Mounier: “In campo vorrei 11 leader”

Mounier: “In campo vorrei 11 leader”

Alla conferenza stampa di questo pomeriggio, Mercoledì 7 Ottobre, si è presentato Anthony Mounier, forse la nota più positiva di questo Bologna, per rispondere alle domande dei giornalisti.

Ti aspettavi non tanto di segnare tre goal ma segnarli su tre tiri? Hai una percentuale da grande attaccante; eri mai partito così forte?
Sono molto contento di aver fatto tutti questi goal ma vorrei far segnare anche i miei compagni e portare a casa più punti. Non mi era mai successo di segnare così tanto e sono molto contento, devo lavorare per continuare a tenere alto il livello.

Cosa ti aspetti dalle prossime due partite e se dentro lo spogliatoio vi siete fatti delle domande per questo avvio faticoso di campionato.
Per mantenere la Serie A dobbiamo fare punti in casa e bisognerà fare punti con Palermo e Carpi che sono le nostre dirette concorrenti. Inoltre vincendo con il Palermo arriveremmo a Carpi con 6 punti e più tranquilla, con i rosanero è una sfida fondamentale.

Dell’attacco sei forse la sola nota lieta, avete studiato qualcosa per far sì che Brienza e Destro aumentino la loro potenzialità e come mai hai fatto pochi assist e così tanti goal?
E’ un gruppo molto giovane e che si è trovato ad essere al completo molto tardi, lavorando tranquillamente troveremo i risultati. Gli assist sono cose che vengono naturalmente, questo gruppo è formato da elementi di qualità, non mi interessano le statistiche personali, vorrei fare più assist per far prendere più punti alla squadra.

Non so come funzioni in Francia ma solitamente in Italia se si perdono 6 partite su 7, l’allenatore viene esonerato, tu cosa ne pensi della scelta della società?
Nel calcio a pagare è sempre l’allenatore, è normale, lo sanno anche loro; per Delio Rossi non è facile amalgamare questa squadra, dobbiamo andare avanti e lavorare.

Cosa succede negli ultimi 30 minuti di partita?
Fisicamente la squadra sta bene, la squadra è giovane e deve capire come correre, quali sono i momenti per dare di più e in altri contenersi. Molto forse è colpa della poca esperienza, però la cosa che mi ha sorpreso più di tutte è che anche se la squadra è giovane, cerca comunque di fare la partita, questa è una cosa molto positiva.

Che cosa ti ha detto l’allenatore in questo avvio di campionato?
Tutti i giorni l’allenatore e lo staff tecnico mi danno dei consigli per essere più determinate e trovare la migliore posizione in campo. Non solo con me, ovviamente, ne parlano con tutta la squadra.

Ci sono dei leader nello spogliatoio, giocatori che magari si arrabbiano più di altri o che si fanno sentire di più?
Quelli diciamo con più esperienza come Morleo, Gastaldello e Rossettini si fanno sentire nello spogliatoio, tutti però in campo devono essere dei leader, anche il ragazzo giovane deve urlare contro il suo compagno se quello ha sbagliato un’uscita o una posizione.

Cosa ti ha sorpreso di più dell’Italia e come è stato il tuo impatto con la città?
La differenza degli stadi, questo mi ha colpito, in Italia sono più pieni e i tifosi sono più caldi. A differenza del campionato francese quello italiano è decisamente più fisico.
Mi trovo molto bene a Bologna, la città è bellissima e il cibo è buonissimo, (frase in italiano) ho iniziato un corso di italiano e potrò molto probabilmente riuscire ad esprimermi fra due mesi.

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