Rossi alla vigilia del debutto in A: «Serviranno umiltà e arroganza»

Rossi alla vigilia del debutto in A: «Serviranno umiltà e arroganza»

Si parte, finalmente. Forse Delio Rossi avrebbe preferito ancora un po’, per vedere ai nastri di partenza della Serie A un Bologna più pronto, ma la voglia di iniziare c’è e si vede. È un Delio Rossi concentrato quello che questa mattina ha incontrato i cronisti alla vigilia di una partita, quella contro la Lazio, che lo vedrà opposto a una fetta importante del suo passato: «Lo vivo come un esordio, il destino poi ha voluto che di fronte a noi trovassimo una squadra e un ambiente che conosco molto bene. Non sarà una partita come tutte le altre, ma appena l’arbitro fischierà l’inizio finirà tutto. Dall’altra parte non ci saranno dei nemici, ma degli avversari».

Come detto, il Bologna arriverà a questa sfida con parecchi punti interrogativi, ma quali sono le sicurezza su cui potrà contare Rossi? «La sicurezza sta nel lavoro che abbiamo svolto, ma quel che conta è soprattutto lo spirito con cui si scende in campo: siamo ancora un cantiere aperto, dovremo giocare con umiltà ma anche con l’arroganza di una squadra che ha tutto da guadagnare e niente da perdere. Sono curioso di vedere lo spirito della squadra, come i miei si porranno di fronte a un avversario più forte e al campionato che inizia». Preoccupato per il precampionato? Rossi risponde ripetendo un refrain già sentito altre volte quest’estate: «Non vorrei si desse troppa importanza al calcio d’agosto, si rischia di pigliare lucciole per lanterne». Ma, vista la situazione, i ritardi sul mercato e la preparazione svolta con giocatori sicuri o quasi di andarsene e con altri, fondamentali, mancanti («Aberrante un mercato che si chiude dopo aver già giocato due giornate, chiuderei tutto all’inizio dei ritiri»), Rossi è contento di essere l’allenatore del Bologna? «Sono contento di essere l’allenatore del Bologna a prescindere da qualsiasi tipo di discorso, è stata una mia scelta, di cui vado fiero. Ora non devo fare altro che dare il meglio con quello che ho a disposizione».

Gran parte della curiosità dei tifosi, ovviamente, è per il probabile debutto di Destro in maglia rossoblù. Rossi spera che il giocatore possa porsi nelle giuste condizioni per rendere meglio, domani e soprattutto nel prosieguo del campionato: «Destro ha qualità, sta anche a me tirargliele fuori ora. È arrivato dopo un grande battage mediatico, sembrava stessimo aspettando Godot, per questo non vorrei gli si dessero troppe responsabilità o che lui se ne prendesse tutto il carico da solo. Non bisogna aspettarsi che tiri fuori il coniglio dal cilindro da subito, o che segni 4-5 gol a partita, ma sono sicuro che quando sarà pronto farà la differenza».

Tante facce nuove a Casteldebole negli ultimi giorni, oltre a Destro. Sono tutti pronti per giocare? «I nuovi sono tutti disponibili, starà a me fare le scelte. Ovviamente le sbaglierò, ma sono pagato per questo. Bisogna avere pazienza, soprattutto con i giocatori più giovani e – il riferimento qui è a Pulgar, su cui l’attenzione di Rossi si sposta per la domanda di un collega – che arrivano da realtà diverse rispetto alla nostra. Non so dire se il ragazzo sia pronto o meno; ho visto molti video su di lui, ma non posso basarmi solo su questo, devo valutarlo meglio in base a vari fattori di ambientamento. C’è chi cresce prima e chi dopo, c’è anche chi è nato vecchio, ma in generale serve tempo. Quando c’è l’esigenza di fare presto e bene, come ho già detto l’anno scorso, spesso è un problema. Se abbiamo scelto ‘sti ragazzi è perché vediamo in loro un grande potenziale, bisogna però avere la forza tutti quanti la forza di aspettarli. Non vanno abbattuti al primo errore perché fare presto e bene non è mai facile. Abbiamo acquistato diversi ragazzi di talento e crediamo fortemente in loro, hanno tutte le carte in regola per emergere, ecco perché non vanno abbattuti al primo errore, bisogna saperli aspettare». Qualche parola Rossi la dedica anche a Crimi – «si è allenato con noi, è disponibile» – e su Diawara e Silvestro, aggregati per questa trasferta alla prima squadra: «Sono cresciuti tanto dall’inizio del ritiro, ma la categoria che si troveranno ad affrontare è la più alta».

Qualche parola Rossi la dedica anche agli avversari, in particolare alla distrazione rappresentata dall’impegno nel preliminare di Champions League. Un vantaggio? «Dipenderà solo da noi, dal nostro atteggiamento. La Lazio è una squadra abituata a giocare la partita della vita ogni tre giorni, come tutte le grandi squadre come del resto è la Lazio». Un commento viene chiesto anche sul Presidente dei biancocelesti Claudio Lotito e, di riflesso, sul Chairman Joey Saputo: «Lotito lo conosco bene, Saputo meno, ma coi presidenti ho sempre avuto un buon rapporto perché sono abituato da sempre a ragionare su scala gerarchica: non mi dimentico mai chi è il padrone, che l’ultima parola spetta sempre a chi comanda».

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