Bologna: il tuo uomo chiave è Krsticic

Bologna: il tuo uomo chiave è Krsticic

Cinque giocatori arrivati a gennaio dalla Serie A e fino a pochi giorni fa non tutti erano riusciti a dimostrare il loro status da categoria superiore in campo. Vuoi i tempi di inserimento, vuoi le condizioni fisiche non ottimali e vuoi il momento negativo della squadra, il processo di integrazione di alcuni giocatori è durato più del previsto. Ora, però, nel momento chiave della stagione, la differenza di livello inizia a farsi notare. Se Sansone ha segnato diversi gol importanti, Da Costa blindato i pali in assenza di Coppola e Gastaldello guidato una retroguardia spesso imperforabile, il Bologna ha visto un nuovo protagonista salire agli onori della cronaca e guadagnarsi il centro del palcoscenico (e della squadra). L’infortunio di Matuzalem – unito a quello di Zuculini – sembrava indirizzare il finale di campionato verso una possibile debacle in mediana, un Bologna in difficoltà nella costruzione del gioco e privo del suo regista principe avrebbe potuto collassare sotto i colpi avversari non potendo essere incisivo in fase offensiva. E’ qui che un altro acquisto invernale ha saputo ritagliarsi un ruolo importante appena la condizione fisica gli ha consentito di potersi esprimere sui suoi livelli. Krsticic ha dimostrato di saper dare ordine alla manovra e al tempo stesso mantenere corta e unita la squadra, aspetto che il 34enne Matuzalem (dopo aver tirato la carretta per tutto il campionato) non poteva più – fisiologicamente – garantire. E’ stato fondamentale il brasiliano nel corso della stagione, il Bologna è rimasto in seconda piazza per tanto tempo con lui alla regia, ma non si poteva evidentemente pensare che Francelino fosse in grado di disputare 42 partite a quei ritmi. Ecco dunque che l’innesto di un uomo in grado di ricoprire più ruoli sulla mediana si è rivelato decisivo, in particolar modo lunedì quando con la squalifica di Buchel sarebbe stato impossibile trovare in rosa un elemento capace di fornire regia e non solo quantità (al momento Bessa non è spendibile in quel ruolo). Diversi nel modo di giocare, Matuzalem e Krsticic abbinano due fasi di gioco con grande dedizione e impegno facendo le fortune di chi può schierarli in campo. La differenza è che il serbo ha in faretra quella verticalizzazione che nei mesi invernali è tanto mancata al Bologna, il saper trovare tra le linee i compagni di squadra risulta fondamentale per creare superiorità numerica o comunque mettere apprensione alle difese avversarie, costrette a scalare verso chi agisce tra il centrocampo e la difesa nemica. Un saggio della capacità di Krsticic di verticalizzare l’abbiamo avuto a Cittadella quando una sua palla filtrante diede il là allo scatto di Masina sulla fascia che portò alla rete di Laribi, un altro lunedì sera quando il serbo ha lanciato Sansone per il due a zero. Sembrano pochi banali aspetti, ma decisivi. Matuzalem bravo a fare possesso palla con calma e raziocinio, Krsticic ad inventare con un pizzico in più di fantasia per i compagni. Se sarà Serie A un grosso grazie andrà ai due registi del Bologna, alla riscoperta di un ruolo adatto solo a pochi eletti. Verso la Serie A c’è bisogno dell’apporto di tutti, anche se come dice Cacia: “Se la squadra gioca gli attaccanti fanno meno fatica”. E il gioco passa quasi tutto dal centrocampo.

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