Al Dall’Ara è spettacolo vero. Vince l’Avellino, ma a passare è il Bologna

Al Dall’Ara è spettacolo vero. Vince l’Avellino, ma a passare è il Bologna

Al termine di 90 minuti di puro spettacolo e di vera e propria sofferenza, il Bologna strappa il biglietto per la finale dei playoff, che metterà in palio l’ultimo posto per la promozione nella massima serie e che vedrà i rossoblù impegnati contro la sorpresa Pescara di Massimo Oddo. Quello andato in scena allo stadio Dall’Ara è stato un vero e proprio spettacolo, dentro e fuori dal campo, condito da innumerevoli emozioni e da altrettanti colpi di scena.

DENTRO FERRARI, KRSTICIC E ACQUAFRESCA – Si parte dalle formazioni, schierate da Rossi e Rastelli con grosse novità rispetto alla gara d’andata: nel Bologna confermato il 4-3-1-2, ma con Ferrari per Maietta (non ancora al 100% dopo la botta al ginocchio rimediata all’andata), Krsticic per Buchel (con il serbo in posizione di trequartista e l’arretramento di Laribi nel ruolo di mezzala sinistra) e Acquafresca per Mancosu; rivoluzione vera e proprio per Rastelli, che punta su un 3-4-1-2 molto dinamico, in particolare grazie a Zito, la cui mutevole posizione in campo trasforma lo schieramento degli irpini in un 3-5-2 o in 3-4-3 a seconda delle fasi di gioco; in difesa è Vergara a sostituire lo squalificato Pisacane, mentre il attacco Rastelli sceglie di sostituire Comi con Trotta.

AVVIO SHOCK, MA ACQUAFRESCA LA RIPRENDE – Scelta azzeccata, visto che al settimo minuto il bomber cresciuto in terra d’Albione è già in rete: dormita generale della retroguardia rossoblù, che prima si fa infilare sul fronte destro da Zito e poi perde proprio Trotta a due passi da Da Costa, che non può nulla sulla conclusione dell’ex-Fuhlam. Il Dall’Ara, gremito come in poche altre occasioni in questa stagione, è gelato, ma la squadra è brava a non perdersi d’animo e a cercare subito di rimediare all’inizio a handicap. Il primo squillo rossoblù porta la firma di Matuzalem, il cui tiro a giro da 20 metri viene deviato in corner da un super Frattali. L’estremo difensore biancoverde non può però nulla quando Acquafresca, imbeccato da un illuminante filtrante di Krsticic, lo trafigge con una pregevole conclusione di destro in scivolata. Siamo al 19’ e il risultato è già sull’1-1.

IL BOLOGNA PIÙ VOLTE A UN PASSO DAL MERITATO VANTAGGIO… – È questo il miglior momento del Bologna, che, cercando di sfruttare il naturale sbandamento degli ospite, prova a più riprese a chiudere la partita. Il primo match-point capita al 27’ sui piedi di Laribi, servito a meraviglia da Sansone, ma il numero 21 rossoblù si fa ipnotizzare da Frattali, che devia in corner. Sul successivo corner ci sarebbe anche un rigore per il Bologna – vistosa la trattenuta di Ely ai danni del greco – ma il signor Mariani lascia proseguire. Copione simile 4’ più tardi: discesa straripante di Masina sulla sinistra, cross preciso per Acquafresca, la cui incornata viene respinta a una mano da un prodigioso Frattali. Il Bologna gioca meglio, raddoppia gli avversari in ogni zona del campo e sembra avere la partita in pugno, ma a una decina di minuti dalla fine della prima frazione di gioco Acquafresca inizia ad avvertire i primi problemi agli adduttori; i rossoblù perdono campo, non riuscendo più a tenere palla nella metà campo avellinese, e l’Avellino, piano piano, riacquista metri importanti.

…MA ALLA FINE È L’AVELLINO A PASSARE – Gli uomini di Rastelli non riescono però a mettere davvero in apprensione la retroguardia rossoblù e a creare occasioni da gol, se non al 45’ di gioco: cross dalla sinistra di Visconti che attraversa tutta l’area e viene raccolto da Regoli, che serve subito Trotta in mezzo all’area; l’avanti biancoverde è abile nell’usare il fisico per proteggere il pallone dalla marcatura di Masina e a girare sul primo palo in maniera fulminea col mancino. I 2000 tifosi avellinesi del settore ospiti esplodono nuovamente, all’intervallo è 2-1 per gli ospiti, che sono riusciti nell’impresa di riaprire una partita che pareva ormai chiusa.

A CACIA BASTANO SEI MINUTI PER TORNARE AL GOL – Alla ripresa, è Cacia a rilevare l’infortunato Acquafresca. I primi minuti sono quelli più delicati, perché dopo la beffa di fine primo tempo il Bologna non deve assolutamente farsi infilare di nuovo. Per fortuna (meglio, per bravura dei rossoblù) l’atteggiamento è quello giusto, tanto che dopo appena 6’ il Bologna impatta di nuovo: (de)merito soprattutto di Frattali, che cicca il pallone nel tentativo di rinviare fuori area un filtrante di Laribi per Sansone; la palla finisce sul mancino di Cacia, che dalla trequarti estrae dal cilindro un pallonetto chirurgico che si infila lentamente nella porta difesa da Frattali. Polemica l’esultanza del bomber calabrese, che si rivolge al pubblico del settore Distinti e della Curva Bulgarelli mimando il gesto del parlare, prima di andare ad abbracciare Acquafresca (ignorando Rossi) in panchina. Ad ogni modo, per il Bologna sembra davvero fatta, ma l’Avellino di arrendersi non ne vuole proprio sapere, nonostante siano di nuovo 2 i gol da segnare per raggiungere la finale playoff.

BOLOGNA IN CONTROLLO, MA KONE LO FULMINA – Se ne accorge anche Delio Rossi, che 120” dopo il gol del pari decide di coprirsi inserendo Maietta per un Krsticic ancora limitato dai guai al ginocchio che lo stanno tormentando nell’ultimo periodo. Di contro, Rastelli inserisce prima Comi per uno spento Mokulo, poi Castaldo per l’infortunato Zito. La linea a 5 disposta dal tecnico romagnolo regge l’urto degli ospiti fino all’85’, quando sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti provocata da Buchel (ammonito per l’intervento, gialli anche per Laribi, Da Costa, Oikonomou e Masina) Kone si inventa un destro al volo imparabile per Da Costa. Per la terza volta l’Avellino si porta in vantaggio, il Dall’Ara e i rossoblù in campo si apprestano a vivere 10’ in totale apnea.

FINALE IN APNEA, CASTALDO FA SALTARE DIVERSE CORONARIE – Il primo brivido lo procura Trotta con un sinistro velenoso dal limite dell’area, controllato comunque senza troppi problemi da Da Costa, che lo lascia scorrere sul fondo. Decisamente più pericolosa l’occasione che capita sui piedi di Castaldo nel terzo dei 5 minuti di recupero assegnati dal signor Mariani: sponda di testa di Comi, la palla scavalca Ferrari (al limite dei crampi da una ventina di minuti) e raggiunge Castaldo; stop perfetto di petto e conclusione di destro dal limite dell’area piccola; sembra fatta, ma per fortuna (e forse anche grazie a un’impercettibile deviazione di avambraccio di Da Costa) la palla colpisce la parte bassa della traversa e finisce sul fondo. Un momento di autentico terrore quello vissuto dai tifosi rossoblù, che possono definitivamente tirare un sospiro di sollievo allo scoccare del 95’ minuto, quando il signor Mariani decreta la fine di una sfida sconsigliata ai deboli di cuore. Splendido l’omaggio del pubblico del Dall’Ara non solo ai proprio beniamini, ma anche ai giocatori dell’Avellino, giustamente omaggiati per la loro prestazione dal pubblico di casa.

Nonostante il risultato finale, il Bologna – autore di una buona prova ma sconfitto da un avversario mai domo – può festeggiare la qualificazione alla finale dei playoff, nella quale gli uomini di Delio Rossi affronteranno il Pescara di Massimo Oddo, autore di un finale di campionato davvero sorprendente. Curiosità: si affronteranno le due squadre che per ultime (il Bologna alla vigilia della terz’ultima, il Pescara prima della 42ª e ultima giornata) in Serie B hanno avvicendato i propri allenatori in panchina. Andata venerdì sera alle 20:30 all’Adriatico di Pescara, ritorno martedì 9 giugno alla stessa ora al Dall’Ara. Ci sarà ancora parecchio da soffrire, prepariamoci ad altri 180’ di pura sofferenza.

Il match report di Bologna-Avellino

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