Rossi: “Il segreto nell’orgoglio dei ragazzi”

Rossi: “Il segreto nell’orgoglio dei ragazzi”

Missione compiuta. Delio Rossi era stato chiamato per portare il Bologna in A, obiettivo raggiunto nonostante mille difficoltà e tanta sofferenza: “Sapevo di soffrire così tanto, voi forse no perchè date sempre per scontato le cose. Se era facile qui non cambiavano allenatore. Devo dire bravi ai ragazzi, hanno dato tutto in condizioni mentali difficili, con ambiente freddino e il ruolo di favoriti addosso. Poi sono arrivati i play-off accolti come un girone dantesco, quando penso invece che bisognava stare più vicini alla squadra dall’inizio, non solo nelle ultime uscite”. Questi play-off comunque sono stati l’emblema di quanto successo da agosto ad oggi: “Io non ho ancora capito cosa è successo, se ci vediamo domani lo capisco. Certo che questi play-off sono stati lo specchio di tutto il nostro travagliato campionato, devo dire ancora bravi ai giocatori perché altri al posto loro si sarebbero tirati indietro, e molte volte quel pizzico di fortuna ti viene se lo vai a cercare. C’è bisogno della condizione – prosegue il tecnico – oltre agli accorgimenti tattici che uno può fare, serve compattezza anche se le gambe non ce la fanno a fare quello che vuoi. Ho parlato anche con quelli della Lega, non puoi giocare ogni tre giorni per esigenze televisive, il Pescara ha fatto benissimo la sua partita ed è arrivato meglio di noi dal punto di vista fisico, anche se è arrivato settimo, ma i ragazzi hanno lottato sia all’andata che al ritorno”. Inevitabile, fin da subito, parlare di futuro: “Avevo il contratto come lo yogurt, in scadenza, e sapete meglio di me che c’è una clausola, ma mi siederò e ne parleremo. Continuerò a fare l’allenatore, in qualsiasi categoria, molte volte si sottovaluta il fatto che oltre alla categoria c’è il piacere di allenare”. Rossi poi, sempre con grande umiltà e pacatezza, svela cosa ha infuso alla squadra in questo mese circa alla guida del Bologna: “La cosa più difficile è stata convincerli che ero venuto a dargli una mano, alcuni li avevo già avuti, altri no. Dovevo fare scelte nel giro di sette giornate, scelte logiche, razionali e credibili, infatti sono partito in una maniera e ho finito in un altro modo, ho avuto bisogno di tutti e di capire, dando concetti abbastanza semplici”. Una battuta anche su mister Oddo, rivelatosi avversario di tutto rispetto nonostante la poca esperienza: “Difficile essere catapultati dal corso di allenatore alla panchia in 10 giorni, lui ha sensibilità calcistica e sa come si gestiscono certi momenti avendo giocato in grandi squadre, anche se da allenatore devi subito pensare che non è la prosecuzione della carriera da calciatore, ma esattamente un altro tipo di mestiere, devi pensare a tutti tranne te e aggiornarti sempre, ma sicuramente la sua carriera può permettergli di fare bene”. Battuta finale, sempre sulla promozione: “Il segreto della serie A? L’orgoglio dei giocatori, io mi sono solo messo a disposizione dei ragazzi”.

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