Sale la tensione, Di Vaio e Tacopina provano a smorzare i toni. E Saputo pensa alla Champions…

Sale la tensione, Di Vaio e Tacopina provano a smorzare i toni. E Saputo pensa alla Champions…

 

E’ ormai storia nota il diverbio tra Diego Lopez ed un tifoso ieri poco prima della seduta di allenamento a porte aperte a Casteldebole. Critiche sull’operato del mister il quale ha risposto attaccando sostanzialmente la stampa, in tutto ciò ha provato ad intervenire il club manager Marco Di Vaio grazie alla credibilità che negli anni si è costruito qui a Bologna. Nulla di trascendentale, è stato un confronto civile tra tre persone, ma un segnale evidente del nervosismo che da un po’ di tempo aleggia all’interno del Bologna. E chissà che tutte quelle espulsioni un po’ lo testimonino. Smessi i panni del calciatore, Di Vaio ha indossato giacca e cravatta e ora è chiamato a difendere in tutto per tutto l’operato della società e del mister, soprattutto, sfruttando il suo passato e le conoscenze affinate di quelle che sono le dinamiche dello spogliatoio, deve cercare di tenere l’ambiente unito. Non è facile però fare da “intermediario” tra l’allenatore e il direttore sportivo, due entità probabilmente forzate a coesistere non essendosi scelte reciprocamente in estate. Corvino e Lopez non sono ai ferri corti ma neanche in perfetta sintonia se il mister, a domanda diretta, ha evitato di rispondere sul fatto se reputasse – dopo il mercato di gennaio – la sua rosa più forte o più debole. Più facile per Di Vaio può essere mantenere la calma tra i giocatori, tesi per via di un momento complicato che non li vede esprimere il meglio di sé stessi in campo. Succede, all’interno di una stagione, di perdere lucidità ma sulle motivazioni che la squadra dovrà tirar fuori da qui alla fine dall’esterno si può poco se non saranno i giocatori a trovarle dentro e poi trasformarle in risultati sul campo. In tutto ciò, se vogliamo può essere una quisquilia, o forse nemmeno tanto, fanno pensare le parole del club manager ieri durante la discussione con una piccola parte di tifo. Alla critica rivolta verso la società per il mancato esonero dell’allenatore, Di Vaio ha risposto con il classico “col senno di poi è più facile”. Senza voler ingigantire un episodio che comunque gode di ampio risalto, questa sibillina frase può essere vista come un tentativo di difendere tutti in un momento concitato in cui è difficile dosare le parole, oppure alcuni possono intravedere una velata critica all’operato del mister. Chissà. Poi c’è il presidente. Joe Tacopina ha come compito primario quello di dispensare ottimismo e fiducia, soprattutto ribadire l’impegno costante della nuova proprietà anche qualora l’attacco alla Serie A dovesse fallire: “Il nostro progetto è di lunga durata – ha ammesso Tacopina ospite di una trasmissione televisiva – è chiaro che vogliamo arrivare subito in Serie A ma se non succederà andremo avanti con la nostra visione di fare calcio”. Sull’accaduto di ieri, anche Tacopina prova ad allentare la tensione: “Ai tifosi dico di stare calmi – ha proseguito l’avvocato newyorchese – so che c’è stata un po’ di tensione all’allenamento ma abbiamo i migliori professionisti e dirigenti del settore e riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo”. Insomma, mentre Saputo attende con ansia la finale di andata di Champions, col senno di poi un danno per il Bologna perché la presenza del proprietario sarebbe stata vitale in città, da Casteldebole si prova ad andare avanti come se nulla fosse cercando di pensare solo al campo, anche se, evidentemente, il Bologna si prepara alla trasferta di Bari nel peggiore dei modi, sommando alle tante assenze anche un nervosismo latente che può tramutare la partita al San Nicola come nella più dolorosa delle disfatte o nella più gloriosa delle partita della vita. O la squadra perderà senza colpo ferire, oppure reagirà sul campo alle critiche. In teoria, il miglior modo per zittirle.

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