L’imperativo a Bologna è soltanto uno: vendere

L’imperativo a Bologna è soltanto uno: vendere

Il conto alla rovescia prosegue inesorabile, si avvicina il giorno 31 di un mese tremendo per i cuori rossoblù. La speranza (pare) che alla fine non sia bastata, e siamo costretti a salutare Capitan Portanova, pronto a partire destinazione Genoa. Il contraccolpo, oltre che tecnico-tattico, potrebbe farsi sentire anche sul piano della serenità della squadra di Pioli, che si ritroverebbe con un leader in meno ad affrontare tutta la seconda parte di stagione. Un mercato maledetto, che porta via e che non regala nulla per i motivi di cui abbiamo straparlato in questi giorni. Anche Curci dovrebbe essere prossimo all’addio (ma non piangeremo più di tanto), di nomi nuovi per sostituirlo se ne sentono uno ogni ora, eppure di trattative avviate nemmeno l’ombra. Vada per le esigenze di bilancio, vada per i tempi di crisi in cui viviamo. Ma la sessione di gennaio, chiamata di “riparazione” perchè in teoria dovrebbe servire a coprire i buchi in rosa (non ad allargarli), va fatta con un minimo di intelligenza, pianificazione e (perchè no) fantasia: ingredienti che, se messi insieme e mescolati bene ti permettono di fare un mercato decoroso anche con pochi spiccioli in tasca. Un esempio? Abbiamo detto a più riprese che si cerca un esterno mancino da affiancare a Morleo: perchè non andare a prendere Mesbah, da tempo messo in vendita dal Milan e che presto si trasferirà a Parma nell’ambito dello scambio con Zaccardo? Non sarebbe stata un spesa esorbitante per un elemento di sicuro affidamento e con esperienza europea alle spalle. Purtroppo però in questo momento la priorità è vendere e poi, se rimarrà tempo, pensare finalmente a qualche nome da portare sotto le Due Torri. A quel punto potrebbe essere troppo tardi.

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