mezzo di lavoro non sono un po’ troppi per definire i ragazzotti rossoblù pronti solo ora? Ecco perché la ragione può stare nel mezzo. Da un lato è comprensibile il concetto di crescita, in alcuni casi tardiva, ma lo è anche il fatto che forse le gerarchie sono state cambiate con ritardo, troppo ritardo. Inutile fare i nomi tanto li sapete già.

E’ dunque la black power a cambiare le sorti del Bologna: Donsah decisivo due o tre volte, Okwonkwo idem, Mbaye muro invalicabile (zero gol subiti su azione con lui in campo). E ai tempi, quando si sottolineava la potenzialità di alcuni di loro piovevano le prese in giro, esattamente come oggi quando si prova ad analizzare il gioco del Bologna. ‘Donsah è costato troppo’, una delle tante, senza considerare il povero Mbaye, bistrattato per un anno e passa dopo l’espulsione contro il Pescara. E che dire di Okwonkwo? Donadoni lo apprezza, ma per caso non è stata la società a metterlo a disposizione di questo Bologna? E allora, se a turno Donadoni pesca qualcuno dalla panchina, non si può affermare che il materiale tecnico a disposizione non è poi così impresentabile? Non dimentichiamoci che la black power è partita come riserva, che Pulgar era solo un tatuato troppo aggressivo, che Helander era retrocesso e quindi scarso, idem per Gonzalez, e che pure Mattia Destro, acquisto più oneroso della gestione Saputo, è uno svogliato (dimenticando che, pre-infortunio di Di Fra, era riserva conclamata). Quali altre squadre della nostra fascia hanno queste riserve (mettiamoci pure Taider e Petkovic)?

Le opinioni, in conclusione, vanno anche tarate su quello che tatticamente si vede. Partiamo da alcuni concetti generici. Ad esempio gli infortuni o le cessioni. Se Maietta non si fosse fatto male avremmo visto Helander? Se Gastaldello non fosse stato ceduto? Se Mbaye e Donsah fossero stati sacrificati in estate? E se Dzemaili fosse rimasto, Poli sarebbe stato acquistato e Donsah lo avremmo visto titolare? Si capisce bene che alcuni incastri hanno di fatto giovato alle scelte di Donadoni in questa prima parte di stagione. Poi certo, se Avenatti non si fosse ammalato Palacio non sarebbe arrivato. Pacifico. Infine, il modulo. Bologna e Donadoni ottimi con la Samp, ma quello che veniva chiesto dai più critici, cioè giocare con due punte, alla fine si è visto e pure con risultati. Che sono tre gol alla Samp e Destro finalmente protagonista, il tutto senza perdere l’equilibrio di squadra. Perché nell’ultima settimana più volte ci è stato ripetuto che forse il Bologna non poteva sopportare due punte. Sì, come no…E allora black power titolare, due punte, un pizzico di buona sorte, meriti della proprietà e del mister. Così il Bologna ha sbaragliato la Samp ed è ottavo. I meriti, come le colpe, non sono mai di uno solo.

 

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