Donadoni storia di un allenatore: moduli, tattiche e numeri

Donadoni storia di un allenatore: moduli, tattiche e numeri

Donadoni lo conosciamo. Si è sempre contraddistinto anche da allenatore per la sua pacatezza.
Arriva a Bologna per tirare fuori questa squadra da una crisi profonda. È l’uomo forse più giusto in questo momento per trascinare il Bologna via dalle parti basse della classifica.
Ha sempre lavorato in sordina, a testa bassa e con tanta umiltà, cercando sempre di allontanare da sé i riflettori che nell’anno 2013-14 con lo storico sesto posto con la qualificazione all’Europa League, lo illuminavano con grandi meriti.
Un allenatore che partendo dalla Serie C1 con il Lecco è riuscito in una quindicina di anni di carriera a toccare altissimi livelli.

Nella sua prima esperienza in Serie A, lo vediamo sulla panchina del Livorno chiamato per subentrare all’esonerato Colomba. Qui riesce a fare un ottimo lavoro e dopo aver ottenuto un buonissimo 9° posto con uno strepitoso Cristiano Lucarelli capocannoniere, viene riconfermato sulla panchina degli amaranti.
Inizialmente sceglie il modulo 3-4-2-1 che poi dopo la sconfitta contro la Lazio del 3 aprile viene cambiato in un 3-5-2 che porta subito degli ottimi risultati, una vittoria il 10 aprile contro la Fiorentina per 2 a 0.
Proseguirà poi con questo modulo per il resto della stagione e anche mantenendolo per la successiva fino alle sue dimissioni avvenute dopo il pareggio per 0 a 0 contro l’Ascoli nel febbraio del 2006 anche se in 23 giornate di campionato aveva ottenuto il 5º posto.

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Non sta di certo con le mani in mano per troppo tempo perché è lui la figura scelta dalla Federazione Italiana per il dopo Lippi nella stagione 2006. Il suo annuncio arriva il 18 Luglio.
Il suo mandato da C.t della Nazionale dura due anni, riuscendo a compiere un’impresa che non era mai riuscita agli Azzurri, qualificarsi per un Campionato Europeo con un turno di anticipo.
Donadoni poi vincendo contro la Francia per 2-0 passa ai quarti di finale venendo eliminato dalla Spagna ai rigori.
Viene congedato il 28 giugno per il ritorno sulla panchina di Marcello Lippi.
La sua esperienza da allenatore degli Azzurri termina con un bilancio di 13 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte in 23 partite disputate e in quasi tutte queste partite ha sempre mantenuto il modulo del 4-3-3 variandolo a volte con un 4-3-1-2.

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Gli Azzurri gli aprono le porte di un’altra squadra dalla maglia azzurra, ovvero il Napoli.
De Laurentis lo porta sotto il Vesuvio per sostituire l’uscente Edy Reja. Sotto la sua guida nelle restanti 11 partite di campionato il Napoli raccoglie 11 punti, frutto di 2 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte, chiudendo la stagione al 12º posto con 46 punti.
L’esonero per Donadoni scatta la stagione successiva (2009-2010) dove raccogliendo 7 punti nelle prime 7 partite e dopo la sconfitta rimediata contro la Roma per 2-1, la società partenopea decide il 6 ottobre 2009 di sollevarlo dall’incarico, sostituito con Walter Mazzarri.
In tutte le partite sulla panchina del Napoli ha comunque mantenuto il modulo 3-5-2 cambiando interpreti ma non la disposizione tattica in campo.

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Nuovamente viene scelto come sostituto, questa volta è il Cagliari che lo chiama dopo aver esonerato Pier Paolo Bisoli. La stagione 2010-2011 la termina al 14esimo posto, con un totale di 45 punti.
La successiva competizione di Serie A (2011-2012) non la vive sulla panchina del Cagliari perché viene esonerato il 12 agosto per disaccordi con il presidente del club Cellino legati al mercato della società. Il nome della discordia sarebbe il mancato acquisto di David Suazo.
In questa stagione ha provato più volte il 4-3-3.

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Infine arriviamo alla stagione della consacrazione. Il 9 gennaio 2012 viene ingaggiato come allenatore del Parma in sostituzione di Franco Colomba. Alla fine della stagione il Parma si piazza settimo insieme alla Roma. La stagione successiva ottiene il rinnovo di contratto e si salva con quattro giornate di anticipo nonostante un buon girone di andata. Nella stagione del 2013-2014 totalizza un punteggio di 58 punti, ottenendo il sesto posto ma l’accesso all’Europa League viene negato per problemi finanziari.
Poi sappiamo quello che è successo lo scorso anno, il fallimento della società emiliana e la retrocessione con l’ultimo posto in classifica. Donadoni rimane svincolato, mentre il Parma è costretto a ripartire dalla Serie D a causa del suo fallimento finanziario.
In questi anni al Parma varia su due moduli, il 3-5-2 e il 4-3-3 riuscendo a far comunque giocare in entrambi modi molto bene la squadra.

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Donadoni in questi oramai 15 anni di carriera da allenatore ha collezionato 321 panchine, con 113 vittorie, 90 pareggi e 118 sconfitte. Con uno score di vittorie pari al 35,4%, 26,9% di pareggi e il 37,7% di sconfitte.
In panchina ha ottenuto i suoi migliori risultati a Parma, portando la compagine emiliana nella parte sinistra della classifica per tre stagioni consecutive, dal 2012 al 2014 e ottenendo nell’annata 2013-14 uno storico sesto posto con la qualificazione, poi vanificata dalle difficoltà finanziarie del club.

In tutte le volte che è subentrato da allenatore è riuscito a salvare la propria squadra dalla retrocessione e a condurla l’anno successivo spesso in acque sicure.
Sicuramente un ottimo profilo per questo Bologna.

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