Calcioscommesse: c’è anche Coppola tra gli indagati

Calcioscommesse: c’è anche Coppola tra gli indagati

Momenti di tensione per Ferdinando Coppola che dopo aver neutralizzato gli attacchi del Crotone è chiamato a rintuzzare le notizie che giungono da Cremona in relazione all’indagine sul calcioscommesse. C’è anche il nome del portiere rossoblù tra i 130 indagati dalla Procura di Cremona che si avvia verso la chiusura delle indagini. Come per il c.t. Conte, anche per Coppola le accuse riguardano la sua militanza nel Siena che nella stagione 2010-2011, sotto la guida dell’ex tecnico della Juve, ottenne la promozione. Sarebbero due le partite contestate a Coppola. La prima riguarda quella del 13 maggio 2011, Ascoli-Siena 3-2, partita in cui i padroni di casa (ex squadra del portiere) rimontarono un doppio svantaggio nella ripresa. Secondo le accuse, riportate dal Carlino, i giocatori dell’Ascoli cercarono di corrompere quelli del Siena in quel momento matematicamente promossi. In base a quanto scritto dal pm, Coppola avrebbe manifestato la sua disponibilità per favorire la vittoria dell’Ascoli anche scontrandosi con alcuni compagni di squadra, soprattutto dopo la fine del primo tempo che vedeva il Siena avanti uno a zero. L’Ascoli segnò il gol vittoria praticamente nel recupero. L’altro match incriminato è quello che riguarda anche i due ex rossoblù Terzi e Bombardini. Secondo la Procura fu il collaboratore Stellini a chiedere a Carobbio e Terzi di contattare i giocatori dell’Albinoleffe (nella fattispecie si menziona Bombardini in buoni rapporti con Terzi) per accordarsi sul risultato. In quel caso nella lente di ingrandimento dell’accusa c’è un incontro tra i giocatori del Siena e quelli dell’Albinoleffe al Park Hotel di Stezzano, sede del ritiro dei padroni di casa. Per i pm fu in quella circostanza che venne concordato l’uno a zero, con i bergamaschi in cerca di punti salvezza contro un Siena già promosso. Il gol vittoria arrivò a sei dalla fine al termine di una partita piatta e con poche occasioni. Su questa partita, in un articolo di Repubblica del 17 dicembre 2013, viene riportato un verbale dell’interrogatorio di Nando Coppola davanti al pm di Cremona Di Martino, in quel caso il portiere rossoblù ammise in sostanza che avrebbero lasciato vincere l’Albinoleffe qualora non fosse stato necessario un risultato diverso. Su Conte, allora allenatore del Siena, Coppola disse: “Quando l’argomento fu introdotto ci lasciò sostanzialmente decidere come meglio credevamo. Conte teneva ad arrivare primo ma che qualora la squadra fosse ritenuta impegnata nell’accordo con l’Albinoleffe ci avrebbe lasciato fare”. Da notare, ad ogni modo, come Coppola non partecipò a quella partita; giocò infatti Farelli. Il portiere ora rossoblù nel 2011 venne squalificato per 6 mesi per omessa denuncia dalla giustizia sportiva. Il Carlino, su questo argomento, ha riportato le parole del legale di Coppola, Giuseppe Fusco, padre di Filippo ex direttore sportivo rossoblù: “Il mio assistito non c’entra nulla e ha già chiarito tutto in un interrogatorio reso a suo tempo. Leggeremo le carte e ci difenderemo, ma la cosa era già stata definita dalla giustizia sportiva”. Il Bologna non dovrebbe essere parte in causa nella vicenda. 

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