Pioli scopre un Bologna senza briscole

Pioli scopre un Bologna senza briscole

Anche stavolta la favola non è diventata realtà e il Bologna è uscito da San Siro con una sconfitta sulle spalle per la seconda volta in una settimana. Se però martedì il risultato amaro era arrivato in seguito ad una grande battaglia contro l’Inter, ieri i rossoblu non sono mai riusciti a rendere la vita difficile al Milan meritando la sconfitta senza appello. Ora però non devono iniziare i soliti drammi che accompagnano ogni domenica perdente. Innanzitutto perchè non riuscire a fare punti contro il Milan rientra nelle previsioni sin dalla lettura dei calendari, poi anche perchè era inevitabile che la gara di Coppa Italia lasciasse scorie almeno a livello fisico. La buona notizia però è che Portanova e compagni non sembrano aver accusato il colpo dell’eliminazione a livello psicologico. Il Bologna aveva chiaramente puntato tutto sul passaggio del turno come in tanti auspicavamo e oggi non possiamo farne una colpa a Pioli solo in base alla sconfitta subita ad opera del Milan. Il tecnico ha sicuramente commesso alcuni errori (ad esempio dimenticarsi di Sorensen e togliendo l’imprescindibile Gilardino) ma ha tentato con coraggio di mischiare le carte per cogliere di sorpresa i rossoneri. Il tentativo però è fallito a causa dell’inconsistenza tanto dei sopravvalutati acquisti estivi, quanto degli stanchi veterani. Se infatti Riverola è apparso una bruttacopia sbiadita dei miti Xavi e Iniesta e Pazienza ha sbagliato praticamente ogni passaggio tentato, anche Antonsson e Diamanti hanno pesanti colpe rispettivamente nel primo gol di Pazzini e nella prestazione devastante dell’onesto operaio Constant. Semplicemente ieri Pioli si è trovato a mischiare un mazzo senza briscole visto che da settembre il Bologna non ha riserve all’altezza della Serie A. Addirittura si può arrivare ad affermare che spesso il tecnico faccia fatica a trovarne undici adatti allo scopo. E la responsabilità di questa situazione è soltanto dei vertici del club che ora hanno soltanto dieci giorni per correre ai ripari.

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