Piedi buoni per riprendersi, quando la tecnica può fare la differenza

Piedi buoni per riprendersi, quando la tecnica può fare la differenza

Due giocatori hanno fatto la differenza nel girone di andata a centrocampo: Franco Zuculini e Marcel Buchel. Per un motivo o per l’altro entrambi stanno mancando, l’argentino si è infortunato mentre l’ex Lanciano non si è più ripreso da quella sfida di andata – sempre con il Brescia – quando uscì per un infortunio al ginocchio. Dopo un periodo di appannamento fisico, recuperare la condizione non è mai facile, per Buchel il grosso scoglio è tornare mentalmente quello di qualche mese fa, il giocatore in grado di accendere la miccia in fase offensiva – aiutando la qualità della manovra – senza far mancare l’apporto difensivo e di filtro a centrocampo. In tutto questo, Laribi paga la stanchezza e le tre giornate di squalifica e Matuzalem non è più un giovanotto, inoltre, essendo rimasto l’unica fonte di gioco rossoblù gli avversari si cautelano marcandolo accuratamente. Servono quindi piedi buoni per evitare che il possesso palla risulti statico e improduttivo, esponendosi alle ripartenze altrui. In questo momento della stagione, o Lopez cambia modo di giocare e si cautela schierando un Bologna più coperto e che non si scopre, oppure ha la necessità di inserire piedi buoni a centrocampo. Ecco dunque che l’arrivo a gennaio di Krsticic (ieri incisivo in allenamento) può rappresentare l’ancora di salvezza per il mister che sta cercando soluzioni adeguate per far ripartire il motore del centrocampo. Non è tutto, perché ieri si è messo in mostra anche Bessa che potrebbe ritagliarsi un ruolo importante in mediana per alzare il livello del gioco al posto di un Casarini equilibratore ma non certo decisivo nella metà campo avversaria. Ci sono poi gli avversari, un Brescia in coda è chiamato a vincere a tutti i costi sabato per mantenere vive le chance salvezza, ecco dunque che tatticamente la partita potrebbe svolgersi in maniera favorevole per i rossoblù che avranno la possibilità di sfruttare qualche spazio davanti. Inserire uomini di qualità a centrocampo può aiutare, sia che davanti si frapponga una squadra chiusa (quindi con la necessità di velocizzare il possesso palla) ma anche in caso contrario, ovvero sfruttare le ripartenze con passaggi verticali e precisi per arrivare in porta con due tocchi. Per fare questo servono piedi buoni, giocatori in grado di inserirsi tra le linee, dettare il passaggio o semplicemente capaci di mettere una palla in profondità. Fare questo significa anche mettere nelle condizioni migliori possibili Mancosu, attaccante che ha come caratteristica principale quella di attaccare la profondità. A supporto una seconda punta tecnica e veloce, Gianluca Sansone, e non un’altra torre come Daniele Cacia. L’ex Verona è squalificato, in attesa del ricorso, e influenzato, per cui le chance di vedere Mancosu salgono vertiginosamente; e ieri ha segnato una doppietta in partitella. Più qualità dunque per far ripartire questo Bologna, in effetti, con un livello così basso, la soluzione può rivelarsi vincente.

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