Tocca ai “nuovi”, alla fine la rosa lunga può fare la differenza

Tocca ai “nuovi”, alla fine la rosa lunga può fare la differenza

n attesa di sapere come andrà a finire con i ricorsi presentati per le squalifiche di Daniele Cacia e Karim Laribi, Diego Lopez inizia a costruire il Bologna che salirà al Rigamonti sulla base dei sei nuovi acquisti portati qui da Pantaleo Corvino. Nella difficoltà si può intravedere una possibilità, oppure molto più semplicemente: avere una rosa lunga aiuta. Sì, perché con diverse assenze tra infortuni e squalifiche, non dimenticando i giocatori acciaccati, senza il mercato di gennaio ci sarebbe stato il rischio di vedere in campo a Brescia (o comunque con tante possibilità di ritagliarsi qualche minuto) i cosiddetti fuori rosa Garics, Abero e Acquafresca, mettendoci dentro anche Troianiello tornato nel giro dei convocati per l’infortunio di Mancosu. Invece no, perché sei acquisti di buon livello consentiranno a Lopez di non far scadere troppo la qualità. L’esempio più lampante è a centrocampo, perché la perdita di un giocatore dalle caratteristiche “verticali” come Zuculini avrebbe potuto compromettere la parte finale di stagione, invece la presenza in rosa di un calciatore con abilità tecniche indiscutibili aiuterà il mister a trovare soluzione offensive. Mentre Zuculini è abile ad inserirsi e a saltare l’uomo, Nenad Krsticic è più abituato a far viaggiare in verticale la palla, un po’ come successo a Cittadella. Ecco dunque come un arrivo di gennaio risulti fondamentale a tappare la falla di un infortunio. Lo stesso si può dire di Matteo Mancosu che a Brescia sarà chiamato a sostituire Cacia. Pensateci bene, senza di lui al Rigamonti Lopez avrebbe potuto schierare Acquafresca prima punta; sulla carta, con tutto il rispetto, non la stessa cosa. Chissà poi che la coppia Mancosu-Sansone non possa esplodere alla prima occasione concessa. Non è finita qui, perché probabilmente Stojanovic non avrebbe potuto sostituire egregiamente Coppola come invece ha fatto Da Costa e senza l’acquisto di Gastaldello il Bologna si sarebbe ritrovato (considerate le condizioni non perfette di Maietta) con una difesa centrale troppo giovane per un finale di Serie B votato all’esperienza. Oikonomou e Ferrari sono ottimi prospetti ma non pronti per giocare senza una chioccia; e se non ci fosse Gastaldello saremmo ancora alle prese con Paez. A mancare all’appello è invece Mbaye, nonostante l’assenza di Ceccarelli Lopez ha pensato (giustamente) di affidarsi ai tre centrali, un terzetto che forniva più garanzie rispetto al senegalese apparso ancora troppo acerbo. Poi c’è stata anche la convocazione in nazionale ma in vista di Brescia Lopez ieri lo ha provato esterno di centrocampo nel 3-5-2 al posto di Casarini posizionato mezzala. Chissà dunque che al Rigamonti non rivedremo la difesa a tre dietro, e l’aggiunta negli altri reparti di tutti i nuovi acquisti compreso Mbaye. Sarebbe il Bologna di Corvino, nonostante le divisioni siano inutili e dannose. Meglio guardare al Bologna come un’unica entità, implementata dal mercato di gennaio che, ora possiamo dirlo, ha allungato di molto la rosa. A Lopez il compito di sfruttarla.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy