Corvino: “Tutti uniti verso l’obiettivo, lavoro di Lopez positivo”

Corvino: “Tutti uniti verso l’obiettivo, lavoro di Lopez positivo”

Lunga intervista del Corriere di Bologna al direttore sportivo Pantaleo Corvino. Ospite della redazione del quotidiano, il dirigente rossoblù ha fatto un’analisi della stagione dal suo arrivo a oggi argomentando anche perché Diego Lopez è rimasto al suo posto sulla panca del Bologna. Corvino parte dall’inizio: “E’ stata dura quando mi hanno annunciato – ha ammesso il diesse – dopo la sconfitta di Avellino il Bologna era settimo con 28 punti, la zona retrocessione era a 22. C’era d’aver più paura di oggi che siamo secondi”. Dopo tanti anni di Serie A e Champions League, più un paio di stagioni sabbatiche, Corvino si è rimesso in gioco: “Bologna e Saputo mi hanno convinto, questa è una piazza troppo importante così come il mio rapporto con Saputo. La sfida mi ha ingolosito, il progetto per cui mi hanno chiamato volge al futuro e non si ferma oggi. Anche per Saputo è stata dura, ricordiamo che siamo secondi ma in giro si sentono certi discorsi…”. La B si conferma un campionato difficile, soprattutto è molto complicato entrare a stagione in corso: “Capisco l’esigenza di Bologna e dei tifosi che hanno visto giocare Baggio e altri campioni, noi abbiamo fatto tutto il possibile entrando in corsa; peccato non aver sfruttato alcuni match ball ma la B per una squadra che ha attraversato turbative societarie è questa. Ad ogni modo, io e Saputo non ci stancheremo mai del Bologna”. Un Bfc chiamato subito a risalire, altrimenti vedrebbe rallentare il processo di rilancio che passa anche per i diritti Sky: “Siamo tutti un corpo unico a Casteldebole, io, Joey, il presidente, l’allenatore e la squadra, l’obiettivo è uno solo. Sapevamo la necessità di rifondare la società ma non abbiamo paura. Per quanto mi riguarda non voglio mai tradire chi mi dà fiducia”. Un commento sul mercato di gennaio: “Ho avuto poco tempo – continua Corvino – ma al poso di Pasi e Betancourt ho portato Sansone e Mancosu, via Giannone e Paez dentro Krsticic e Gastaldello, poi ho sostituito Stojanovic con Da Costa. Ho scelto Mancosu perché ha segnato 26 gol l’anno scorso vincendo la classifica cannonieri e perché penso che per vincere hai bisogno anche di doppioni importanti”. Capitolo playoff, da queste parti sono uno spauracchio: “Erano in conto quando sono arrivato qui, il rischio c’era già. Fino alla fine cercheremo di ottenere la promozione diretta, paghiamo un po’ di pressione perché in Serie B la maglia del Bologna pesa molto di più. Spero che la squadra possa trovare il guizzo per tagliare il traguardo seconda”. Si passa poi all’argomento più delicato, il mister Diego Lopez. Corvino è chiaro: “Stiamo parlando di un allenatore secondo, in altre città si festeggerebbe. Inoltre, come si può cambiare un mister a sette giornate dalla fine e secondo in classifica? A me non può venire in mente una cosa del genere che l’ho visto perdere solo due volte. Era settimo e ora è secondo, ha cambiato nel momento difficile provando a trovare una soluzione. Il giudizio è positivo”. Il rapporto con Lopez sembra buono: “Ci stimiamo e siamo corretti, devo guardare i numeri e in 17 partite le sconfitte sono due. Abbiamo 4 partite in casa su 7 e spero che il Dall’Ara diventi un fortino”. Le critiche riguardano anche la condizione fisica, Corvino è deciso: “Se dovesse venir meno la gamba bisogna arrivarci con la testa”. Chiusura sul solo rigore concesso a favore e sul punto restituito: “Un solo rigore mi fa pensare ma non voglio criticare la classe arbitrale, con il punto ridato è come se avessimo pareggiato a Carpi. Ad ogni modo, voglio sottolineare l’unità del gruppo, oggi hanno organizzato una grigliata per stare assieme e hanno invitato anche noi”.

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