Il calcio è crudele: gran Bologna, passa l’Inter

Il calcio è crudele: gran Bologna, passa l’Inter

Esce a testa alta, anzi altissima il Bologna da questa coppa Italia che non regalava emozioni di questo tipo da tanti anni. Partita pazza, nerazzurri avanti di due reti con il raddoppio di Palacio (forse viziato da una palla uscita a lato) al 77′ con un bel tiro a giro. Come detto, l’azione parte da un lancio con la palla molto probabilmente fuori e c’è da valutare anche un possibile fallo su Gilardino. Sembra finita, anche Moratti tira un sospiro di sollievo per una partita che il Bologna ha giocato alla pari, se non meglio dell’Inter, in cui i rossoblù hanno messo tanta paura agli uomini di Stramaccioni. Reagiscono i bolognesi con Diamanti che piazza una splendida punizione nel sette e quattro minuti più tardi Gabbiadini sigla il pari dopo un splendido centro di Motta. Due a due, incredibile. Non finisce qui perchè c’è tempo per vedere un colpo di testa di Ranocchia che colpisce il palo sfiorando un autogoal clamoroso. Al 91′ ancora Gabbiadini da fuori sfiora la rete, Handanovic da campione sventa in angolo. Un minuto più tardi Agliardi sventa un cross deviato da Morleo e sul rovesciamento di fronte il Bologna conquista un corner su cui Pazienza spara da fuori lambendo il palo destro. Si va ai supplementari, non dimenticandosi che i rossoblù hanno creato e messo paura ai nerazzurri anche nel primo tempo nonostante Guarin li avesse puniti col suo classico tiro da fuori, nell’occasione non impeccabile Portanova. Nel primo degli extra time non succede nulla anche se si nota la stanchezza di entrambe le squadre, Diamanti e Cassano su tutti, ed è facile intuire che nel secondo qualcosa accadrà. Infatti al 110′ è Zanetti in percussione ad esaltare i riflessi di Agliardi salvo poi tirare sul palo dopo il rimpallo, più goal sbagliato che sfortuna. Poco dopo è sempre Gabbiadini (uno dei migliori) ad avere l’ennesima palla goal, l’inzuccata in area è centrale e l’estremo difensore sloveno salva al millimetro sulla linea di porta. Sembra che tutto porti ai rigori. Invece al 120′ Palacio va in progressione sulla destra, Portanova lo argina e devia il pallone, Agliardi esce e non salva il calcio d’angolo quando invece avrebbe potuto farlo. Sul corner successivo il portiere tentenna nell’uscita andando al contatto con Cambiasso cadendo a terra e Ranocchia incorna con la porta libera. Da notare che sul palo non è stato sistemato nessun difensore, magari utile per salvare sulla linea. E’ il 3-2 definitivo. Agliardi sosterrà che c’era il fallo. Bologna cornuto e mazziato. Gioca una grandissima partita, non lesinando energie e torna a casa con rimpianto, delusione e forse rabbia.

Ora si aprirà il dibattito. Un Agliardi perfetto fino al 120′ potrebbe aver rovinato tutto. I tifosi la penseranno cosi, magari a ragione, si potrebbe anche ragionare sul fatto che a parti invertite molto probabilmente l’arbitro avrebbe fischiato fallo. Ovviamente se il portiere fosse rimasto in porta nulla di tutto questo sarebbe accaduto. In ogni caso la partita è stata talmente pazza che ogni episodio sarebbe potuto risultare decisivo, e forse qualcuno lo è stato. L’elenco è lungo, oltre ad Agliardi: Pasquato perde malamente palla sul primo goal di Guarin su cui Portanova abbocca alla finta, da rivedere l’azione del raddoppio nerazzurro, Gabbiadini solo a centro area avrebbe potuto segnare, il quasi autogoal di Ranocchia e forse un pizzico di cattiveria in più sui contropiedi concessi dall’Inter magari non avrebbero portato a questo finale convulso. Il più classico degli “sliding doors”. Peccato. Il Bologna ha rispettato questa competizione ma torna a casa con un pugno di mosche in mano, dopo aver lottato, sudato, sofferto e giocato bene. Tante energie se ne saranno andate, ora Pioli dovrà esser bravo nel farle recuperare e soprattutto far si che questa sconfitta non lasci ripercussioni psicologiche sul morale della truppa. C’è un campionato in cui ci si deve salvare, domenica c’è il Milan.

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