Dolci ricordi di Coppa Italia

Dolci ricordi di Coppa Italia

Inizio a sentirmi vecchio. Eh sì, gli anni passano e se, prima di una partita ricca di fascino come quella che ci attende questa sera, a farla da padrone sono i ricordi delle partite che furono, è naturale sentire sulla pelle lo scorrere del tempo. Tra le tante partite, dolci o amare che siano, che non dimenticherò mai dei miei 25 anni abbondanti di tifo rossoblù, una di quelle che mi dà più soddisfazione ricordare è l’incontro di ritorno dei quarti di finali della Coppa Italia 1995/96, che il Bologna di Gazzoni e Ulivieri, quell’anno in Serie B, disputò al Meazza contro il Milan di Fabio Capello, vice-Campione d’Europa e futuro Campione d’Italia. Il ricordo così fervido di quella partita non è solo legato alla straordinaria impresa che il Bologna compì quella sera, ma anche a come quella partita la vissi: nel calcio odierno, dominato dalle televisioni e da follie come la Tessera del Tifoso, pensare ad una serata passata in casa, insieme al proprio fratellone, con l’orecchio attaccato alla radio, fa un po’ sorridere. Ma andiamo con ordine. Il match di andata, due settimane prima, era terminato 1-1, in virtù delle reti di Coco per il Milan e Dario Morello, nella ripresa, per il Bologna; già quel risultato era stato salutato con grande gioia, perché si affrontava il Milan di Maldini, Baresi, Albertini, Boban e Weah e, nonostante quel Bologna avesse già regalato gioie inattese in quella stagione (come, ad esempio, la vittoria per 4-2 in un’amichevole precampionato contro la Juventus, che poi quell’anno avrebbe vinto la Champions’ League…), nessuno credeva che si potesse anche solo fare partita alla pari con una squadra come quella; per di più, il Bologna veniva da un periodo così così in campionato, che non faceva presupporre a nulla di buono. Ma si sa, il tifoso spera sempre e comunque e quella partita, ovviamente, non faceva eccezione. Vivere una partita del genere pendendo dalle labbra del radiocronista del servizio statale è quanto di più atroce possa accadere nella vita di una persona; specie se quella partita ti tiene lì, incollato alla radiotrasmittente e fradicio di sudore, nonostante sia il 13 di dicembre e anche in casa faccia un freddo bestia. Lo 0-0 è un risultato che andrebbe bene al Milan, in virtù del pareggio con gol dell’andata; i diavoli, però, non possono permettersi di fare una partita rinunciataria contro una squadra neopromossa nella serie cadetta e così anche il Bologna riesce a costruirsi le proprie opportunità per segnare, non riuscendo però a sfruttarle. Si arriva così a metà ripresa, soffrendo come bestie per una partita che inaspettatamente sembra alla portata, ma che proprio non voleva saperne di sbloccarsi. Le condizioni climatiche di allora, poi, rendevano la partita ancora più epica: nevischio all’inizio, poi neve vera e propria nelle fasi conclusive della partita; una situazione molto simile a quella che potrebbe verificarsi questa sera (e speriamo sia di buon auspicio!). La magia della radio e la fervida immaginazione che solo un bambino di 10 anni, completamente ammattito per il calcio e per la sua squadra del cuore, facevano il resto. Ad un quarto d’ora dalla fine avviene l’imponderabile: in una delle partite più nere della propria carriera, capitan Baresi infila il proprio portiere Ielpo e il Bologna si porta inaspettatamente in vantaggio! Lo confesso, non ho alcun ricordo delle immagini di quel gol, mentre ricordo benissimo come mio fratello, per la gioia, saltò talmente in alto da andare a sbattere con la testa sul lampadario di casa; l’adrenalina di un momento come quello gli impedì di sentire il dolore, nonostante il profondo taglio che si era procurato e che gli insanguinava il volto e che ci costrinse a vivere il resto della partita in bagno. Quando ormai sembra fatta, a 90’ minuto inoltrato l’arbitro, il signor Bazzoli di Merano (aver comprato l’enciclopedia del Centenario è servito a qualcosa…) assegna un rigore al Milan in pieno recupero; rigore realizzato da un altro fenomeno di quel Milan, il genio Savicevic, e risultato finale di 1-1: si va quindi ai supplementari, con lo stato d’animo di chi pensa di aver perso l’occasione della vita. Ma il meglio deve ancora avvenire: il Milan rimane prima in 10, poi in 9 uomini, in virtù anche dell’espulsione, episodio più unico che raro, di un Baresi in versione Jonathan Walters. Il Bologna non riesce ad approfittare della superiorità numerica e la naturale conclusione di una serata del genere sono i calci di rigore: non bastano 14 rigori (QUATTORDICI, di cui solo i primi due sbagliati) per decidere la contesa, quando sul dischetto si presenta proprio, Francesco Coco, autore della rete del Milan nella partita di andata, a fallire il rigore che avrebbe portato il Milan sul 7-6. Tocca a Stefano Torrisi calciare il rigore che potrebbe risultare decisivo: il Toro non sbaglia e scoppia la festa, il Bologna, a soli 3 anni dal fallimento, conquista la semifinale di Coppa Italia eliminando una delle squadre più forti d’Europa! Quella stagione meravigliosa ci avrebbe poi regalato tante altre gioie, come la vittoria per 3-2 in trasferta a Cesena e il gol-promozione di Bresciani al 94’ di Bologna-Chievo; ma quella partita di Coppa Italia, sì, la tanto vituperata Coppa Italia, occuperà per sempre un posto speciale nel mio cuore.

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