Rosa incompleta, Rossi al lavoro non nelle condizioni migliori

Rosa incompleta, Rossi al lavoro non nelle condizioni migliori

 

E’ stato sincero ieri Delio Rossi durante la sua prima conferenza stampa da allenatore di Serie A con il Bologna. Ammessa la difficoltà a lavorare con una rosa profondamente incompleta, il tecnico ha fatto il punto della situazione facendo presente le problematiche esistenti ma senza, chiaramente, attaccare la società. Più di una volta Rossi ha ribadito fiducia nei confronti del direttore sportivo, ci ha anche scherzato su quando gli è stato chiesto dei giocatori incedibili e la sua frase ‘se vi dico quali sono poi me li cedono’ è sembrata più una battuta che altro. Il vero problema di questo Bologna non è tanto rappresentato dalle cessioni dei giocatori migliori (difficile che Masina ed Oikonomou vengano posti sul mercato) quanto nel budget a disposizione di Corvino e di tutta quella serie di esuberi che, al momento, bloccano il mercato in entrata. Il Bologna è in ritardo, vuoi per aver concluso tardi la stagione vuoi per essersi ritrovato nel bel mezzo del mercato più caro da tanti anni a questa parte. Per ora, tolto Rossettini, Corvino ha improntato operazioni con pagamenti differiti, in modo tale che non ricadano spese eccessive durante questo esercizio che si concluderà al 30 giugno dell’anno prossimo. Come ha ammesso Fenucci, si sta usando una parte del budget delle prossime stagioni.

 

Si cerca di fare necessità virtù, perché Saputo ha già immesso nelle casse societarie 40 milioni e non è pensabile possa fare altrettanto ora, col rischio di ritrovarsi a spendere 100 milioni di euro in un anno e mezzo di permanenza qui. Senza dimenticare anche i costi di gestione e manutenzione del Dall’Ara. Arrivano sì 30 milioni da Sky, ma Saputo è consapevole che per cedere gran parte degli esuberi sarà necessario contribuire al pagamento degli ingaggi o passare direttamente alla buonuscita. Sono tutte spese che limitano fortemente le risorse in fase di mercato in entrata. Per intenderci, il Bologna fa fatica ad accollarsi spese da 6-7 milioni di euro all’interno di questo esercizio per acquistare calciatori, ecco perché Gregoire Defrel rischia di sfumare al cospetto di chi può mettere sul piatto pagamenti cash subito senza dilazionamenti. 

 

Per il Bologna, dunque, un mercato complicato, forse più del previsto, ma non ancora da buttare via. Crisetig, Mirante, Rizzo e Rossettini sono tre buoni acquisti per una salvezza tranquilla, ma quello che più preoccupa è il reparto offensivo ancora privo del tridente titolare. Qui si gioca il futuro del Bologna, perché Delio Rossi e Pantaleo Corvino sanno che molto della stagione del Bologna dipenderà dalla prolificità degli attaccanti. Servono ora le scelte giuste, ideali e funzionali al gioco del mister e non acquisti tanto per. Essendo partito il ritiro con una squadra a metà, o si trovano gli obiettivi più importanti nel giro di poco tempo, oppure tanto vale attendere prezzi più bassi ed elementi validi per la prossima Serie A. Perché è vero che da un lato la frase ‘gli acquisti migliori si fanno a fine mercato’ può risultare una giustificazione ad un mercato condotto a rilento, ma dall’altra tutti noi conosciamo bene le dinamiche calcistiche e la storia è piena di colpacci incredibili nelle ultime ore di trattativa. Soprattutto in attacco, basti ricordare Di Vaio, Gilardino e tanti altri. A questo punto, occorre pazienza, lavorare con calma certosina con la convinzione che qualche giocatore importante ad agosto si possa liberare a prezzi accessibili anche per il Bologna. E’ un rischio sì, ma meglio prenderselo che acquistare ora attaccanti non in grado di incidere solo perché disponibili a basso costo. Acquistare solo per far numero sarebbe l’errore più grande che la società potrebbe commettere.

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