Faccia a Faccia con ITALO CUCCI

Faccia a Faccia con ITALO CUCCI

Intervista a Italo Cucci, fresco autore del libro “Bad boys. Da un Mondiale vinto a un Europeo perso”, edito da Minerva di Bologna

Kone sta diventando uno degli eroi di questa stagione del Bologna. Qual è la sua valutazione su questo giocatore e quali i margini di miglioramento?

“Io credo che sia abbastanza esperto per non avere bisogno di studiare ancora la materia visto che ci ha fatto godere alcuni momenti a dir poco sensazionali, dal gol di Napoli che ha richiamato alla memoria antiche immagini del calcio eroico al significativo gol dell’altro giorno che ha aperto la goleada contro il Chievo. Mi sembra un giocatore fondamentale per il Bologna, tanto che qualche giorno fa ho scritto una nota all’amico Corioni di lasciarcelo come fatto con Diamanti”.

Come valuta un’eventuale cessione di Portanova al Genoa? Lo rimpiazzerebbe? Quale ruolo ritiene che vada assolutamente rinforzato in questo Bologna durante questa finestra di mercato?

“Parlare di rinforzi quando si sente parlare di indebolimento mi stupisce. A questo punto mi verrebbe da dire teniamoci quello che abbiamo e non diamo via nessuno perché non ha senso privarsi di Portanova, dopo averlo aspettato con ansia per tanto tempo, non mi pare sia il caso di liberarsi di Gabbiadini, non mi pare sia il caso di indebolirsi. E’ evidente che un supporto di centrocampo, soprattutto di natura difensiva, per poter permettere maggiore libertà a Diamanti sarebbe opportuno. Giù le mani dai giocatori che stanno facendo del loro meglio per presentare un Bologna più che dignitoso”.

Lei nel suo ultimo libro “Bad boys. Da un Mondiale vinto a un Europeo perso” ripercorre le tappe più importanti del nostro calcio degli ultimi anni. Quale episodio o avvenimento da lei descritto l’ha colpito di più?

“Calciopoli e la vittoria del mondiale tedesco, due clamorosi eventi che hanno dato sostanzialmente non solo il volto del calcio italiano, ma del calcio assoluto. Si può passare dalla disperazione dello scandalo all’estasi della vittoria, mi pare che in quel breve evolgere di giorni è successo tutto, il peggio e il meglio. Due date, per motivi diversi, indimenticabili”.

A proposito di bad boys, giocatori del genere un allenatore come li deve gestire? Carota o bastone?

“Li deve gestire come se fossero dei figli, dei figli non da viziare e non da mortificare. Mi riferisco al caso di Balotelli, particolarmente significativo, bisogna saper trattare anche con i procuratori perché non siano solo delle sanguisughe ma possono fare anche loro la piccola parte di educatori. Non credo che Raiola rappresenti questo modello e quindi mi spiego le intemperanze di Balotelli”

Stesso discorso per Ibrahimovic?

“No, Ibrahimovic ha una personalità tale per cui il procuratore diventa il suo burattino, invece col giovanissimo Balotelli il gioco è completamente diverso. Ibra è uno che ne sa una più del diavolo, non ha certo bisogno di farsi consigliare”.

Nel suo libro cita vari bad boys, da Sivori a Benito Lorenzi, da Balotelli a Cassano. Secondo lei chi avrebbe potuto fare meglio?

“ Sono tutti giocatori che hanno lasciato un ricordo indelebile nel mondo del calcio. I “cattivi” sono spesso ricordati con maggior simpatia degli angioletti, che magari sono solamente più furbi e scaltri. Se vogliamo chiamarlo un Bad Boy bolognese è stato sicuramente, ma in una chiave allegra, il caro Helmut Haller che faceva un po’ impazzire gli allenatori, ma quando scendeva in campo era divinamente bello. Ecco perché ho un ricordo più caro dei “ragazzacci” che dei cosiddetti figli di Maria”.

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