San-sone, Angelo da Costa e una traversa benedetta: ma allora questo è davvero il pArAdiso!

San-sone, Angelo da Costa e una traversa benedetta: ma allora questo è davvero il pArAdiso!

Minuto 91 in corso: Pasquato crossa dalla trequarti destra, il pallone rimbalza in mezzo all’area senza che nessun difensore rossoblù riesca a intervenire. Tutto solo a pochi metri dalla porta, dimenticato da Ceccarelli, c’è Melchiorri; ancora lui, che alla andata aveva avuto sulla testa la palla del vantaggio, spedita dritta dritta all’incrocio dei pali della porta difesa da Da Costa. Il centravanti del Pescara si inventa un lob di testa che scavalca Da Costa e sembra indirizzarsi lemme lemme nella porta del Bologna. Sembra perché la traversa, sì, ancora lei, la stessa che aveva già respinto l’ultimo assalto di Castaldo e dell’Avellino una settimana fa, si erge a protagonista e salva il popolo rossoblù dal dramma sportivo. A 394, lunghissimi giorni dalla retrocessione in Serie B, il Bologna torna nella massima serie al primo tentativo, per la prima volta nella propria storia, regalando a tutta la città una notta magica di gioia, festa e passione.

TUTTI GLI “INFERMI” IN CAMPO, ACQUAFRESCA PREFERITO A MANCOSU E CACIA – Il legno di Melchiorri è stata solo l’ultima delle emozioni che ci ha regalato il ritorno della finale dei playoff, gara senza appello che al termine di 90’ palpitanti ha decretato il ritorno in Serie A del Bologna. Bologna partito con una formazione piena zeppa di acciaccati (Maietta, Matuzalem, Casarini e Krsticic solo per citare quelli messi peggio), con M’Baye e Morleo preferiti a Casarini e Masina sugli esterni e Acquafresca scelto come partner d’attacco all’inamovibile Sansone. Come all’Adriatico, a fare la partita sin dai primi minuti è il Pescara, schierato da Oddo con il consueto 4-2-3-1, con Brugman avanzato nel ruolo di trequartista (vista l’indisponibilità di Bjarnason, convocato dall’Islanda per le qualificazioni all’europeo) e con Torreira schierato in coppia con Memushaj davanti alla difesa.

IL BOLOGNA SOFFRE, MA SANSONE CI METTE LO ZAMPINO – Come all’andata, la supremazia territoriale del Pescara non produce concreti pericoli alla porta di Da Costa, eccezion fatta per il destro alto di Melchiorri, perfettamente imbeccato da Brugman in area di rigore, al 17’. Anzi, a rendersi più pericoloso è il Bologna, che al 27’ impegna Fiorillo con un bel sinistro a giro di Sansone dal limite e al 36’ sfiora la rete del vantaggio con un colpo di testa di Oikonomou su corner di Laribi. Il vantaggio dei rossoblù arriva pochi istanti dopo: Acquafresca mette in mezzo da sinistra, rinvio corto della difesa ospite su cui si fionda Sansone: la rasoiata mancina del numero 11 non lascia scampo a Fiorillo e così al 37’ il Bologna si porta sull’1-0. Vani gli attacchi degli uomini di Oddo, costretti ora a segnare due reti, nel finale di tempo, con ancora Melchiorri a un soffio dalla deviazione vincente sul finire del tempo.

GOL SBAGLIATO, GOL SUBITO – La ripresa si apre con un doppio cambio deciso dal tecnico pescara: fuori Caprari e Politano, dentro Pasquato e Sansovini. È un Pescara ancor più a trazione anteriore, che nei primi minuti mette alle corde un Bologna comunque abile nel gestire il vantaggio e bravo a ripartire, come al 56’, quando Sansone – sempre lui – fa impazzire la retroguardia biancazzurra, presentandosi tutto solo al cospetto di Fiorillo; l’estremo difensore ex-Samp è bravo e fortunato a neutralizzare la conclusione che, se vincente, avrebbe messo la parola fine all’incontro. Peccato davvero, anche perché 15” dopo, sul rapido ribaltamento di fronte degli ospiti, il Pescara trova il pari: torre di Melchiorri dalla destra verso il centro per Pasquato, che taglia da sinistra verso destra anticipando Maietta al limite e infila in diagonale un incolpevole Da Costa.

INGENUITÀ DI M’BAYE (E DI ROSSI?), IL BOLOGNA È IN 10 – Il Bologna, che nei primi minuti della ripresa avveva avvicendato un esausto Krsticic con Buchel, accusa il colpo, anche perché il centrocampista austriaco non è entrato in partita con il piglio giusto. Al 59’ Sansovini sfiora la rete del possibile 1-2 (molti dubbi per un presunto fallo su Morleo da cui è scaturita l’azione) e poco dopo, al 62’ Delio Rossi è costretto a sostituire un nervoso (e ammonito) Acquafresca, scegliendo Cacia e non Mancosu come nuova prima punta. Peccato che i cambi a disposizione del tecnico romagnolo siano solo tre perché, oltre ad Acquafresca, anche M’Baye, ammonito nel corso dei primi 45’, meriterebbe l’avvicendamento per via di un paio di interventi ad alto rischio. Il giovane esterno destro (che, ironia della sorte, il Bologna sarà costretto a riscattare a promozione raggiunta) commette un’ingenuità al 65’, sbagliando completamente il tempo dell’intervento su un pallone vagante e rifilando un calcio sul petto a un indemoniato Pasquato. Secondo cartellino giallo e doccia anticipata per il senegalese, che lascia così i propri compagni in inferiorità numerica.

ASSEDIO BIANCAZZURRO, MA IL FORTINO ROSSOBLÙ TIENE – Rossi corre ai ripari, inserendo Ceccarelli al posto di Sansone e affidandosi così a un 4-3-1-1 in cui l’unico terminale offensivo è il subentrato Cacia. Sono 25’ di pura passione quelli vissuti da tutto il Dall’Ara, con il Pescara in costante proiezione offensiva e il Bologna costretto a rimanere rintanato nella propria metà campo. Fino all’ingresso di Lazzari al 78’, il Bologna concede poco o nulla agli ospiti, fatta eccezione per una conclusione a lunga gittata di Puccino. I guai maggiori i rossoblù li corrono nei 10’ finali (che i Delfini avrebbero dovuto giocare in 10: l’intervento di Lazzari su Maietta avrebbe meritato il secondo giallo), soprattutto all’85’, quando Da Costa è miracoloso su un colpo di testa ravvicinato di Lazzari, servito – manco a dirlo – da un cross dalla destra di Pasquato, e all’89’, quando il colpo di testa di Salamon finisce alto di poco sulla traversa. Traversa che, come già raccontato, sarà protagonista assoluta in occasione dell’ultima opportunità per il Pescara nei minuti di recupero.

Al triplice fischio finale di Fabbri si scatena la festa del Dall’Ara, con tanto di pacifica invasione in campo di gran parte della Curva Bulgarelli. Un’invasione che ritarda il cerimoniale di premiazione per il Bologna, che, dopo Carpi e Frosinone, è la terza e ultima squadra a raggiungere la promozione in Serie A. Un’obiettivo, quello della pronta risalita, che nessuno o quasi avrebbe pronosticato a inizio stagione, ma che gli uomini di Lopez prima e di Rossi poi hanno conquistato con le unghie e con i denti. E con tanta, tanta fortuna, senza ombra di dubbio, o con un aiuto divino, se preferite. La sostanza, comunque, non cambia: il Bologna è di nuovo in Serie A.

Il match report di Bologna-Pescara

 

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