Tacopina: “Sono il presidente del Bfc, nessuno può chiedermi di andare via”

Tacopina: “Sono il presidente del Bfc, nessuno può chiedermi di andare via”

Conferenza stampa improvvisata sulla tribuna dell’impianto di Sestola da parte del presidente Joe Tacopina che non ha nemmeno utilizzato il media center ufficiale del ritiro. Forse a sintomo di una frattura ancora evidente tra lui e il club. Davanti ai giornalisti, il presidente ha cercato di chiarire alcuni punti sull’attuale difficile convivenza con Joey Saputo. 

Tacopina, problemi tra lei e Saputo?

“Per me non ci sono problemi con i dirigenti del Bologna, li ho portati qua io, chiamai Fenucci che era a.d. alla Roma, Saputo proprietario dei Montreal Impact, tutti abbiamo la visione di un grande Bologna e dobbiamo tutti remare nella stessa direzione”.

Perché si ha la sensazione che lei non sia visto di buon occhio? 

“E’ una bella domanda, se la mia popolarità è un problema non so cosa dire, se è così significa che ho fatto un buon lavoro perché il nostro scopo era riunire la città attorno alla squadra. Per me è un piacere incontrare i tifosi se attorno alla squadra c’è questa unione. Fenucci più volte mi ha detto di essere il presidente ideale per questa situazione”. 

Però il comunicato sulle vicende di Castelrotto non è stato pubblicato dal sito della società.

“Il comunicato andava fatto perché siamo una città con una storia e non possiamo essere associati a questo tipo di episodi. Ho ritenuto fosse giusto parlare. Evidentemente qualcuno avrà detto di non pubblicare il comunicato sul sito. La nota è stata mandata all’ufficio stampa, ma ci sono cose di cui non posso parlare perché alcune vicende è giusto che rimangano private, quel comunicato era in veste di presidente del Bologna e non in veste di avvocato di New York”. 

Saputo ha detto: io e Tacopina dobbiamo avere la stessa visione, altrimenti romperemo.

“Non so di cosa stia parlando, fin dal primo giorno a ottobre ho fatto le stesse cose che ho fatto fino ad ora. Non ho cambiato nulla. Amo Bologna e amo i suoi cittadini, se qualcuno è cambiato non sono io. Se qualcosa si è rotto c’è solo un modo per mettere a posto le cose: la buona volontà”.

Non c’è nessuno del Bologna qui con lei, nemmeno l’addetto stampa…

“Non ho bisogno di qualcuno che mi accompagni, parlo per me, l’albergo è qui a pochi metri e sono venuto a piedi. Ripeto, i dirigenti li ho portati io, amo la gente che lavora a Bologna, mi ricordo anche tifosi piangere quando arrivai ad ottobre a Casteldebole”.

Quanto lo sente suo questo Bologna?

“Il Bologna è mio, sono il trentesimo presidente, sarò sempre parte di questo club e nei libri di storia rimarrà il fatto che questa squadra, con me, è salita dalla Serie B alla Serie A”.

Chiarimenti in vista con Saputo?

“Onestamente non è giusto parlare qui di conversazioni private che potremo avere o che abbiamo avuto, non mi sento isolato da una dirigenza che ho praticamente portato qua io. E’ un peccato che oggi siamo qui a parlare di questo invece del Bologna in Serie A o della prima partita contro la Lazio”. 

Se le chiedessero di uscire di scena?

“Nessuno mi può chiedere questo, non sono un dipendente ma uno dei proprietari e il presidente, ma non vorrei più trovarmi in questo tipo di situazione. Se le persone non possono coesistere tra loro andrà trovata una soluzione”. 

Le tue quote nel Bologna sono davvero al 25%?

“Confermo di essere uno dei proprietari, non è corretto svelare le quote degli investitori, ho una quota e gli investimenti possono essere di diverso tipo, ho perso soldi e ho lasciato da parte la mia professione di avvocato per il Bologna, ma il giorno più bello della mia vita è senza dubbio il 9 giugno”.

In futuro, Tacopina sarà presidente ancora per molti anni?

“Quando sono arrivato in ottobre ho sempre detto che avrei voluto restare presidente fino alla mia morte, la città mi ha accolto alla grande, una cosa che mi ha toccato ed emozionato. Mi sento esattamente come prima, ma se ci sono dei problemi che hanno altre persone nei miei confronti andranno risolti. Non farò mai nulla per far male al Bologna Football Club”.

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