I 10 motivi per cui il Bologna andrà in Serie A

I 10 motivi per cui il Bologna andrà in Serie A

La profezia pasquale del tifoso Gino Pino

Non ha senso ingastrirsi in questo giorno di festa, soprattutto quando la situazione non è così drammatica. Il Bologna in Serie A ci andrà, ne sono certo. I motivi infatti sono ben dieci, e ve li snocciolo qui sotto.

10) Il Tribunale Federale, che dopo quella di Cacia ha voglia di sollazzarsi con altre sentenze bizzarre, decide di punire con due mesi di squalifica tutti i tesserati che portino “acconciature palesemente antiestetiche”. La rosa del Carpi viene falcidiata, e Castori è costretto a schierare per nove undicesimi la squadra degli Allievi Regionali: non vinceranno più. Nel Bologna punito il solo Lopez: Buchel aveva avuto una soffiata e, per star sicuro, è andato dal barbiere del giudice federale.

9) Il crociato di Zuculini in realtà non è rotto bensì fuori per scelta tecnica: sarà lo stesso Zuculini a decidere se e quando impiegarlo. Una decisione opinabile ma da rispettare.

8) Marco Di Vaio, all’ennesimo gol sbagliato, smette il suo aplomb british che lo sta contraddistinguendo e si ricorda di essere nato nell’Agro Romano: “Mo’ m’avete proprio rotto er cazzo” sbotta togliendosi il giubbetto. Gioca e segna cinque gol in cinque partite, tutte vinte per uno a zero.

7) Joey Saputo, preso dall’ira, decide di ingaggiare Ibrahimovic per l’ultimo mese di campionato, alla modica cifra di sei milioni di euro a settimana. Con abile mossa, Fenucci riesce a spacciarlo per Abero: la Lega Serie B, troppo impegnata a contenere cori al genoma esplosivo, non si accorge di nulla. Abero, quello finto, chiuderà il campionato da capocannoniere con ventotto gol in sei gare. Abero, quello vero, rinnoverà il contratto col Bologna per poi essere ceduto al Real Madrid per cinquantadue milioni di euro più Benzema.

6) Mancosu scopre l’esistenza del famigerato circolo dei Sardi al Parco Nord e si rigenera. Giocherà con in corpo più mirto che sangue, ma l’umore sarà buono: segnerà a raffica.

5) Scontata la squalifica, Cacia indice una conferenza stampa per dirsi sereno: “Ho accettato con obiettività la decisione del Tribunale, ormai è acqua passata”. In effetti in casa contro lo Spezia l’attaccante sembrerà tornato quello di Verona e farà una doppietta. Curiosa però l’esultanza: così come Tevez estrae un ciuccio dai pantaloncini, Cacia dai pantaloncini estrae una tibia. Sopra c’è scritto: “Fiorini, adesso è mia”. Curiosa davvero.

4) Per sostituire lo squalificato Laribi viene scelto Pazienza. L’ex Udinese inventa, disegna, segna e rivolta il Bologna come un calzino e… No va beh, questa è davvero troppo.

3) Diego Lopez, dopo averlo inizialmente rifiutato, accetta l’ingaggio di un mental coach. La scelta ricade su Paolo Montero detto Pigna, ex difensore, connazionale del mister nonché avido collezionista di setti nasali. Le sedute di allenamento, al primo errore, si trasformano così in simpatici parapiglia musicati dagli Oliver Onions: motivazioni a mille.

2) Guaraldi si era scordato una confezione di cotechino con zampone in ufficio a Casteldebole e passa a riprendersela. I giocatori lo vedono, non capiscono, scatta il panico. Chiedono lumi a Tacopina che, da scafato avvocato, coglie l’occasione e organizza il trappolone: “Sì, è vero. C’è un cavillo nel contratto di vendita: se non torniamo in Serie A, Guaraldi ridiventa presidente e voi avete il contratto rinnovato automaticamente per tre anni”. Le gare del Bologna diventano improvvisamente dei match tennistici: 6-0, 6-0, 6-0, 6-0. Un trionfo.

1) Il Bologna richiama Ballardini. Ma Ballardini ha il cellulare scarico.

Buona Pasqua a tutti!

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