Tutti i rossoblù ai Mondiali e agli Europei (seconda parte)

Tutti i rossoblù ai Mondiali e agli Europei (seconda parte)

Con la convocazione di Emanuele Giaccherini per l’Europeo di Francia, abbiamo deciso di ripercorrere la storia dei grandi giocatori rossoblù convocati in un Europeo o in un Mondiale. In questa seconda parte ripercorreremo le convocazioni dagli anni cinquanta ai giorni nostri.

di Amos Segal

Negli anni ’50 è il turno del grande Gino Pivatelli, grande punta proveniente dal veronese che gioca 7 partite (con 2 reti) tra il 1954 ed il 1958, seguito poi dal tanto amato Ezio Pascutti, che indossò i colori rossoblù per tutta la durata della sua carriera dal 1955 al 1969, vincendo lo Scudetto nel ‘64 e che con la Nazionale maggiore giocò i mondiali disastrosi del 1962 in Cile e del 1966 in Inghilterra, con la tremenda sconfitta contro la Corea del Nord che sancì l’inizio di un lungo “esilio” dei giocatori del Bologna dal clan azzurro: per l’attaccante friulano, comunque, vi furono 17 “gettoni” e 8 reti.

Sul finire del decennio si affacciò colui che diventò il beniamino e idolo non solo della tifoseria, ma di un’intera città, che rappresentò degnamente sui campi della massima serie: Giacomo Bulgarelli. Nativo di Portonovo di Medicina, provincia felsinea, il centrocampista fu capitano e tassello di quella meravigliosa squadra da tutti riconosciuta come quella che “così si gioca solo in paradiso” e che battè la grande rivale Inter nello spareggio del 7 giugno del 1964 all’Olimpico di Roma, onorando così la memoria del grande presidente Renato Dall’Ara, venuto a mancare quattro giorni prima della memorabile partita. Ma con la maglia azzurra la carriera non fu altrettanto splendida: nel già citato mondiale inglese del ’66 fu schierato, nonostante lo scetticismo dei più a causa del suo ginocchio, contro i nord-coreani, col risultato che si fece male durante un contrasto con un giocatore avversario, uscendo in barella dal campo e lasciando la propria squadra in 10 dal primo tempo. Il gol segnato dal centrocampista Pak Doo-Ik al 42’ della prima frazione costrinse gli azzurri ad una delle eliminazioni peggiori della storia calcistica italiana. Per Bulgarelli 29 presenze e 7 gol, insieme all’Europeo vinto in casa nel 1968 anche se da riserva, la sua ultima presenza in campo risale al 1967.

Altri elementi di quella compagine che meritano menzione sono il grande centrocampista Romano Fogli, con 13 gare dal ’58 al ’67, l’attaccante Marino Perani (4), i difensori Francesco Janich (6) e Paride Tumburus (4) con, infine, il portiere William “Carburo” Negri (12). Come già detto, a causa della disastrosa sconfitta con la Corea nel ’66, il Bologna pagò un prezzo alto e negli anni ’70 vi fu una quasi totale mancanza di giocatori rossoblù: il grande bomber Giuseppe Savoldi giocò 4 volte e poco altro.

Arrivarono anche anni di mediocrità con la prima retrocessione, nel 1982, seguita dalla promozione del 1989 con Gigi Maifredi, ma oramai il feeling con l’azzurro era svanito.

Soltanto con Giuseppe Gazzoni Frascara i rossoblù cominciarono nuovamente a riaffacciarsi nel calcio che conta e nel 1998 arrivò la convocazione in Nazionale per il grande fuoriclasse Roberto Baggio, autore di una grande stagione con il Bologna (22 reti).

L’ultimo convocato è stato Alessandro Diamanti per l’Europeo 2012, ove disputa tre gare con l’assist per il definitivo 2-0 all’Eire ed il rigore della vittoria ai quarti contro l’Inghilterra. Vice campione continentale, prende parte anche alla Confederations Cup in Brasile l’anno successivo, giocando contro i padroni di casa (sconfitta per 2-4) e l’Uruguay, propiziando l’1-0 e segnando il momentaneo 2-1 su punizione, la vittoria arriverà con la lotteria dei tiri dal dischetto.

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