L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va…

L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va…

Cari tifosi vi scrivo, ma non per distrarmi un po’ (come cantava più o meno il rimpianto maestro Lucio Dalla). Anzi, a dir la verità c’è da rimanere belli fermi e concentrati e non farsi sfuggire nulla di quello che sta accadendo (in queste ore) nei meandri dell’universo rossoblù. La situazione che attanaglia la Bologna calcistica  è di quelle che va seguita con la massima attenzione. Non tanto per la posizione in classifica (che vede il Bfc a sole quattro lunghezze dal Genoa terzultimo), ma piuttosto per esprimere un giudizio sulla gestione di questo calciomercato da parte della società felsinea (che definire disorganizzata è puro eufemismo). Ci troviamo alla fine di gennaio e l’immobilismo assoluto da parte della dirigenza ha (quasi) del surreale: zero trattative (di quelle vere), zero valutazioni e zero idee degne di una piazza importante come Bologna. Purtroppo solo tanta (troppa) confusione e qualche cessione a far da contorno ad uno scenario macabro. Il motivo di cotanta preoccupazione riguarda la voce cessioni. Ebbene, negli ultimi giorni, questa voce stava (o sta) per coinvolgere uno degli ultimi uomini simbolo del Bologna: Daniele Portanova. Già orfano di gente come Gillet, Di Vaio, Ramirez, Raggi e Mudingay, il Bologna non può permettersi il lusso di vendere al Genoa (avversaria diretta per la lotta alla retrocessione) un uomo esperto e carismatico come il capitano romano. Solamente il pensiero fa drizzare a (quasi) tutti i capelli. Il Genoa, dal canto suo, sta alla finestra e attende lo svilupparsi degli eventi (ormai) “tragicomici” del capoluogo emiliano. Il presidente Guaraldi, invece, sta facendo di tutto per peggiorare il rapporto con i tifosi, già pessimo da parecchio tempo. Nonostante le forti proteste e la “raccolta monete” messe in atto nel pomeriggio di ieri a Casteldebole dai sostenitori del Bfc, sembra che la trattativa-Portanova non si sia fermata, anzi si continua a trattare (oggi a detta dell’agente sapremo la verità). Il rischio che sta correndo il Bologna è quello di regalare un punto di riferimento come il capitano, ad una compagine poco distante in classifica, e arrivare alla fine del primo mese dell’anno col rimpianto di aver pensato solo a vendere e mai a rinforzare la squadra. Non resta che aspettare, sperando che in questa settimana abbondante che ci divide dalla chiusura del mercato, accada quello che non è successo in questi (maledetti) 22 giorni.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy