Toh! Un altro 0 a 0. E ora la Serie A si allontana

Toh! Un altro 0 a 0. E ora la Serie A si allontana

Ancora uno 0-0 per il Bologna, il nono di questa stagione e il quinto nelle ultime sette gare al Dall’Ara. Un pareggio a reti bianche più pesante dei precedenti, visto che, per la prima volta nel 2015, certifica l’uscita del Bologna dalla zona promozione diretta, in virtù degli scontri diretti sfavorevoli con il Vicenza, ora paripunti ai rossoblù a quota 59, in attesa della partita di oggi pomeriggio del Frosinone in casa del Livorno. Ce l’hanno messa tutta gli uomini di Lopez per provare a portare a casa i 3 punti ed è proprio questa considerazione a rendere ancor più preoccupante l’esito di una partita che per poco, all’ultimo istante di gioco, non si è trasformata in una tragedia sportiva.

LOPEZ RITORNA AL 4-3-1-2, OUT GASTALDELLO – Ma andiamo con ordine, iniziando il nostro racconto dalle formazioni messe in campo dai due tecnici. Anche in virtù dell’assenza per squalifica di Oikonomou, Lopez torna sui suoi passi, schierando i suoi uomini con l’ormai classico 4-3-1-2. Più che il modulo, comunque, a soprendere è la scelta dell’undici titolare, in particolare nel reparto avanzato: Sansone viene schierato per la prima volta nel ruolo di trequartista, in appoggio all’inedita coppia di attaccanti formata da Mancosu e Acquafresca, preferito a Cacia e di nuovo titolare a 4 mesi esatti di distanza dall’ultima volta, alla prima giornata di ritorno, nel match casalingo contro il Perugia. Masina vince il ballottaggio con Morleo sulla fascia sinistra, mentre a centrocampo il sacrificato è ancora una volta Buchel, a cui vengono preferiti Casarini e Krsticic nel ruolo di mezzali. A pochi minuti dal fischio di inizio, Gastaldello è costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un risentimento muscolare alla coscia destra; al suo posto Ferrari, uno difensore centrale a disposizione del tecnico uruguaiano. Nessuna sorpresa invece per gli ospite, con Bjelica che si affida al consueto 4-2-3-1; come vertice alto Nenè viene preferito a Giannetti, non al meglio della condizione fisica.

CI PROVA SOLO SANSONE, CASARINI SALVA TUTTO ALL’ULTIMO – I primi minuti della partita sono tutti di marca ligure. Netto il predominio territoriale dello Spezia, che però non riesce a creare vere e proprie insidie alla porta difesa da Da Costa; l’unica conclusione degna di nota, al quinto, porta la firma di Catellani, il cui destro strozzato è facile preda dell’estremo difensore brasiliano. Il buon momento degli ospiti si interrompe al 17’, quando De Las Cuevas è costretto a lasciare il proprio posto a Kvrzic. La prima conclusione pericolosa del Bologna arriva così al 21’ e porta la firma di Sansone: schema su punizione dalla trequarti battuta da Krsticic e mancino alto sopra la traversa da parte del numero 11 rossoblù. Il Bologna non riesce a produrre il suo solito possesso palla; o forse non vuole, preferendo affidarsi a verticalizzazioni improvvise come quella che al 23’ parte dal piede di Ferrari e premia la velocità di Mancosu: il capocannoniere dello scorso campionato salta Bianchetti in area, ma poi scarica un sinistro troppo debole e centrale per impensierire Chichizola. Il Bologna cresce e, fatta eccezione per un’incursione di Catellani sulla destra su cui Nenè mette i brividi alla retroguardia felsinea, le occasioni migliori sono tutte per i rossoblù. Al 30’ déjà vu dell’azione del gol di Brescia: cross dalla destra di Casarini respinto dalla difesa bianconera sui piedi di Sansone, la cui conclusione sporca dal limite questa volta non trova la porta. Cinque minuti più tardi è ancora il sinistro di Sansone a mettere i brividi agli ospiti, su punizione dal limite procurata da Acquafresca: il tiro a giro dell’ex doriano è indirizzato all’angolino, ma Chichizola non si fa sorprendere e respinge di pugno. Dopo la fiammata di metà tempo, il Bologna si spegne progressivamente fino a che, nel terzo dei quattro minuti di recupero, rischia seriamente di passare in svantaggio: l’area del Bologna si trasforma in un flipper, la palla arrivà sui piedi di Nenè che da pochi metri conclude a porta sguarnita; Casarini però si immola e salva tutto, respingendo di petto la conclusione dell’attaccante portoghese. All’intervallo è 0-0 e il pubblico del Dall’Ara non nasconde il proprio disappunto al ritorno dei rossoblù negli spogliatoi.

FIAMMATA ROSSOBLÙ A INIZIO RIPRESA, MA CHE BRIVIDI NEL FINALE… – I fischi svegliano gli uomini di Lopez, che tornano in campo con tutto un altro piglio. Nei primi dieci minuti di gioco i rossoblù costruiscono diverse occasioni, la prima con Acquafresca, che dopo pochi secondi gira al volo sopra la traversa un cross di Ceccarelli, l’ultima con Casarini, il cui colpo di testa all’11’ non ha miglior fortuna. Nel mezzo le due occasioni più limpide: la prima, al 3’, vede il bel destro di prima di Krsticic, frutto di una delle azioni meglio costruite dal Bologna nell’ultimo periodo, brillantemente respinto dal sempre attento Chichizola; la seconda, al 9’, porta la firma di Acquafresca, che lavora bene una pallone sporco sulla destra, ma la cui conclusione mancina finisce di poco a lato. Proprio quando il gol sembra essere solo questione di tempo, la pressione del Bologna si allenta e lo Spezia, sempre pronto a colpire in contropiede i rossoblù, torna a farsi pericoloso in almeno un paio di occasioni, la migliore delle quali è quella che al 16’ capita sul piede di Catellani: l’esterno spezzino si infila in una voragine aperta nella retroguardia rossoblù, ma la sua conclusione dal limite è ben al di sopra della traversa della porta difesa da Da Costa. Lo Spezia ormai controlla senza troppi problemi le sfuriate del Bologna, che si rende pericoloso solo da fuori area con le conclusioni di Sansone, Casarini e Masina che si spengono tutte sul fondo. A nulla servono le sostituzioni di Lopez, che prima toglie un acciaccato Matuzalem per far posto a Buchel e poi inserisce Improta al posto di Acquafresca, tanto che l’occasione più nitida la costruisce lo Spezia, a dieci minuti dal novantesimo: triangolo Situm-Catellani-Situm, che può mettere al centro da ottima posizione; l’assistenza del croato per De Col sembra perfetta, ma Masina salva tutto in scivolata, rifugiandosi in corner. Un minuto più tardi, Lopez si gioca anche la carta Cacia, subentrato al posto della brutta copia di Mancosu, ma ormai la spia della riserva dei rossoblù è accesa; il bomber calabrese fa giusto in tempo a procurarsi una punizione dal limite, che Sansone non riesce a sfruttare a dovere. La partita sembra indirizzarsi stancamente sullo 0-0, ma nell’ultimo minuto di recupero c’è ancora spazio per l’emozione più grande della partita: il Bologna si riversa in attacco su un corner che sembra essere l’ultimo atto della partita, ma lo Spezia fa in tempo a ripartire a tutta birra e a presentarsi con Catellani a tu per tu con Da Costa; l’intervento dell’Angelo rossoblù sul sinistro del numero 10 bianconero ha del miracoloso ed evita al Bologna quello che sarebbe stato una mezza tragedia sportiva. Non i fischi, che accompagnano l’uscita dei rossoblù – e in particolare di Diego Lopez – dal terreno di gioco.

Cosa salvare di questa ennesima prestazione deludente del Bologna? La verve di Sansone, la spinta costante di Masina, la risposta all’emergenza di Ferrari e la sempre più provvidenziale presenza di Da Costa. Troppo poco per vedere il bicchiere mezzo pieno, troppo pochi dieci minuti appena abbondanti di buon calcio per portare a casa i 3 punti contro un avversario tosto come lo Spezia. L’impressione di impotenza degli uomini di Lopez, incapaci di convertire in carica agonistica l’affetto testimoniato dalla curva all’arrivo della squadra al Dall’Ara e nel corso di tutta la partita, è stordente e fa sembrare sempre più lontano l’obiettivo promozione. Ora al secondo posto c’è il Vicenza, che a sei giornate dalla conclusione della stagione regolare ha completato la lunga rincorsa al secondo posto, affiancando il Bologna a quota 59 punti ma scavalcandolo virtualmente in virtù degli scontri diretti, in attesa della partita del Frosinone nel pomeriggio. Questa sera il Bologna potrebbe ritrovarsi addirittura al quarto posto, ma a far più paura è quello che deve venire: tra Bari, Catania, Frosinone, Avellino, Pro Vercelli e Virtus Lanciano il Bologna dovrà vincere almeno 4 partite; come possa riuscirci, avendo vinto appena 2 delle ultime 9, è davvero difficile immaginarlo.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy