Quale futuro?

Quale futuro?

La notizia che ha tenuto banco per tutta la settimana è stata la cessione di Portanova. Il capitano sarebbe voluto rimanerei a Bologna, anche nell’eventualità  della B (sgrat), pare. Ma la società è finanziariamente parlando in tutti i sensi alla canna del gas. La strategia dirigenziale è semplice, come quella dei naufraghi sulla zattera alla deriva in mezzo al mare: navigare a vista cercando di far fuori il primo gabbiano che passa. A sto giro la parte del gabbiano è toccata a Portanova, la cui cessione è servita a reperire risorse necessarie alla normale gestione corrente: si legga pagare gli stipendi. Compreso quello a cinque zeri che, in un surreale colloquio allo specchio di qualche mese fa, Guaraldi s’è riconosciuto… complimentandosi (da dirigente) per l’instancabile impegno profuso (come dipendente) nella gestione del Bfc. Nessuno può quindi negare che Albano sia una persona specchiata. Sulla questione aumento di capitale, ormai siamo in prossimità del carnevale e si può anche dire: l’aumento di capitale più volte annunciato era solo un simpatico scherzo. In realtà nessuno dei soci vuol scucire un solo obolo, ne abbiamo abbiamo avuto l’ennesima conferma nel CDA che si è svolto in settimana. Se la situazione non fosse così critica, verrebbe anche a me la voglia di scherzare, tirare fuori stelle filanti, mangiar sfrappole e travestirmi da clown. Invece c’è poco da ridere: soldi zero, programmazione zero, futuro zero. Siamo l’unica società di serie A con con la cifra zero nella casella “acquisti”.MEvidentemente la filosofia gestionale di Francesca Menarini ha fatto scuola e siamo “numericamente a posto”. E pare che, per aiutarci a sfoltire la rosa, la Juventus si fosse messa a rompere le scatole per riavere Gabbiadini indietro… a metà stagione. Adesso che han preso Anelka, dovrebbero essere numericamente a posto anche loro. Ma avevo comunque la certezza che Zanzi avrebbe, nel caso, fatto la voce grossa. Per non farsi riconoscere da Marotta al telefono. Come Fantozzi quando cerca di fare l’accento svedese per eludere il megadirettore. Tornando alla nostra zattera… come in tutte le storie di naufragi alcuni tifosi, presi dalla disperazione più cupa, a forza di citare Zanetti nelle loro preghiere quasi lo vedono apparire all’orizzonte. Ancora non hanno razionalizzato che Zanetti ormai è trasceso. Egli è diventato un fantasma. Come nel racconto di Dickens ora è lo Spirito del Natale Passato (2010) riapparso al CDA di Dicembre solo per far ravvedere l’ex socio Albanezer Scrooge (il quale, preso dai rimorsi di coscienza, pare si sia tolto i rimborsi chilometrici dal computo della sua tredicesima). Ma ora il “ricco non scemo” ora è sparito definitivamente, bisogna farsene una ragione. Concludo su una questione secondaria come il calcio giocato… Dopo la prevedibile debacle a Milano, la 22esima di campionato ci vede tornare in campo con una sfida alla mano (…) con la Roma di Zeman. Anche senza Destro e De Rossi, è una squadra che fa sempre paura perché al Dall’Ara vien spesso a fare punti. Non c’è molto da commentare. Pioli per tutto il girone di ritorno sarà chiamato a cantare e portare la croce delle beghe societarie e gestionali.

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