È stato l’ultimo errore per Agliardi?

È stato l’ultimo errore per Agliardi?

I discorsi dei tifosi rossoblu oggi hanno un solo protagonista e risponde al nome di Federico Agliardi. L’uscita di scena dalla Coppa Italia di ieri sera brucia ancora come sale su una ferita e risulta praticamente impossibile non assegnare all’estremo difensore rossoblu la colpa per una sconfitta arrivata a pochi secondi dal termine dei tempi regolamentari. Onestamente ieri Agliardi ha disputato una buona gara per cui avrebbe meritato una sufficienza piena nonostante non abbia nemmeno tentato l’intervento sul raddoppio di Palacio, ma l’orrore finale è troppo grave per non macchiare indelebilmente la sua pagella e forse anche la sua carriera in rossoblu. Quando abbiamo visto quel corner spiovere verso il dischetto del rigore ci saremmo aspettati qualsiasi cosa tranne che vedere il nostro portiere avanzare a caccia di un pallone ormai troppo lontano. Su un simile traversone infatti non bisogna mai uscire ma semplicemente lasciare i difensori liberi di fare il loro mestiere e aspettare serenamente sulla linea di porta l’eventuale conclusione dell’avversario. In questo caso un lob morbido proveniente dalla testa di Ranocchia da bloccare con calma per prepararsi poi alla lotteria dei rigori. Se le cose fossero andate diversamente oggi festeggeremmo una storica semifinale celebrando magari Agliardi come un eroe dopo aver parato il rigore decisivo, ma oggi per l’estremo difensore ci sono solo critiche dure come pietre che spesso sfociano nell’offesa. Quella sua mezza uscita con ripensamento è infatti costata cara al Bologna già in altre occasioni come ad esempio nella trasferta di campionato persa contro la Juventus sempre negli ultimi minuti e ora diventa difficilissimo immaginare una sua conferma tra i pali. Paradossalmente ieri Pioli aveva deciso di farlo giocare proprio per attestare una volta di più la sua stima nei confronti di un professionista serio che sta vivendo una stagione difficilissima, ma la sconfitta rischia di far davvero calare il sipario sulla sua avventura bolognese. L’aspetto psicologico per un portiere è assolutamente fondamentale e dopo una mazzata come quella di ieri chiunque farebbe una gran fatica a riprendersi a maggior ragione visto che la società è da tempo a caccia di un nuovo numero uno. A dire la verità sono stati proprio Guaraldi e Zanzi in estate a creare questa situazione assurda sostituendo un titolare con il suo secondo e scommettendo su un Curci in pessime condizioni fisiche pur di rimediare qualche euro in più dalla cessione di Gillet al Torino. Peccato che poi le plusvalenza non possano mettersi i guantoni e scendere in campo la domenica e allora il ruolo di portiere è diventato la croce stagionale del Bologna. Ora i dirigenti hanno l’obbligo di porre subito rimedio ad una situazione frustrante non solo per i tifosi, ma anche per Pioli, per la squadra e per lo stesso Agliardi che comunque vorrebbe poter dare molto di più alla causa. La vera necessità oggi è quindi cedere a tutti i costi Curci per liberare un posto in rosa da assegnare a un portiere affidabile che abbia una carriera da titolare possibilmente nella massima serie.

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