Virtus: Quel che poteva essere e che non sarà

Virtus: Quel che poteva essere e che non sarà

Pericolo retrocessione quasi scampato, ma i bianconeri si mangiano le mani per dei playoff sfumati a causa di sconfitte evitabili.

Le due vittorie consecutive hanno ridato entusiasmo all’ambiente virtussino. La scossa tanto attesa è arrivata e l’incubo retrocessione sembra ormai scongiurato. C’è chi, però, a bassa voce pronuncia la parola playoff: non tanto come obiettivo raggiungibile, quanto come rimpianto bello e buono.

Gli ultimi successi con due squadre più avanti in classifica come Sassari e Varese hanno dimostrato che il potenziale per far bene e per lottare per l’accesso alla postseason c’era. Anche perché l’ottavo posto se lo giocano squadre probabilmente più forti di Bologna, come Brindisi, Sassari e Cantù, ma che hanno vissuto una stagione contraddistinta da alti e bassi.

I bianconeri pagano scelte, rivelatesi sbagliate, sul mercato estivo, come l’acquisto di Penny Williams o la scelta successiva di affidarsi a Fells, senza dimenticare il precoce rientro di Ray. Ma ciò che più desta rammarico sono le occasioni gettate al vento dalla Vu. Sarebbe bastate due vittorie in più per dare un volto diverso alla stagione, sotto questo aspetto pesano le sconfitte interne con Capo d’Orlando e Caserta (quest’ultima partita era già vinta), più quella esterna contro Torino ora malinconicamente ultima in classifica. Peccato perché la Serie A di quest’anno presenta tante sorprese, Avellino, Cremona e Pistoia nelle parti alte, nobili decadute nella seconda metà come Sassari, Cantù, Varese e Pesaro.

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