Rossi: “E’ solo calcio, non andiamo in Afghanistan”

Rossi: “E’ solo calcio, non andiamo in Afghanistan”

Schietto Delio Rossi davanti alla stampa, i suoi metodi di allenamento sono apparsi una rivoluzione agli addetti ai lavori ma per lui si tratta sempre e comunque di calcio. “Adesso sgobbano” è la frase che più si è sentita nelle ultime ore dopo aver assistito ai suoi allenamenti, Rossi però non considera le sue sessioni così dure: “Per me i ritmi sono stati anche blandi – ha ammesso il mister in conferenza – gli allenamenti di questa settimana sono serviti per conoscerci. Non abbiamo fatto scaricare mattoni, si tratta di calcio e non di andare in Afghanistan”. Dalle battute si passa poi alla realtà e al fatto che il tempo a disposizione è poco. Rossi prova però di essere di aiuto ai ragazzi: “Non sono loro che devono dare a me ma io a loro. Cerco di dare una mano, sono partito da ciò che avevano già fatto. Sono a loro disposizione ma la fotografia è sempre e comunque la partita il sabato”. In molti sostengono che il problema del Bologna sia offensivo, Rossi non è d’accordo: “Non credo che una squadra possa essere divisa tra attacco e difesa, se si fa fatica a segnare non è sempre colpa degli attaccanti e viceversa se si parla di gol presi. La squadra è un tutt’uno, poi è ovvio che magari si può incidere con i movimenti e le scelte giuste di inserimento se in rosa non si ha l’attaccante da trenta gol. Inoltre, non si tira fuori il coniglio dal cilindro il sabato senza il lavoro settimanale”. Arrivano, come normale che sia, domande sulla situazione della squadra, per Rossi il Bologna è ancora vivo: “I ragazzi sono motivati – ha ribadito il tecnico – sanno che si giocano tutto e queste partite possono decidere il loro destino. Dobbiamo giocare senza patemi mentali cercando di fare le cose in maniera semplice senza inventare nulla. Chiedo solo che giochino per dimostrare che quanto fatto finora è stato buono e che lo facciano anche per il precedente allenatore. Mi auguro un atteggiamento rispettoso nei confronti della maglia che indossano”. Concentrandosi ancora sull’attacco, Delio Rossi ha ammesso come prediliga caratteristiche diverse nel reparto offensivo. La risposta è ad una domanda sulla possibile coppia Acquafresca-Mancosu: “Ammetto che mi piace giocare con un attacco complementare, ad ogni modo si possono schierare anche due prime punte se i movimenti saranno quelli giusti. Ora le gerarchie sono state quasi totalmente azzerate e terrò conto di ciò che vedo in allenamento. A volte mischio apposta le carte e quando distribuisco le pettorine voglio vedere la reazione del giocatore. Se quello che non l’ha ricevuta si deprime non è un calciatore”. 

 

Non c’è solo campo, o forse per l’allenatore ex Lazio sì. Rossi è un allenatore tutto casa e chiesa, anzi, tutto albergo e allenamenti. Di vivere la città non se ne parla nemmeno: “Io vivo facendo la spola tra albergo e centro di allenamento, quindi vivo tutte le realtà allo stesso modo. Penso sempre di rimanere in una squadra tutta la vita ma poi o mi cacciano o le strade si separano. Non ho neanche mai visto il Colosseo a Roma”. Domanda interessante sull’incidenza degli allenatori, Rossi ha le idee chiare: “Penso che a parità di qualità di giocatori e allenatore la differenza la fa la società. Credo che sia la società a far grande un allenatore, altrimenti non si spiega perché un allenatore fa bene da una parte a male da un’altra”. Si chiude con la formazione, Delio Rossi non l’ha decisa ma svela che usualmente la comunica ai giocatori il giorno stesso della partita: “Sono convinto che i giocatori la formazione la percepiscano in settimana, io non cerco di nasconderla ma la comunico il giorno della partita perché possono sempre succedere malanni o infortuni dell’ultimo secondo”. Infine, l’Avellino, squadra temibile ma Delio Rossi sembra più concentrato sul Bologna: “Hanno giocatori di categoria, abbiamo rispetto per loro ma dovremo anche essere spavaldi. Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza del nostro compito”.

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