Rossi: “Bologna piazza futuribile, sul mercato vi dico che…”

Rossi: “Bologna piazza futuribile, sul mercato vi dico che…”

Lunga conferenza stampa per Delio Rossi al suo debutto davanti ai taccuini dei giornalisti. E’ la prima conferenza del mister in Serie A, si è cercato dunque di fare il punto della situazione su tutti gli aspetti che circolano attorno al Bologna, essendo la prima, è stata l’occasione per toccare tanti argomenti, anche quelli più spinosi. Una delle problematiche più difficile da superare per il tecnico rossoblù è quello di una rosa profondamente incompleta, un aspetto che limita il suo lavoro in ritiro: “Siamo quindici giocatori e quattro portieri – ha affermato Delio Rossi – di solito avevo più giocatori a questo punto della stagione, ma bisogna fare di necessità virtù. Sono arrivato a tre partite dalla fine, un mese di lavoro. C’era da raggiungere un obiettivo, finito il campionato non essendo in B mi sono incontrato con la dirigenza e ho espresso i miei concetti. Ci siamo trovati d’accordo su fare diversi cambiamenti”. Non arrivano dunque critiche all’operato di Corvino, solo le linee guida di quelle che potranno essere le prossime operazioni: “Dobbiamo scegliere gli interpreti giusti, l’anomalia del mercato è che è aperto per finestre molto lunghe, rischia di essere aperto per due partite di campionato e le nostre disponibilità economiche non sono illimitate. Di solito i colpi migliori si fanno alla fine, questo cozza un po’ con il mi lavoro perché è adesso che si gettano le basi. Mi farebbe piacere avere più giocatori, soprattutto coloro che potrò usare durante il campionato, ma se dobbiamo comprare tanto per comprare non ha senso”. Arrivano le prime domande sui singoli nomi, si parla di acquisti ancora da ufficializzare, su cui Rossi non si esprime, e sui giocatori invece già rossoblù: “Su Crisetig parlerò una volta che sarà diventato rossoblù, già altre volte mi è capitato di parlare di alcuni giocatori che poi non sono arrivati. Rifatemi la domanda quando li vedo. Tutti i giocatori arrivati hanno avuto il mio avvallo. Rossettini ha le caratteristiche per giocare con noi, ha esperienza e dal momento che lo scegliamo lo facciamo per le caratteristiche tecniche e anche morali. Ci informiamo se i giocatori si integrano e risultano professionisti. Ci darà una mano. Rizzo è giovane, ha grande corsa e margini di miglioramento importanti. Può giocare in un centrocampo a tre che sarà la nostra base con la difesa a quattro”. 

 

Capitolo a parte per il portiere, il nuovo arrivo è Mirante: “Mirante è un portiere affidabile, con lui e con Rossettini abbiamo fatto affidamento anche sulla voglia di rivalsa. Non ho fatto colloqui individuali, ieri è stato il primo giorno di scuola, si parte tutti alla pari, non ho certezze ma solo dubbi. Preferirei avere giocatori che parlassero poco e lavorassero tanto, bisogna esprimersi in campo. Però si, parlerò con Antonio a breve”. Ci sarebbero in teoria anche tanti esuberi, Delio Rossi però smorza i toni, anzi, ammette che ogni stagione è un capitolo a sé: “Non ho preclusione verso i giocatori dell’anno scorso, ogni anno si ricomincia da zero come se io non li avessi mai avuti. Sono tutti alla pari, poi farò le mie scelte”. Ecco dunque la possibilità per qualche giocatore di rimanere. A Delio Rossi, poi, è stato chiesto se con Corvino ha parlato di giocatori incedibili, elementi di questa rosa di cui non vorrebbe privarsi. Rossi è stato evasivo ma chiaro: “Giocatori incedibili? Uno, ma non ve lo dico, è insospettabile”. Ritornando sul mercato, per il mister la prima zona da completare è l’asse centrale. Nasce tutto da lì: “Dobbiamo focalizzarci sull’asse centrale, la colonna portante della squadra. In base a quello ragioneremo sui giocatori esterni. Corvino sta monitorando tutto il mercato e non solo singoli reparti o zone. Dico subito chiaramente che mi fido della società e del direttore sportivo”. 

 

Due nomi caldi in questo periodo per il mercato, da una parte il rinnovo di Matuzalem e dall’altra il possibile acquisto di Defrel. “A me farebbe piacere avere Matuzalem, ha dato tanto e spero possa rimanere, se non accade faremo qualcosa di meglio. Non mi innamoro dei giocatori. Amo solo mia moglie. Su Defrel ripeto quanto detto prima, non parlo di giocatori di altre squadre, è uno dei nomi che circolano ma i miei concetti li ho espressi al direttore sportivo”. Negli ultimi giorni si parla tanto della prima punta e del fatto che a Delio Rossi piacerebbe l’attaccante di stazza. Il mister ha cercato di chiarire il concetto: “Non voglio l’ariete offensivo, se si considera con questo termine un giocatore statico servito dalla difesa per la spizzata di testa. Vorrei un giocatore completo che avesse anche capacità nel gioco aereo, prestanza fisica, unito ad un gioco di squadra. Ecco, Suarez con me giocherebbe”. 

 

Sul finale di conferenza si ritorna all’argomento ritiro, Delio Rossi ha spiegato il lavoro che in questi giorni verrà fatto a Castelrotto e quello che sarà lo scopo delle amichevoli: “Il ritiro, soprattutto per le prime settimane, è un lavoro fisico di sopportazione ai carichi di lavoro. Qui si costruisce la base, è più quantità che qualità, il discorso tattico verrà fatto più avanti. Anche perché non avendo molti interpreti non ha senso rifinire il lavoro. Le amichevoli sono una forma di allenamento, una esercitazione tra di noi. Non mi piace partite subito contro squadre di livello superiore, a perdere non ci sta nessuno. In questo periodo posso mettere dentro benzina e le tournée, per come siamo fatti ora, servono a poco. Bisogna anche saper reggere l’urto contro squadre forti”.

 

 

 

Si chiude sulla scelta di venire a Bologna, rimettersi in gioco in Serie B e creare un ciclo in rossoblù accompagnato da una crescita graduale anno per anno: “Penso che Bologna sia una piazza futuribile, non l’ho fatto per i soldi e per la categoria, anzi, ho rischiato perché se non ce l’avessi fatta sarei stato colui che ha fallito in Serie B con il Bologna. Vorrei che tutti i miei giocatori pensassero che Bologna fosse una tappa di arrivo e non di partenza. Non ho scelto questa piazza per poi poter allenare il Real Madrid. Si può anche pensare di chiudere qui la carriera, lo dico ai giocatori più giovani”. Da qui, una domanda sugli obiettivi stagionali a concludere la chiacchierata: “Serie A e Serie B sono due mondi completamente diversi, il primo anno per esperienza è il più difficile. Devi cercare di consolidare la categoria e questo è un anno fondamentale, non possiamo prendere in giro i tifosi che si stanno abbonando a scatola chiusa, questo la dice lunga sulla passione di queste persone. Se dovevo venire a Bologna per salvarmi il primo anno e poi rimanere fermo sugli obiettivi, non sarei venuto. Non è il mio modo di vedere il calcio”. Cara Bologna, il discorso è chiaro: salvezza il primo anno, poi chissà che le soddisfazioni non passino anche da qui…

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