Carissimo Pinocchio

Carissimo Pinocchio

Carissimo Pinocchio,

mai avrei creduto di doverti scrivere questa lettera, mai avrei pensato di poter soffrire così tanto per come ti stai comportando nei miei confronti e di tutti gli altri tifosi di quella gloriosa squadra di cui tu, da ormai un paio d’anni, sei il Presidente. Mai avrei creduto di doverti scrivere questa lettera perché in passato, quando già altri ti criticavano, ero uno dei pochi che non giudicava negativamente il tuo operato, anzi, non solo per il nono posto della scorsa stagione, ma anche perché una buona parte delle operazioni di mercato da te condotte non mi sembravano poi così malaccio, specie per una società che solo due anni fa, nel dicembre 2010, sembrava destinata ad un secondo fallimento. Certo, si poteva fare di meglio, ma non ero così negativo come invece erano gran parte dei tifosi rossoblù, che già allora ti criticavano. Vedendo come sono andate le cose, caro Pinocchio, non posso non pensare che avessero ragione loro. Perché quanto successo nell’ultima settimana, quella che ha portato alla definitiva cessione di Daniele Portanova al Genoa, non è francamente accettabile. Non tanto per l’operazione in sé, che una sua logica ce la potrebbe anche avere, ma per il corollario di dichiarazioni che l’hanno accompagnata. Di bugie, Pinocchio, ne avevi già raccontate parecchie già quest’estate, ma, limitandoci alla più stretta attualità, che senso ha avuto dichiarare incedibile un giocatore (specie se questo giocatore ha 34 anni ed un contratto impegnativo per le disastrate casse societarie ) quando tu, i tuoi collaboratori, lui e tutti i tifosi sapevano già che quel giocatore era tutt’altro che incedibile? Questo giochino lo puoi fare una volta, sì, magari per pretendere di più dall’acquirente, ma non tutte le sante occasioni in cui si tratta di vendere uno di quei giocatori considerati come pezzi pregiati della squadra. Anche perché un bluff, di solito, funziona bene solo la prima volta: ripeterlo non può che ritorcersi contro. Immagino poi con quanto dispiacere, carissimo Pinocchio, tu non abbia potuto dichiarare: “Vedrei bene Portanova come futuro capitano del Bologna”, come facesti quest’estate con Gillet prima di venderlo (giusto per ricordare una delle tue bugie), essendo già Daniele il capitano della nostra squadra. Non contento, hai poi rincarato pesantemente la dose, lasciando libero sfogo alla tua fantasia nel rendere noti (noti?) i dettagli dell’operazione. In un primo momento, infatti, pareva che l’accordo prevedesse il pagamento di 400mila euro cash, più la comproprietà del cartellino di Gilardino (porca vacca! Un affarone). Talmente un affarone, che a Genova di preparavano a richiedere con urgenza un TSO per il presidente Preziosi. Col passare del tempo, però, la comproprietà di Gilardino si è trasformata in uno sconto (imprecisato, ma forte) sulla stessa, da esercitarsi a gennaio o, chissà, a giugno. Dulcis in fundo, le ultime voci  (sì, voci, perché probabilmente nemmeno tu riesci ad avere un quadro preciso della situazione) vogliono come contropartita per Portanova i soliti 400mila euro cash più il saldo del milione e mezzo che il Bologna non ha ancora pagato per il prestito di Gilardino. Cosa? Il prestito non ancora pagato di Gilardino? Tu e i tuoi soci state ancora a discutere se fare o meno l’aumento di capitale quando non è stato ancora pagato il prestito di Gilardino?

Carissimo Pinocchio, forse ho sbagliato a fidarmi di te, a non dirti abbastanza volte che le bugie hanno le gambe corte, che la verità prima o poi viene a galla. Però anche tu non sei stato molto furbo. Con quest’ultima patetica sceneggiata, sei riuscito ad inimicarti quei (pochi) tifosi che ancora non ti davano sistematicamente contro. Alla fine hai scoperto le carte, caro Pinocchio: nelle tasche del Bologna non c’è un soldo bucato e, se non dovesse arrivare qualcuno a portarti in salvo, la barca affonderà. Se non vorrai colare a picco e farti mangiare dalla balena, ti toccherà vendere la società (sempre che ancora ci sia qualcuno interessato) alle condizioni che ti proporranno gli eventuali compratori, non facendo fruttare il tuo investimento iniziale a dovere e, soprattutto, dovendo rinunciare a quello che da sempre è il tuo sogno: l’indispensabile costruzione del “Paese dei Balocchi” a Granarolo.

Carissimo Pinocchio, rassegnati, anche perché il tuo più probabile interlocutore è, parole sue, “ricco, ma non scemo” e difficilmente si farà fregare da te. Specie adesso che, oltre ad aver scoperto tutte le tue carte ed essere riuscito a metterti contro tutto il tifo rossoblù, hai pure ceduto uno dei giocatori che, più di ogni altro, si erano opposti all’arrivo del braccio destro del “gatto” Zanetti, ovvero la “volpe” Baraldi. Hai fatto proprio un bel casino, carissimo Pinocchio.

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