Corvino: “Soddisfatto del lavoro svolto, abbiamo gettato le basi per il futuro”

Corvino: “Soddisfatto del lavoro svolto, abbiamo gettato le basi per il futuro”

di Manuel Minguzzi e Lorenzo Romandini

A meno di ventiquattrore dalla conclusione della sessione estiva di calciomercato, è già tempo di bilanci. Ecco dunque che il direttore sportivo del Bologna Pantaleo Corvino si è presentato davanti alla stampa per fare il punto della situazione, a mercato chiuso, del lavoro svolto fin qui.

 

Corvino, possiamo fare un bilancio di questo mercato?

“Abbiamo cercato di pensare al presente ma anche al futuro della squadra, l’obiettivo era costruire una squadra giovane con elementi di esperienza. Non abbiamo avuto tanto tempo, siamo arrivati per ultimi e il campionato è iniziato prima. Speriamo di aver sbagliato il meno possibile. Ringrazio tutti i calciatori e i procuratori che hanno collaborato con noi accettando i trasferimenti proposti. Siamo in trenta, se in venti non fossero andati via saremmo in cinquanta. Ringrazio inoltre la proprietà per il lavoro in entrata, mi ha messo nella condizione di poter lavorare al meglio”.

 

Bologna futuribile dunque?

“Abbiamo posto le basi, la speranza è che nei prossimi anni servano solo due o tre puntelli come hanno fatto le nostre avversarie quest’anno”.

 

Pensa di aver fatto il mercato che ha voluto o che ha potuto?

“Sono passati settantacinque giorni dalla fine del campionato, siamo alla media di un’operazione ogni due giorni e mezzo. Dietro ogni trattativa c’è stato tanto lavoro. Farlo ogni anno sarebbe improponible. Si lavora per obiettivi, non sempre si riesce a raggiungerli tutti ma se faccio un bilancio mi posso dire soddisfatto. Non ho rimpianti”.

 

Lo possiamo considerare il mercato più difficile della sua carriera?

“Non ho cambiato spesso club, ho una media di otto anni in ogni società in cui sono stato. Se rivedo il mio arrivo nelle mie precedenti esperienze non noto particolari differenze con il mio lavoro qui. Alla penultima di campionato arriverò a 500 partite in Serie A, per Bologna ho scelto di ripartire dalla Serie B per la storia del club e per questa proprietà”.

 

Mercato in uscita, gli esuberi rimasti saranno esclusi dalla lista?

“Siamo stati chiari con chi non rientrava nei piani, abbiamo chiesto la collaborazione di alcuni giocatori per il mercato in uscita, c’è chi ci ha dato una mano e chi ha fatto scelte diverse. Chi non ha condiviso la nostra strategia andrà fuori lista, è una decisione che prenderemo dopo l’allenamento. Ci tengo a dire che non si tratta di rivalsa, semplicemente i piani tecnici non sono cambiati e chi ne era fuori prima lo sarà anche adesso”.

 

Ascoli ed Entella hanno il mercato aperto. Si può fare ancora qualcosa?

“Abbiamo fatto tanto in uscita, non credo che chi non ha accettato la cessione possa farlo nelle prossime due settimane. Non mi aspetto niente”.

 

Con tanti Under 21 potrebbero rientrare tutti in lista, anche gli esuberi.

“Non si tratta di escludere chi non ha collaborato, due mesi fa abbiamo comunicato a determinati giocatori che non rientravano nei piani tecnici, la situazione non è cambiata, non si tratta di scelte sulla base di chi non è stato ceduto”.

 

Quanto tempo ci vorrà a Delio Rossi per assemblare la squadra secondo lei?

“Tutti abbiamo fatto gli straordinari, quando si volta pagina rispetto al passato la mole di lavoro è imponente. Adesso tocca ai giocatori e al tecnico fare gli straordinari dentro al campo”.

 

Tornando al mercato, quale percentuale di errore si riserva?

“Nella vita possiamo essere più simpatici ad alcuni e meno ad altri. Sono molto esposto e ogni volta che cambio ambiente mi rendo conto che a determinate persone sto antipatico e pur di punire me ci si accanisce sui giocatori che ho preso. Ecco, accanitevi su di me ma lasciate stare loro. Quando si lavora siamo tutti esposti ad errore. Spero di averne fatti pochi, se ne avessi fatti tanti sarebbe un problema”.

 

C’è stato, durante il mercato, un problema di costi? Saputo ha ammesso la necessità di aumentare il budget.

“Qualche obiettivo iniziale è sfumato, per Defrel avremmo dovuto spendere il 50% del budget generale, ma se aver rinunciato a lui significa essere riusciti a prendere Destro non ho rimpianti. Donsah era un nostro primo obiettivo, quando ho visto che grandi club si erano inseriti ho avuto paura di perderlo. Destro è stato il primo attaccante che ho chiesto appena finito il campionato ad esempio. Taider invece venne a casa mia l’anno prima di venire a Bologna, lo seguo da tempo, Giaccherini lo cercai a Firenze e poi arrivò la Juve. Alcuni rapporti hanno aiutato su alcune trattative”.

 

Pulgar e Diawara invece sembrano già nel mirino delle grandi…

“Il fatto che il Bologna sia arrivato a certi profili ha destato meraviglia, questo dimostra che abbiamo intrapreso la strada giusta. Un buon responsabile dell’area tecnica deve creare un organico di mantenimento della categoria ma anche una strategia figlia di un’idea e che dia benefici economici”.

 

Come colloca il Bologna nella griglia di partenza del campionato?

“Mi auguro che possiamo essere quartultimi, vorrebbe dire aver conquistato l’obiettivo. Sarà una strada dura perché Bologna forse non è abituata. In questa stagione conta la salvezza, contiamo sul sostegno da parte di tutti”

 

Ultima giornata di mercato, Praet è stato un obiettivo reale?

“Abbiamo avuto un progetto tecnico basato sul 4-3-1-2, inizialmente nei miei pensieri c’era anche Praet ma abbiamo dovuto mollare la presa per via delle richieste economiche”.

 

E Cerci?

“Nessuno me ne ha mai parlato”

 

Ha rinforzato anche il settore giovanile. Lei ci tiene parecchio.

“Dobbiamo dare impulso al settore giovanile, l’idea è creare risorse tecniche ed economiche. Abbiamo creato un’area scouting in cui sarò affiancato da Maurizi e Bertuzzi con una rete di osservatori per migliorare costantemente”.

 

La situazione di Diego Perez? Si parla di settore giovanile.

“Con Diego abbiamo pensato di inserirlo nello staff tecnico del settore giovanile, aiuterà Magnani col gli Allievi Nazionali”.

 

Che ruolo avrà Marco Di Vaio all’interno della società?

“Quando andai a Montreal per parlare con Saputo del mio arrivo qui, Marco era alla sua ultima partita in carriera e mi venne chiesto con quale ruolo poterlo inserire. A Firenze mi venne l’idea del club manager, penso che questo ruolo sia importante, una persona di raccordo tra squadra e dirigenza, che viva la quotidianità e sia di supporto alla squadra. Questo è il compito di Marco”.

 

Il monte ingaggi è in linea con gli obiettivi prefissati?

“Ogni società fornisce un budget entro cui stare, oggi c’è la soddisfazione di essere riuscito a non sforarlo”.

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