Serie B: big in testa per media spettatori, Carpi diciottesimo. E il prossimo anno in A…

Serie B: big in testa per media spettatori, Carpi diciottesimo. E il prossimo anno in A…

La media spettatori a gara della Serie B presenta una classifica capovolta rispetto a quella di campionato. Forse, i dati che illustreremo possono in parte spiegare i pensieri di Lotito relativi all’attrazione che determinate squadre non hanno rispetto a quelle più blasonate, il tutto nonostante Carpi e Frosinone abbiano ampiamente meritato di salire in Serie A sul campo. Le tre big della Serie B (Catania, Bari e Bologna) presentano infatti la media migliore di spettatori a gara, complice anche un bacino di utenza maggiore e impianti dalla capienza non paragonabile rispetto al Cabassi o al Matusa. In testa a tutte c’è il Bari che nonostante una stagione di alti e bassi si attesta attorno alle 19mila presenze a gara al San Nicola, segue il Bologna (unica squadra a non deludere del tutto giocandosi almeno i playoff) con 15.300 spettatori mentre al terzo posto il Catania (reduce da una stagione deludente) con 13.400 presenze a partita. Al quarto posto un’altra piazza importante come il Perugia con quasi 11mila presenze, dalla quinta posizione in giù invece i dati sono più sconfortanti: il Vicenza, anche se la stagione è stata ottima (soprattutto dopo il ripescaggio in B) presenta 7.800 presenze davanti ad Avellino (7mila), Pescara (6.900) e Livorno, una delle delusioni, con sole 6.300 presenze. Chi ha vinto invece? Bisogna spulciare fino agli ultimi posti. Il Frosinone è dodicesimo in questa speciale classifica con 5mila presenze medie al Matusa (il massimo sono stati gli 8.422 contro il Crotone nel match che ha sancito la promozione), il Carpi è addirittura diciottesimo con una media di 2.991 spettatori. La massima affluenza al Cabassi si è registrata in occasione della partita con il Bari con 4.144. Sono dati abbastanza chiari ed incontrovertibili, soprattutto se si pensa che in ben cinque circostanze le squadre hanno raggiunto il dato massimo di tifosi allo stadio quando davanti si è posto il Bologna. Il Bari fece 38mila presenze contro i rossoblù, il Brescia quasi 9mila, il Latina superò abbondantemente i 5mila (con una media di 3.700), il Modena al Braglia nel derby toccò le 11mila presenze mentre la Pro Vercelli ha ottenuto il suo dato maggiore proprio sabato scorso con 3.700 spettatori. E’ il sintomo del richiamo evidente che il Bologna produce in Serie B, a testimonianza della perdita che ne deriverebbe alla cadetteria se i rossoblù dovessero salire in massima serie. Lotito avrà guardato a questi dati, soprattutto avrà analizzato quello che potrebbe succedere in Serie A il prossimo anno. Infatti, saliranno Carpi e Frosinone che sommando i dati fanno una media di 8000 spettatori allo stadio, mentre retrocederanno Cesena (media 16mila), Cagliari (11mila) e Parma (12mila). Inoltre, il bacino di utenza globale dei sardi supera addirittura quello di squadre come Lazio, Genoa e Samp, mentre se si sommano gli abitanti di Carpi, Frosinone, Sassuolo, Chievo ed Empoli si raggiunge circa la popolazione globale di Parma. In sintesi, nella prossima stagione di A si rischiano di vedere partite con 4mila spettatori allo stadio e dati sconfortanti auditel davanti alle pay tv. Parole dunque eticamente censurabili quelle di Lotito, che di certo all’interno del calcio italiano non è uno stinco di santo, ma essendo il soccer una macchina basata sui danari televisivi, la preoccupazione in vista delle prossime stagioni presenta un evidente fondo di verità. Il calcio è un business, e con questi dati si fa fatica a crearlo.

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