Rizzo Nervo a “Tempi Supplementari”: “Stadio nuovo o Dall’Ara ristrutturato, decisione entro dicembre”.

Rizzo Nervo a “Tempi Supplementari”: “Stadio nuovo o Dall’Ara ristrutturato, decisione entro dicembre”.

Questa l’intervista rilasciata dall’Assessore allo Sport del Comune di Bologna Luca Rizzo Nervo nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto e in onda su Radio Nettuno – Radio International.

Assessore, come stanno procedendo i lavori al Dall’Ara? 

“Il progetto di adeguamento di alcuni spazi dello stadio sta andando avanti. Il progetto ha avuto il grosso del suo intervento nel corso dell’estate e credo che sia stata un’operazione che offre un’immagine del Dall’Ara nuova, bella e sicuramente apprezzabile. Su questo la società sta andando avanti anche con piccoli interventi. Per quanto riguarda la domanda di fondo che tutti si stanno facendo – ristrutturare il Dall’Ara o costruire un impianto ex novo – per dirla con Corvino si può sostenere che il Bologna è ‘nel pensatoio”. In questo momento il Bologna, come ha annunciato, sta facendo delle riflessioni affidate anche ad un advisor immobiliare che sta valutando la possibilità, in un’area come quella in cui sorge il Dall’Ara, di sviluppare il progetto che il Bologna ha in testa. Come è noto non è solo un progetto legato solo agli spazi sportivi ma più in generale l’idea è quella di sviluppare quell’area con il brand Bologna con una serie di attività complementari a quelle prettamente sportive. Questa riflessione è in corso, i tempi che il Bologna ha avuto modo di dire, in particolare secondo quanto dichiarato dall’ad Claudio Fenucci, riguardano i prossimi mesi. La decisione verrà preso entro dicembre e anche come Amministrazione comunale aspettiamo la decisione in questi tempi”.

La posizione del Comune è peraltro già nota da tempo.

“Si, la nostra è una posizione molto chiara. Per quanto ci riguarda riteniamo il Dall’Ara la priorità. Siamo convinti che sia piuttosto affascinante riuscire nell’obiettivo di tenere insieme le esigenze di modernità che oggi gli stadi hanno con uno stadio storico e bellissimo che può essere reso ancora più bello se riportato alla sua originale bellezza dei primi del Novecento con la possibilità di sviluppare anche aree nuove complementari per dare vita al progetto complessivo che Saputo ha dichiaratamente in testa”.

Quello dei costi è ovviamente uno degli aspetti che si terranno in considerazione. Costa di più ristrutturare il Dall’Ara o fare un nuovo impianto? 

“Allo stato attuale delle cose, la risposta è difficile. Con ogni probabilità, e da questo punto di vista ho letto molte prese di posizione, costruire lo stadio nuovo di per sé potrebbe costare meno rispetto ad un intervento su uno stadio come il Dall’Ara che ha una sua struttura storica. C’è però un grande ma, legato non solo all’area ma anche, a seconda dell’area che si sceglie, alle opere complementari che rendono lo stadio collegato al tessuto urbano della città. L’esempio è quello che la Roma sta realizzando fuori Roma, in una zona periferica della città. In base a quelle che sono le mie informazioni, le opere complementari che la città di Roma ha chiesto alla società giallorossa per dare il proprio ok alla costruzione del nuovo stadio avranno un costo quasi superiore alla realizzazione materiale dello stadio in sé. Se invece l’area fosse in un tessuto urbano già collegato con i servizi e già, dal punto della viabilità, in un’area già servita della città questi costi sarebbero probabilmente più contenuti. E’ quindi difficile dire ora in termini assoluti quali saranno i costi, senza prescindere dall’individuazione delle aree di cui si parla”.

Quale ruolo avrà la Soprintendenza per i beni storici e architettonici?

“Uno stadio dei primi del Novecento è un bene tutelato, quindi dovrà essere oggetto se non di un parere certamente di un coinvolgimento sin dall’inizio da parte della Soprintendenza. Rispetto agli anni Novanta, quando già ci furono delle discussioni ad esempio sulla copertura completa e la vista su San Luca, erano per l’appunto, altri tempi. Oggi c’è una legge sugli stadi e c’è una tecnologia che consente da un lato di tutelare e dall’altro di rendere fruibile nel modo migliore gli stadi, compresi quelli storici come il Dall’Ara. Non credo sia una cosa impossibile e penso che la Soprintendenza, nel caso, dovrà essere coinvolta nel piano progettuale sin dall’inizio. Credo sia una cosa assolutamente fattibile e che possa realizzare quello che ritengo sia il pensiero di Saputo, cioè che lo stadio Dall’Ara, se ammodernato, può essere uno stadio bellissimo tenendo insieme le due esigenze: uno stadio storico e funzionale”.

Ci sono appuntamenti in programma con la società anche prima della scadenza di dicembre?

“Con questa società il Comune di Bologna ha una frequenza e un’abitudine di rapporti che ritengono molto positiva e che ha già consentito di fare le cose che sono state fatte. L’operazione del restyling di luglio e agosto è stata record nei tempi. Fino al 9 giugno avevamo tutti la testa altrove e anche dopo ci sono stati concerti, per cui i tempi si sono ulteriormente allungati. In tempi stringenti, quindi, si sono avute tutte le autorizzazioni sia del Comune che della Soprintendenza e si è realizzato quel restyling. In quella occasione, ma anche successivamente, il dialogo e il confronto è, se non quotidiano, comunque molto frequente. Rispetto a quella scelta ci sono dei tempi dettati anche da alcuni approfondimenti che il Bologna sta facendo. Noi siamo rispettosi di questi tempi anche perché compatibili con quelli che poi sono gli iter successivi. L’Amministrazione terminerà il proprio quinquennio a maggio del prossimo anno e ci piacerebbe che le scelte del nuovo stadio possano essere portate all’attenzione di questo Consiglio comunale entro la fine del mandato. I tempi che il Bologna ha dato sono compatibili per poter fare questo”.

Quale sarebbe l’alternativa per la costruzione del nuovo stadio? E’ ipotizzabile prevedere la zona adiacente alla Fiera, quella del Parco Nord?

“Ovviamente non si è parlato, fra noi e il Bologna, dell’opzione B perché siamo tutti concentrati nel verificare l’opzione A, che è quella preferibile: per noi sicuramente, ma anche per il Bologna visto che Saputo ha usato parole di grande chiarezza. Sono valutazioni che vanno fatte con grande precisione e grande attenzione. In realtà non è così vero che Bologna non è dotata di spazi su cui eventualmente poter riflettere. Con il Bologna calcio ci siamo detti che qualora le verifiche che stanno svolgendo dessero esito negativo, e quindi non fosse possibile sviluppare il progetto del nuovo stadio al Dall’Ara, il giorno dopo ci siederemmo attorno a un tavolo e faremmo delle valutazioni, in primis sulla valutazione dell’area. E’ evidente che sono tante le aree che possono essere in gioco, non solo in quella parte della città. Vicino alla Fiera, peraltro, ci sono aree di sviluppo della Fiera stessa, per cui bisogna fare attenzione a questo e al fatto di non concentrare troppe strutture in una stessa area. Bologna ha fatto in questi anni accordi in portanti con Ferrovie e Demanio, quindi aree, anche urbane, su cui eventualmente fare valutazioni ci sono. Non è vero che ci sono poche possibilità, ce ne sono varie: ovviamente bisognerà mettersi intorno a un tavolo, valutando quali sono le esigenze del Bologna, capendo quali sono le varie opzioni e in base a quello fare valutazioni comuni. Quello mi sento di dire, e il Bologna lo sa, è che operazioni come Romilia non troveranno, così come non hanno trovato allora, il nostro consenso”.

Proprio pochi giorni fa Joe Tacopina è diventato il presidente del Venezia. Che pensiero ti senti di mandargli?

“Sicuramente trovo sempre molto spiacevole quando l’evoluzione delle storie, anche tra le persone, porta a dimenticare come quelle storie sono iniziate. Io non lo dimentico e non dimentico che tutto iniziò con la presenza di Tacopina nel mio ufficio in cui espresse l’intenzione di fare questa operazione sul Bologna e su Bologna che oggi ci porta in una situazione che forse neppure potevamo immaginare di solidità finanziaria grazie alla presenza di Joey Saputo. Non dimentico, ho avuto modo anche nei giorni di mandare un fugace “good luck” per la nuova esperienza che si appresta a iniziare a Venezia e ho un sentimento di assoluta vicinanza e un augurio di buona fortuna per i progetti che vorrà intraprendere. Accanto a questo c’è la consapevolezza che Bologna ha una grande fortuna nell’avere non solo la solidità economica e finanziaria di Saputo ma anche lo stile e la lungimiranza che ho avuto modo di apprezzare in questi mesi nella persona di Saputo e nella società, con Claudio Fenucci e gli altri. Non entro nelle dinamiche che hanno portato a questo, certamente oggi Bologna vede una corrispondenza tra la proprietà e la presidenza e credo che questo sia un fatto di chiarezza. Questo è un anno di transizione complesso e difficile in cui bisognerà ‘tenere botta’, ma credo sia evidente che per Bologna ci sarà un futuro importante legato a una proprietà ambiziosa, lungimirante e seria e credo che questo sia un bene non solo per il Bologna ma anche per Bologna”.

E’ prevista una partnership con il Bologna per l’organizzazione di iniziative nelle scuole per avvicinare i bambini al Bologna?

“Assolutamente sì, anche di questo si è già molto parlato. Ho avuto modo più volte di confrontarmi con Cris Winterling e la società nel suo complesso su una politica di crescita e di vicinanza alla città e di crescita del rapporto con la città stessa e i tifosi, a partire da quelli più giovani. Da questo punto di vista mi sembra che il Bologna abbia le idee molto chiare. E’ successo tutto molto in fretta, la nuova società è arrivata a campionato di B in corso, poi c’è la stata la promozione, il tema del nuovo stadio, l’allestimento della squadra. I prossimi mesi saranno quelli di consolidamento della nuova società, quindi questi temi, a partire dal rapporto con le scuole anche in termini nuovi rispetto a quelli del passato, si andranno a realizzare. La fortuna è quella di avere un rapporto quasi quotidiano e relazioni strette e questo aiuterà lo sviluppo di questi progetti”.

Quali sono invece le novità rispetto a ‘Skeggia’ dei Forever Ultras?

“Come Comune, con i Forever Ultras abbiamo fatto un Patto di collaborazione. Così si chiama lo strumento che Bologna per prima in Italia si è dato con cui fare progetti con i cittadini di cura e riqualificazione della città. Ne abbiamo firmati oltre 100, non solo in tema sportivo. Dai cittadini arrivano dei progetti di cura della città, del territorio e di immobili. Dai Forever Ultras è arrivato, dopo un primo passaggio che era quello dell’occupazione. Quando sono venuti a conoscenza di questa opportunità, c’è stata una relazione con il Comune, si è definito il progetto e l’uso, che pure è temporaneo, dello spazio dove adesso si è sviluppato il progetto ‘Skeggia’. Si sono impegnati, come i patti prevedono, a riqualificare quell’immobile. Hanno fatto lavori importanti, anche dal punto di vista quantitativo, e hanno presentato un progetto rivolto non solo a se stessi, ma al territorio e alla città. Credo sia un esempio molto bello e vado molto fiero di quel progetto. Mi sembra che i ragazzi in questi mesi abbiano dimostrato di voler far sul serio rispetto a quello che il progetto conteneva”.

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