Rossi: “Non siamo al completo, ma non compreremo tanto per fare. Marios resta”

Rossi: “Non siamo al completo, ma non compreremo tanto per fare. Marios resta”

Dopo diverse settimane di silenzio, il tecnico del Bologna Delio Rossi è tornato a parlare su questa fase di prestagione in cui il lavoro è svolto sostanzialmente con una squadra incompleta. Il mister non si è tirato indietro ed ha ammesso le mancanze presenti in rosa, senza però scomporsi o farsi prendere dal panico. Rossi è comunque consapevole che il Bologna è sul mercato per scegliere elementi di cui è profondamente convinto e non per comprare solo perché si deve farlo. 

 

Delio Rossi, ci eravamo lasciati con la frase: ‘Siete più giornalisti che giocatori’

“Non siamo al completo, questo è sicuro. La società ne è consapevole e sapevamo che c’era tanto da fare, sono in costante contatto con i dirigenti. Se il completamento arrivasse in tempi più brevi il mio lavoro sarebbe più facile, ma compare tanto per comprare non ha senso. Poi, i giocatori che vengono qui devono avere caratteristiche precise, altrimenti è meglio che non vengano. Parlo anche dal punto di vista caratteriale. Voglio fame sportiva, giocatori ambiziosi di confrontarsi con avversari forti e che abbiano predisposizione al lavoro. Ripeto, il Bologna deve essere considerato il Real Madrid”.

Se le dicessimo Mattia Destro?

“Mi parlate sempre di giocatori che sono in altre squadre, potrei parlare di tantissimi altri elementi che desidero ma non posso avere. Non parlo di nessuno, solo di quelli che vestono la casacca rossoblù”.

Questa situazione di ritardo la preoccupa?

“Mi è capitato anche di peggio, noi lavoriamo in sintonia con la società e se non sono arrivati gli obiettivi che ci siamo prefissati evidentemente non è stato possibile portarli qui. Potevamo prenderne altri per dare impasto all’opinione pubblica nuovi acquisti, ma la nostra intenzione è comprare giocatori che ci convincono e non per incasellare operazioni di mercato”.

Oltre all’attacco, anche il centrocampo appare molto sguarnito.

“Crisetig e Rizzo sono giovani, non hanno esperienza e se la faranno giocando. Ho chiesto alla società sei centrocampisti complementari indipendentemente dal curriculum. Mi baso sulle caratteristiche. Nel momento in cui mi sono sentito con la società ho fornito le mie indicazioni su questa squadra e su cosa, secondo me, occorreva intervenire. Io e il direttore sportivo abbiamo deciso le caratteristiche di certi giocatori, ma non significa che tutti i tuoi obiettivi riesci a prenderli”.

Crisetig come lo vede? Giocherà regista, un ruolo delicato.

“Lo abbiamo preso con l’intenzione di inserirlo in un ruolo delicato, quindi è qui per questo. Adesso deve convivere con la fatica, in questa fase la mente ti dice di fare delle cose ma le gambe non rispondono. Noi ci crediamo molto, ma come sempre sarà il campo a parlare”.

Passiamo al mercato in uscita, l’esclusione di Mancosu di ieri da cosa dipende?

“Problema fisico, tonsillite con placche. So che quando qualcuno non gioca pensate sempre che sia sul mercato. Sono comunque contento del ritiro che è stato fatto con i giocatori a disposizione. Per me il ritiro è grandissimo carico, sopportazione della fatica. I ragazzi stanno lavorando bene, non significa che rimarranno tutti. Da ora in avanti lavoreremo un po’ più sulla qualità e meno sul volume, bisognerebbe però lavorare con quelli che giocheranno”.

Le formazioni schierate in amichevole quindi fanno poco testo?

“Devo mettere in campo formazioni logiche, magari fare esperimenti visto che ora mi è consentito farlo non essendoci i tre punti in palio. Ci sono giocatori che sopportano meglio i carichi e altri no, in questo momento alcuni possono sembrare più brillanti e altri meno, le amichevoli ora hanno la valenza dell’allenamento per me e non di più. Anche ieri qualcosa di interessante si è visto”.

Ferrari terzino destro?

“Vi fissate sui ruoli, mi serve il ritiro per capire le caratteristiche dei giocatori. Sono arrivato con un obiettivo da raggiungere e non per valutare le caratteristiche. Non ho pensato a cosa sarebbe successo dopo, mi serviva qualcosa nell’immediato. Ora invece posso fare valutazioni più ampie, secondo me Ferrari può fare anche il terzino”.

Tra coloro molto ambiti dal mercato c’è Marios Oikonomou. E lui l’incedibile?

“Per l’incedibile dovete andare a vedere chi non giocava l’anno scorso. Marios è uno di quei giocatori che secondo me andava riconfermato, l’ho fatto presente in quella riunione dopo la mia riconferma. Fa piacere che un nostro giocatore sia appetito da altre squadre ma crescerà con noi”. 

Molto presente al suo fianco Marco Di Vaio, in cosa la sta aiutando?

“Mi aiuta perché gli faccio fare il jolly quando mi manca qualcuno – dice scherzando – l’ho visto crescere e poi l’ho visto idolo del Bologna. Da calciatore pensi solo a te stesso, da dirigente devi pensare a tutti. Mi conosce, sa cosa voglio dai giocatori”.

Mancano due settimane all’inizio del campionato, la prima è contro la sua ex squadra.

“Rischi di commentare il calendario dicendo frasi banali e scontate, non posso cambiarlo, è capitata la Lazio e la affronteremo. Che io dica è duro oppure no non cambia nulla. E poi sono ex di tante squadre, mica solo della Lazio…”.

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