Valli: “Sono a caccia dei miei errori e di quello che non ho dato alla squadra”

Valli: “Sono a caccia dei miei errori e di quello che non ho dato alla squadra”

Giorgio Valli, l’allenatore della Virtus, parla di sè analizzando la sconfitta a Capo d’Orlando, il suo rapporto con la società, la squadra ed il pubblico.

di Amos Segal

La brutta sconfitta rimediata dalla Virtus a Capo d’Orlando ha lasciato tutti di stucco e con l’amaro in bocca e lascia la squadra bianconera felsinea in sospeso sulle torbide ed irrequiete acque delle ultime posizioni in classifica.

La parola tocca all’ammiraglio della flotta virtussina che deve vincere le proprie battaglie ed uscire dalla tempesta per arrivare al porto della salvezza intatta e salva, davanti al proprio popolo. Giorgio Valli, il coach, s’è confrontato ieri con la squadra, sa perfettamente che da ora in avanti non possono più esserci passi falsi, ogni singolo giocatore deve farsi trovare pronto a servire la causa e martedì arriverà in acque amiche la squadra di Pesaro, avversario scomodo ed in lotta anch’esso per non retrocedere.

Sulla sconfitta in terra sicula, Valli commenta così: “Ha stupito anche me. E infatti ho parlato di cose che vanno al di là della tattica da chiarire, perchè la partita era stata preparata molto bene e con scrupolo (…) Useremo questi giorni prima di Pesaro per capire cosa sia successo davvero“.

Sulla domanda se si sia trattato di un approccio sbagliato oppure di qualche episodio scatenante, afferma: “Non è successo nulla, se non un blackout mentale. Cosa che non ci giustifica, e anzi ci sprona a cercarne i motivi, per non ripetere una figuraccia del genere. Un problema di mentalità (…) Da analizzare ci sono soprattutto i cinque minuti iniziali. Ma in generale non siamo riusciti a concretizzare mai“. Fatto sottolineato anche quando dice che: “Dopo meno il -13 del terzo quarto, siamo andati subito sul -19 e lì c’è stato il crollo mentale. Non c’è giustificazione“.

Sulle dichiarazioni della società nei suoi confronti sull’assenza di motivazioni, Valli replica: “Mi dispiace non averle mostrate. Sono mancato anch’io, sicuramente non è stata la mia prestazione migliore. Sono a caccia dei miei errori e di quello che non ho dato alla squadra“.

Ciononostante, il coach della Virtus fa un’analisi obiettiva della propria posizione: “Ormai il nostro mestiere è giudicato domenica dopo domenica, non c’è un giudizio di lungo termine. Ci vivisezionano di continuo, siamo temprati. Fa parte del mestiere. Quando non lo sopporterò più cambierò lavoro“.

Valli, inoltre, ha parole di elogio per l’ambiente in cui lavora: “Ho uno staff fantastico. Mi dispiace magari di non essere io il terminale in grado ora di dare maggiori soddisfazioni. Ma il gruppo è granitico (…) Lo dico davvero, non per fare il buonista. Mi ha chiamato Basciano, ho sentito Bertolini“.

Sul capitolo scontri diretti e gli stimoli, si esprime così: “Ci sono mille ragioni per cui si perdono le partite. A volte troppe pressioni, a volte il contrario. Se non fosse così complicato, ci sarebbe il libro delle regole su come vincere e come perdere. E sarebbe troppo facile“. Parole che trasudano puro spirito sportivo, che scorre nel sangue di un uomo che ama ciò che fa e non si nasconde dietro a un dito.

Infatti, per concludere, quando gli si chiede se ha ancora da dare tanto alla Virtus, proclama: “Sono carico da trentasette anni. Quanto sentirò la fatica di questo mestiere smetterò, perchè ne ho troppo rispetto. Dietro ci sono famiglie, persone, non vittorie e sconfitte. E ho molto rispetto per chi lavora con me e per chi viene a vedere“.

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