Luna Park al Dall’Ara

Luna Park al Dall’Ara

E’ il 27 gennaio e quindi ancora pieno inverno, ma Bologna viene abbracciata da un meraviglioso sole che traveste la giornata da primi di marzo.

La partita di mezzogiorno non piace a nessuno, e mi fa rimandare la lasagna della nonna al pomeriggio, così che mi ritrovo a mangiarla per merenda.

Però la partita è contro la Roma, sfida che ha sempre un suo fascino particolare, per cui sai che non ti annoierai di sicuro e va bene quindi anche la lasagna per merenda.

Prima dell’inizio della partita ci sono stati vari striscioni e cori di contestazione contro Guaraldi e Zanzi. Trovo la contestazione assolutamente giusta poiché anche l’ultima settimana, con la pessima gestione del caso Portanova al Genoa, ha dimostrato una volta di più l’incompetenza della società. Non sono più accettabili le giustificazioni del tipo “non ci sono i soldi” o “se non c’erano loro il Bologna sarebbe fallito”, perché sono solo alibi sconfessati da troppe azioni sconclusionate effettuate dalla dirigenza. Altre società di pari classifica non navigano nell’oro, ma si muovono con cognizione di causa, effettuando operazioni di mercato non certo eclatanti ma perlomeno sensate…

Tornando al calcio giocato, Bologna-Roma è una partita in cui davvero non ci si annoia mai (dobbiamo risalire al lontano 13 marzo 1994, un Bologna contro Alessandria in serie C, per ritrovare un pareggio con tre reti al Dall’Ara).

Non siamo neanche alla mezz’ora che ci si rende conto che sul biglietto non c’è l’indicazione per la partita, abbiamo acquistato l’entrata per il luna park al Dall’Ara!

C’è Sorensen dentro al labirinto di specchi che, ingannato dalla sua immagine riflessa, butta la palla contro Florenzi e lui ringrazia e insacca il primo gol.

Poi ci facciamo tutti un paio di giri sulle montagne russe, con vari giri della morte, quando Gila si vuole fare un bel giro di giostra e pareggia il conto. Ma mentre ti stai gustando lo zucchero filato e

le mandorle caramellate scopri un’altra attrazione del luna park al Dall’Ara, le statue di cera! Ed è in mezzo a loro che Osvaldo riesce a prendere il fiocco del calcinculo, ossia il pallone, e a buttarlo senza problemi dietro ad Agliardi.

Non siamo nemmeno al ventesimo minuto e siamo già 1-2.

Altro viaggio sulle montagne russe, e stavolta il giro della morte lo fa Gabbiadini, gonfiando la rete di Goicoechea.

In mezzo a tutti questi divertimenti c’è ovviamente anche l’autoscontro. Re indiscusso di quest’attrazione è Perez, per quanto vedi saltare per aria le piccole automobili dei giocatori della Roma che provano ad avvicinarsi!

Non bisogna dimenticarsi però di una figura fondamentale del parco giochi, il Mago; l’Alino infatti con una delle sue tante magie fa apparire la palla al centro dell’area, l’uomo saponetta Goicoechea fa arrivare il pallone al baby Pasquato che segna la terza rete del Bologna, meritandosi ampiamente un bel sacchetto di caramelle gommose offerte dal bravo giostraio Pioli.

Ebbri di tutto questo divertimento pensiamo che possa bastare così… il 3-2 va benissimo!

Ma nascosto in fondo al luna park c’è anche il tunnel dell’orrore, gestito da Agliardi. Tachtsidis non ci era mai stato, e su un’innocua palla a palombella nell’area piccola decide di entrarci e segna il suo primo gol in serie A. Tre pari appunto.

Il Mago non ci sta e va a provare un’altra attrazione del parco giochi, il tiro a segno. Beh è incredibile quanto è fortunato… riesce a colpire due dei tre legni disponibili della porta dell’uomo saponetta, vince due begli orsacchiotti di peluche e la partita finisce così. Immenso Alino, sempre e comunque.

Le luci delle giostre si spengono, il luna park del Dall’Ara chiude i battenti.

E’ stata sicuramente una partita molto divertente, andiamo a casa con un punto con la Roma e non è male. Peccato per i due orsacchiotti vinti da Alino. Il Bologna comunque come ha detto Pioli ha giocato a tratti un grande calcio, sebbene ci siano stati errori grossolani da parte di singoli (che si sono purtroppo però troppo spesso).

Arrivo a casa soddisfatto.

E la lasagna è meravigliosa, anche se sono le tre.

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