ESCLUSIVA TBW – Trofè (Bologna Femminile): “Problema culturale, ho incontrato Tacopina e…”

ESCLUSIVA TBW – Trofè (Bologna Femminile): “Problema culturale, ho incontrato Tacopina e…”

C’è l’altra metà del cielo, quella che da 50 anni lotta e ogni tanto vince ma non finisce sulle prime pagine dei giornali. Stiamo parlando del Bologna Calcio Femminile che prova in questa stagione a riprendersi il campionato di Serie B. Un mondo ricoperto da pregiudizi e che in Italia tenta di ritagliarsi uno spazio, con la consapevolezza di far parte di uno sport strettamente maschilista. Per capirne di più su questo mondo sconosciuto a tanti, abbiamo intervistato in esclusiva Aurelio Trofè, responsabile comunicazione della società. 

Caro Trofè, iniziamo col raccontare questa realtà: il calcio femminile a Bologna. Magari tanti maschietti non lo sanno nemmeno…

“Sicuramente non lo sanno….anche perché fino a luglio non lo sapevo nemmeno io! Poi è un pò come quando passi una vita al mare e per puro caso ti fanno scoprire la montagna…e va a finire anche che te ne innamori. Caro Manuel il calcio femminile è, passami il termine, emozionalmente speciale, è unico per le sensazioni che riesce a trasmettere così diverse e particolari rispetto al calcio maschile dove ho passato tutti e 24 gli anni fra calcio giocato e calcio allenato, conoscendo tutte le più importanti realtà della città dal Boca al Progresso, dal Corticella al San Lazzaro per concludere con la Turris. Un invito forte a liberarsi di tutti i pregiudizi, aprire per un attimo pensieri e orizzonti e provare ad avvicinarsi a questo fantastico mondo. Insomma: vivere un’esperienza che sicuramente regalerà e lascerà qualcosa di positivo”.

Si tratta ancora di un mondo di nicchia ma sembra che anche a livello nazionale qualcosa si stia muovendo.

“Se il problema fosse solo qualche legge federale e qualche tutela in più, con la riforma Tavecchio, che se approvata e soprattutto applicata, sancirebbe l’obbligo per le società professionistiche di avere anche la sezione femminile, saremmo a cavallo. Purtroppo il problema è culturale, o per meglio dire, visto la simbiosi e l’influenza reciproca, mediatico-culturale. Sarà molto difficile cambiare le cose profondamente, la speranza e l’obbiettivo rimane quello di portare il calcio femminile ad avere quel livello minimo di attenzione ed interesse che ancora non riceve; anche se per quello che vale meriterebbe molto di più”.

Se non sbaglio avete festeggiato i 50 anni (come l’ultimo scudetto rossoblù), un bilancio di questa lunga avventura?

“Già, due società che spesso intrecciano ricordi e ricorrenze nella storia sportiva di questa città, ma più che rimarcare i due scudetti vinti e le numerose coppe e i tanti riconoscimenti sportivi e non, vorrei dar rilievo al coraggio di chi 50 anni fa ha proposto e portato avanti il calcio femminile a Bologna aprendo la strada per le successive società fondatesi negli anni. Fare calcio femminile è dura nel 2015, figuriamoci negli anni ’60….Onore e merito a queste persone, in particolare al presidente Sergio Grandi”.

In campionato state andando bene, squadra seconda sorpassata solo nell’ultima giornata.

“Domenica ci riprenderemo la testa (capolista permettendo) per non lasciarla più, credo fortemente in questo gruppo e in ognuna di loro”.

Gli obiettivi di stagione? La promozione come i più famosi Laribi e Cacia?

L’obbiettivo è sempre quello che dichiarai ad agosto al primo raduno della squadra, quello che ribadii ad inizio campionato dopo una brutta sconfitta e lo stesso che ripeto con maggior convinzione oggi nel periodo più difficile della stagione: vinceremo il campionato e torneremo in serie B!”.

Ecco, avete punte di diamante o come tra i maschi vige la cooperativa del gol?

“Una? Abbiamo 20 punte di diamante, anzi, 24 con i nostri tecnici”.

Per sentito dire, mi dicono che le ragazze siano addirittura più competitive rispetto ai maschietti.

“Mah, non so, penso che su questo noi maschi deteniamo ancora il primato visto che per nostra natura ogni occasione è buona per competere. Penso alle sfide al Mc donald’s, alle gare alcoliche ecc. Figuriamoci nello sport”.

Non solo campo, so che avete creato progetti benefici con alcune associazioni no profit

“A luglio avevo due obbiettivi chiari: proporre, nei limiti delle risorse e dei mezzi a disposizione nonché e soprattutto dell’ambiente in cui opero, il modello media-sport del calcio professionistico al calcio dilettantistico, ovviamente molto ridotto in scala cercando l’integrazione e l’interazione fra il mondo sportivo e le associazioni di volontariato. E’ questa la cosa di cui vado più fiero: aver creato più che progetti benefici progetti collaborativi con Ant, Aido, Wwf e Lilt, volte alla sensibilizzazione delle nostre ragazze. Un ringraziamento speciale a Valeria e Ilaria dell’Ant, Angelo del Wwf, Ivo dell’Aido e il prof Rivelli della Lilt. E presto ci saranno altre sorprese”. 

Invece con il Bfc si sono interrotti i rapporti…

“Posso solo dirti una cosa a titolo personale: ho avuto modo di incontrare Joe Tacopina qualche settimana fa quando è venuto a trovarci al Rizzoli, in occasione dell’evento organizzato come ogni anno dal nostro Dario Cirrone (mr Sorriso) fondatore e organizzatore dell’associazione Ansabbio in favore dei bambini ricoverati. Caro Manuel, la sensazione è stata quella di avere incotrato una persona speciale…”.

Nell’augurarvi un caloroso in bocca al lupo, dimmi una cosa: come si sta in mezzo a così tante donne?

“Direi che sei in mezzo a tante giocatrici e l’approccio non varia molto rispetto al mondo maschile, in quanto quando sei li in mezzo al campo, si è concentrati unicamente sull’aspetto sportivo, proprio come coi calciatori”.

Per conoscere ed informarsi sul Bologna Calcio Femminile, seguitele sui sito http://www.bolognacalciofemminile.it e sulle pagine social Instagram, Twitter e Facebook.

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