Non solo il rigore di Acquafresca, sono tanti i punti buttati in questo campionato

Non solo il rigore di Acquafresca, sono tanti i punti buttati in questo campionato

Il penalty sbagliato da Acquafresca è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, può essere preso come momento decisivo della stagione ma in realtà ce ne sarebbero tanti altri da analizzare e forse rimpiangere. Se non sarà Serie A diretta non è di sicuro solo per responsabilità di un rigore fallito alla terzultima di campionato. Nota a margine: il Crotone ha battuto il Varese e andrà al Matusa molto più tranquillo, forse non ci sarebbe stato nulla da fare in ogni caso. Tornando invece alla nuda e cruda realtà, il Bologna può mangiarsi le mani per le tante occasioni buttate al vento sia nel corso del girone di andata ma soprattutto da gennaio ad oggi. Il ricordo più vivo dell’autunno è quel pareggio di Piccolo di testa a La Spezia all’ultimo secondo disponibile, dopo che il Bologna aveva dominato la partita e ciccato il raddoppio con Cacia, inoltre, la punizione fischiata da cui poi è nata la rete è tuttora discutibile. Non solo il Picco, a Livorno le sostituzioni forse errate di Lopez consegnano una partita ben salda nelle mani del Bologna ai padroni di casa che la ribaltano anche grazie all’ex Galabinov poi sparito dalle orbite. Si ricordano un Pasi lasciato solo su tutto il fronte offensivo ed una uscita avventata di Stojanovic (a proposito delle parole dei procuratori) sulla rete del tre a due. L’altra madre di tutte le sciagure è la sconfitta interna con il Brescia, nel giorno delle polemiche per la mancata presentazione delle fideiussioni di Tacopina, i rossoblù si fanno rimontare in dieci minuti dal Brescia nel finale, due gol presi di infilata come pochi se ne sono visti da queste parti. E’ chiaro come il Bfc a due dal termine, solo con queste tre partite gestite meglio, sarebbe potuto essere a pari o davanti al Frosinone. Non è finita qui, perché in inverno la pareggite acuta ha colpito la squadra di Lopez, cinque zero a zero in casa con avversari, col senno di poi, non così temibili. Passi quello risicato con un buon Pescara da trasferta, ma quelli con Ternana e Modena, squadre in piena lotta retrocessione e che sabato prossimo si giocheranno la salvezza, col senno di poi risultano stonati per chi avrebbe dovuto tentare l’assalto non solo al secondo posto ma anche al Carpi. In mezzo c’è anche lo scontro diretto perso in casa con il Vicenza che potrebbe pesare nella lotta alla terza piazza se i veneti strappassero tre punti a Livorno sabato. C’è di più, perché la parata di Da Costa su Catellani all’ultimo secondo di Bologna-Spezia potrebbe aver salvato capra e cavoli o quantomeno evitato la catastrofe. Infine, sabato scorso e il rigore sbagliato da Acquafresca che ricorda per similitudini quello fallito da Bianchi a Verona la passata stagione. Forse valeva più quello del Bentegodi visto che avrebbe portato il Bologna tre punti sopra la zona retrocessione, quello di Robert – anche se segnato – sarebbe forse stato troppo tardivo per tentare l’aggancio al Frosinone. C’è poi un altro dato sintomatico di una stagione altalenante: gli scontri diretti. Contro le squadre che occupano le prime cinque piazze il Bologna non ha mai vinto, ha strappato cinque pareggi e tre sconfitte, segnando solo quattro reti su otto incontri, due di queste al Frosinone all’andata quando Zappino ci mise la mano andando a farfalle. I gol subiti? Dieci…Leggendo i dati, il Bologna pare meritarsi proprio i playoff e nulla più.

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